Messalina: la moglie bella, giovane e dissoluta di Claudio, il claudicante

1389
Actress Charlotte Wolter as Messalina. Painting by Hans Makart. Oil on canvas. 1875. (Photo by Imagno/Getty Images)

Valeria Messalina, nasce a Roma nel 25 d.c. (dove muore nel 48), da una famiglia patrizia, imparentata con i “Giulio-Claudia”. Nipote di Ottavia Minore sorella di Augusto, particolarmente bella, a quindici anni viene data in sposa da suo cugino, l’Imperatore Caligola, per ragioni politiche a Claudio, anziano, “zoppo e balbuziente”. La strana coppia, ha due figli Claudia Ottavia e Cesare, “detto il Britannico”. Quando nel 41 i pretoriani uccidono Caligola, Messalina e Claudio, diventati Imperatori giustiziano gli assassini. E ne esiliano alcuni come Seneca e la sua amante Giulia Livilla, sorella di Caligola, che viene uccisa e la responsabilità ricade sull’inquieta Messalina.

Messalina appare come una donna spregiudicata, che “non ama… molto la vita di corte; conduce… invece un’esistenza trasgressiva e sregolata”. Anche se, questo modo disinvolto di vivere sembra molto diffuso all’epoca dell’Impero e Messalina non è certo un’eccezione. Tra le tante storie che si raccontano, sembra che abbia “avuto relazioni incestuose con i fratelli” e che il marito favorisca nuove avventure con giovani sudditi. Non solo, si narra che il genero Silano, marito di Ottavia, venga buttato dalla Rupe Tarpea per aver respinto le sue attenzioni. Messalina, riesce a coinvolgere il marito in alcuni misfatti, usando i suoi punti deboli, come la superstizione e i sogni premonitori, che vedono Claudio minacciato e spodestato da altri familiari, tra cui il genero.

Si mostra particolarmente capricciosa e vendicativa verso coloro che non sono disposti a cedere alle sue lusinghe, risolvendo la questione senza mezzi termini, eliminandoli.

Inoltre, Messalina, tra i tanti vizi che riassume, sembra che di notte, travestita da meretrice si offra generosamente a “marinai e gladiatori”, nei bordelli del quartiere Suburra, facendosi chiamare Licisca, “lupetta”. Inoltre, come riportato da Plinio il Vecchio, in una sfida con un’altra nota cortigiana, risulta vittoriosa riuscendo a sostenere in un giorno “25 concubitus”.

E’ probabile che alcuni fatti, siano leggende o esagerati, dovuti a diversi errori di Messalina, vittima di congiure e lotte familiari, della sua giovane età e del mal costume dell’epoca. Comunque, tra i suoi amanti si ricorda il governatore Appio Giunio Silano e l’attore Mnestere. Ma dopo alcuni anni s’innamora del bel console Gaio Silio, che lascia la moglie per diventare il suo amante. A Claudio, probabilmente questo cambiamento preoccupa più delle sue notti libertine. Infatti, quando Claudio nel 48, durante la sua permanenza a Ostia viene avvisato dal liberto Narciso che Messalina insieme al suo amante, “durante una festa dionisiaca a palazzo … inscenarono il loro matrimonio”, si sente minacciato da questa nuova presenza e decide di eliminare i due amanti. In realtà è probabile che la decisione sia opera di Narciso, intuendo nuovi scenari di potere, con il carattere insidioso e manipolatore di Messalina.

Di fronte alla fine, Gaio Silio chiede solo una morte veloce, mentre Messalina tenta di nascondersi “nei giardini di Locullo”, ma non sfugge alla mano del tribuno, e segue la stessa sorte dell’amante.

Anche se la figura di Messalina appare discutibile e amorale, resta comunque un libertinaggio concesso nella Roma Imperiale, dove i tradimenti vengono tollerati, nonostante alcune leggi emanate da Augusto per tutelare “i valori della famiglia”. Inoltre, il “discredito sessuale”, viene spesso usato dagli avversari per disonorare i nemici, e coinvolgere anche il popolo romano. Probabilmente “l’accanimento” verso Messalina, dipende anche dal ruolo che riveste come moglie dell’Imperatore Claudio, che avrebbe dovuto mostrarsi più decorosa o forse agire con più furbizia come “la spietata Agrippina Minore”. Anche la sua politica non aiuta la fama, volta a eliminare i “potenziali rivali”, per favorire la successione del figlio Britannico come nuovo Imperatore, ma senza successo. Perché, dopo la sua morte Claudio, sposa Agrippina e sarà il figlio Nerone, il nuovo Imperatore, che seguendo la politica del tempo, elimina Britannico e con lui eventuale pretese di governo.

Messalina muore giovane, pagando non solo con la morte gli omicidi e la vita dissoluta, ma con la “damnatio memoriae”, in cui il suo nome viene cancellato dai documenti e monumenti di Roma.

Messalina viene citata nelle fonti storiche di “Le vite dei dodici Cesari” di Svetonio, il libro XI degli “Annales” di Tacito e la VI delle “Satire” di Giovenale, che nei versi descrive i suoi eccessi notturni, che non si placano, anche quando “stanca, ma non sazia” e “triste se ne va… ardendo ancora”.

Il nome Messalina ormai, è diventato sinonimo di una donna di facili costumi. D’altronde le donne “moderne” e intraprendenti nella storia, sono sottoposte al severo giudizio morale, come contrappasso del piacere vissuto.

Comunque, si racconta che il tribuno, inviato dal liberto Narciso, mentre compie il suo greve dovere tra intrighi e potere, aggiunga sarcastico a Messalina:

“Se la tua morte sarà pianta da tutti i tuoi amanti, allora piangerà mezza Roma!”. E sicuramente se così è stato, tra le tante colpe e inganni, qualcosa di buono anche Messalina l’ha lasciato.