La Riscossa del Sud

La questione meridionale è la vera questione italiana.

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Decenni di legislature hanno lasciato il Sud Italia immerso in un clima di abbandono e sospensione, senza la messa in atto di misure quali l’estensione della decontribuzione per le nuove assunzioni, la realizzazione di opere infrastrutturali e l’istituzione di poli bancari che aiutassero le piccole-medie imprese meridionali ad accedere al credito in modo conveniente e rilanciare l’economia.

Il nuovo governo potrebbe rappresentare un punto di svolta, almeno sulla carta, nell’approccio all’autonomia differenziata e in generale alle problematiche endemiche del Meridione; lo suggeriscono le recenti dichiarazioni del neo ministro agli Affari regionali Francesco Boccia e del suo collega al Mezzogiorno, Giuseppe Provenzano, vice direttore di Svimez (l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno), e la loro profonda conoscenza diretta di un Sud che sempre più sprofonda nelle statistiche ed è vittima di stereotipi razzisti utilizzati a scopo elettorale.

In attesa di una vera rappresentanza politica locale in grado di fare gli interessi del Mezzogiorno, sempre più persone, molte delle quali sono giovani, hanno deciso di “emigrare controcorrente” per stabilirsi al Sud e investire in nuove attività.

«Il fatto stesso che molte cose manchino può essere l’alternativa affinché qualcuno ci pensi e le porti. Dove c’è tutto non ci si può inventare niente di nuovo», spiega Marianna Pozzulo, fondatrice dell’associazione Bentornati al Sud.

Molti dei ragazzi che hanno creato nuove attività in un’area italiana ritenuta impopolare hanno acquisito conoscenze in giro per il mondo, e ora si aggregano per metterle al servizio di un territorio che ha grande bisogno di speranza, servizi e nuove imprese che diano lavoro.

Marianna Pozzulo ha creato una rete pensata per mettere in contatto coloro che hanno deciso di scommettere sulle regioni meridionali, e a rispondere sono stati in tantissimi.

Il progetto ha richiamato sia chi ha deciso di allontanarsi per cercare fortuna altrove, spesso all’estero, sia chi si è innamorato della bellezza incomparabile del Sud Italia, pur arrivando da altre terre, e ha deciso di provare a colmare qui la mancanza di servizi di qualità.

La barriera contro la quale è inevitabile scontrarsi, perseguendo questa decisione, è innanzitutto di tipo sociale: «chi decide di tornare spesso si trova attorniato da un gruppo di persone, più o meno vicine, che si chiedono perché si è fatta questa scelta», spiega Pozzulo, la oltre alle difficoltà ci sono anche incentivi per chi vuole investire nel Meridione.

Un esempio vincente è quello di Resto al Sud, una misura che sostiene la nascita di nuove realtà imprenditoriale (escluse quelle agricole e commerciali) nelle regioni del Mezzogiorno, accessibile a tutti gli under 46 intenzionati a scommettere nel campo dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, della pesca, dell’acquacoltura, del turismo e della fornitura di servizi alle imprese.

«Avvalersi di questi incentivi non azzera il rischio, ma incoraggia chi vuole andare oltre il posto fisso – ha dichiarato a Left l’ideatrice di Bentornati al Sud.

«Non a caso, i membri di Bentornati al Sud sono stati scelti più volte come rappresentanti del cosiddetto movimento “mollo tutto e cambio vita”».

Il rilancio del Paese non può che partire da qui, dal rilancio del Meridione.