Spazio interviste: Frank Gramuglia e il suo romanzo “Il taccuino della vergogna”

Frank Gramuglia ha accettato la nostra intervista e ci parlerà della sua vita e de suo importante romanzo.

304

L’articolo di oggi mira a descrivere un autore di un romanzo che si avvicina alla realtà. Frank Gramuglia e il suo romanzo “ Il taccuino della vergogna” saranno i protagonisti della nostra intervista di oggi:

Perché ha cominciato a scrivere? C’è un’immagine nella sua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler diventare scrittore?

È stato un meccanismo spontaneo. Ho iniziato di notte. Ai tempi facevo il portiere notturno in un albergo e quando finivo ciò che avevo da fare per il lavoro, prendevo un quaderno e mi mettevo a scrivere.
Scrivere per me era una sorta di ruggito: una liberazione da tutte le insoddisfazioni verso me stesso e il mondo.
Lo facevo per me. Non ho mai pensato di pubblicare niente fino a che qualcuno si è messo a leggere la mia roba e ha detto: “cosa aspetti a proporlo a una casa editrice?”

Ci racconti il suo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi? Cos’è rimasto, cos’ha perduto, e cos’ha guadagnato?

Dopo aver riletto a distanza di tempo i miei racconti scritti di notte, ho scoperto che c’era un chiaro filo conduttore tra loro e allora è nato “Il taccuino della vergogna”. Diciamo che agli inizi scrivevo senza pensare. Sparavo a zero tutti i pensieri. In seguito la mia scrittura è diventata un po’ più ragionata. Tuttavia non credo di aver perso nulla, anzi, ho in testa un sacco di altre cose da scrivere e sono già a metà della mia seconda opera. Ho guadagnato invece la completa autostima. Sono stati i commenti dei lettori a infondermela.

Qual è il suo pubblico ideale? A che lettore pensa quando scrive?

Non è un genere per tutti, ma credo che ci siano miei lettori ideali un po’ dappertutto.
Mi spiego meglio. La tipologia del romanzo fa storcere molto il naso ai moralisti e ai bigotti, ma racconto la realtà nuda e cruda della vita sgangherata del mio protagonista. Fatta di eccessi, perversioni e anche volgarità. E credo che ci siano amanti della verità nel bene e nel male tra tutti i tipi di persona. Dal super imprenditore a colui che svolge il più umile dei mestieri. Dall’uomo di cultura al sempliciotto ci sarà sempre qualcuno che leggendo il taccuino proverà a nascondersi, ma dentro di se farà si si con la testa.

Che sensazione si prova dopo aver scritto un libro?

Scriverlo è semplice. Tutti sono in grado di usare le parole e quasi tutti riescono a metterle insieme per farne un discorso scritto. Si prova qualcosa quando lo mandi alle case editrici e ricevi indietro diverse proposte pur essendo un emergente. È li che c’è appagamento. Si dice che la vita ha un senso solo in due casi: quando fai qualcosa per cui valga la pena scrivere oppure quando scrivi qualcosa che vale la pena leggere.

Parlaci del tuo libro “ Il taccuino della vergogna”

È una raccolta di racconti fatta di ritorni narrativi e salti temporali. Dentro c’è la vita di Federico, direttore di albergo col vizio dell’alcool, dell’erba e delle donne. Le sue scopate, il suo denaro appena sufficiente per far fronte a tutti i suoi vizi, la sua analisi sugli esseri umani.
Lo stile è asciutto, ironico e cattivo. Si passa da scene di sesso dettagliate a ragionamenti profondi sull’amore, sull’amicizia e sulla vita. C’è molta ironia e molto amaro.

Che messaggio ha voluto lanciare con questo libro ?

Che la vita, fino a prova contraria, è soltanto una. Un solo gettone e un singolo giro da fare sulla giostra. Non ha senso prenderla con troppa serietà. Bisogna massimizzare ogni singolo minuto.

Leggendo questo libro molti hanno affermato che lei possiede uno stile diverso dagli altri autori. Come giustifica questa affermazione ?

Non saprei. Ho letto almeno 200 libri in vita mia. Per definire il mio stile dovrei fare la media ponderata di tutti gli stili degli autori che ho letto.

E per finire, un gioco: se potesse scegliere solo tre libri da consigliare, quali sarebbero?

– viaggio al termine della notte, Celine

– Trilogia della città di K, Kristof

– Fluo, santacroce

Ringraziamo Frank per la collaborazione e invitiamo tutti a leggere il suo romanzo. Per chi fosse interessato può visitare le pagine social “ Il taccuino della vergogna” su Facebook e Instagram.