Vertice da Conte con PD, M5S, LeU. C’è anche Italia Viva

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Vertice di governo a Palazzo Chigi

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, insieme al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, riunisce i partiti che sostengono la maggioranza in vista del varo della nota di aggiornamento al Def, che farà da cornice alla manovra. Per la prima volta al tavolo siede Italia Viva, con il capo delegazione Teresa Bellanova. Per l’M5S c’è il sottosegretario Riccardo Fraccaro, per il PD Dario Franceschini. LeU è rappresentata dal ministro Roberto Speranza.

Nella legge di bilancio: “vogliamo essere molto ambiziosi e affrontare i grandi nodi strutturali e grandi sfide come quella del mutamento climatico. Se non riduciamo le emissioni e le portiamo a zero nel 2050 mettiamo a rischio la vita sulla terra. Dobbiamo essere seri su questo, pensando alle prossime generazioni. La componente Green new deal è un grande pilastro, molto profondo e molto radicale per questo governo”: così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

“Il governo non ha presentato nessun piano ancora, ci stiamo lavorando e l’orizzonte non è la Nadef ma la manovra vera e propria e inviterei tutti alla calma. Stiamo lavorando a varie opzioni. Esistono varie ipotesi allo studio che in ogni caso, soprattutto attraverso l’effetto di incentivi ai pagamenti elettronici, produrrebbe riduzione dell’Iva non aumento: questo può essere fatto attraverso rimodulazione selettiva o altri meccanismi”, ha precisato Gualtieri.

“Abbiamo il conto del Papeete che ci è stato lasciato da pagare. Dobbiamo farlo in modo equilibrato, puntando alla crescita”, ha detto Gualtieri sottolineando il no a misure spot, ‘Abbiamo un orizzonte triennale’.

Gualtieri snocciola le varie ipotesi per una manovra da 30 miliardi: “impegno a graduale superamento dei superticket”, l’anticipo della pensione con Quota 100 sarà “confermato, non è serio cambiare la situazione previdenziale costantemente. E’ una misura che va ad esaurimento, auspichiamo un livello di risparmi anche superiore” all’attuale “ma non la aboliremo”; “piano sugli asili nido: non solo la riduzione o azzeramento delle rette per i redditi medio bassi ma anche la costruzione di nuovi asili nido. Queste sono infrastrutture sociali”; la manovra sarà fatta “in modo equilibrato, puntando alla crescita, trovando le soluzioni e la giusta mediazione tra le posizioni in campo”; resta la mini flat tax per le partite Iva ma no alla soglia dei 100mila euro; incentivi per la moneta elettronica.

Il deficit si collocherà tra il 2,1% e il 2,2% o si spingerà al 2,4% come a settembre dello scorso anno? “Forse è meglio non dichiarare il 2,4% e poi fare il 2,04% e nel frattempo avere un’impennata dello spread. E’ preferibile collocarsi meglio dall’inizio per non avere turbative. E’ una saggia via di mezzo che noi percorreremo”.

“La fatturazione elettronica sta andando molto. Siamo il Paese che usa poco i pagamenti elettronici: è antistorico e anche costoso l’uso eccessivo del contante. Bisogna aiutare a migrare verso i pagamenti elettronici” anche per contrastare l’evasione. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha sottolineato che “quella dell’evasione è una cifra enorme immorale, inaccettabile e che non possiamo permetterci”. La “sfida” di evitare l’aumento dell’Iva con la prossima manovra, aggiunge, “può essere più facilmente affrontata se c’è un meccanismo che punti a sterilizzare l’aumento ma ci consenta anche di affrontare una grande sacca di inefficienza” rappresentata dall’evasione fiscale. “Se teniamo conto che sono stimati 107 miliardi l’anno di evasione fiscale che se anche in parte venissero recuperati consentirebbero misure degne di un Paese civile, un governo che vuole impostare una crescita virtuosa del Paese non può non affrontare questa questione”.

Una delle priorità del governo entro dicembre è fare la legge di Bilancio “nella quale si decidono le tasse degli italiani, che non aumenteranno” e in cui “inserire il salario minimo” per eliminare “gli stipendi da 2-3 euro l’ora”, ha detto Luigi Di Maio. “Il governo ha in sequenza entro dicembre” anche “il taglio dei parlamentari, la riforma della giustizia”. “L’Iva non può aumentare, né nell’aliquota minima, né nell’intermedia, né in quelle più alte”, ha detto ancora Di Maio.