Esposizione alle onde elettromagnetiche, parte la campagna per uso ‘smart’ del cellulare

548
Mobile devices sending out radio waves which spread out in a crowd of people.

Finalmente qualcosa si muove. Esposizione alle onde elettromagnetiche, uso dello smartphone alla guida e corretto smaltimento degli apparecchi inutilizzati. Per far chiarezza su questi temi, prende il via oggi la campagna informativa ‘Il tuo cellulare è intelligente. Usalo con intelligenza’, realizzata congiuntamente dai ministeri della Salute, dell’Istruzione, Università e Ricerca e dell’Ambiente.

Gli obiettivi dell’iniziativa di comunicazione dei tre dicasteri rispondono a quanto disposto dal TAR del Lazio (con sentenza 500/2019), ovvero promuovere il corretto uso degli apparecchi di telefonia mobile e informare sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di cellulari e cordless.

La campagna prevede la diffusione di uno spot sulle reti televisive RAI e di quattro video con infografiche per i social network, toccherà in particolare 4 punti. In primis, i possibili rischi delle onde elettromagnetiche, con consigli utili per ridurre l’esposizione, il punto sulla ricerca e i requisiti di sicurezza che gli apparecchi devono avere.

Altro tema affrontato saranno le interferenze delle onde elettromagnetiche sui dispositivi medici, come i pacemaker. Quindi i consigli per evitare distrazioni dovuta all’utilizzo del cellulare alla guida o mentre si cammina, con dati e informazioni sugli incidenti dovuti a questo. Infine, le indicazioni per smaltire correttamente il vecchio smartphone, anche presso i punti vendita, nel rispetto dell’ambiente.

Per supportare la campagna con informazioni autorevoli e scientificamente fondate, i tre ministeri si sono avvalsi anche della collaborazione degli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Già 2G, 3G e 4G hanno dimostrato gravi effetti sulla salute per l’uomo. Prossimamente ci saranno milioni di nuove stazioni base 5Gsulla Terra, 20.000 satelliti in più nello spazio, 200 miliardi di oggetti trasmittenti: è arrivata l’Internet of Things (l’internet delle cose).

Ci saranno le città intelligenti, case automatizzate, industrie robotizzate, sistemi di sicurezza e controllo più efficienti, servizi e oggetti come automobili, TV, elettrodomestici fino ai piccoli oggetti di uso quotidiano come pannolini per bambini, cartoni del latte, spazzole per capelli, vestiti e scarpe: tutto conterrà antenne o microchip.

Un giro d’affari enorme quello del 5G, con introiti stimati, per il 2026, pari a 1307 miliardi per settori industriali come agricoltura, healthcare, trasporti, media, intrattenimento, automotive, retail, financial, sicurezza e industria manifatturiera (dati dell’ultimo rapporto Ericsson). C’è poco da stare tranquilli. Il wireless funziona utilizzando impulsi estremamente rapidi di radiazione a microonde, la stessa dei forni a microonde.

Studi clinici sugli effetti nocivi gravida esposizione alle frequenze radio in uso (fino al 4G) sono ormai migliaia anche sugli animali e sulle piante e sempre più sentenze di tribunale sanciscono il nesso causale tra cancro ed elettrosensibilità. Oltre all’aumentato rischio di cancro anche stress cellulare, danni genetici, cambiamenti strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, deficit di apprendimento e memoria, cambiamenti ormonali.

Inoltre, una parte crescente della popolazione europea manifesta sintomi di elettrosensibilità specifica. Per questo un appello (di qualche mese fa) sottoscritto da 170 scienziati, medici e organizzazioni ambientaliste di tutto il mondo chiede all’ONU, all’OMS, alle istituzioni dell’Unione Europea di bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G, anche nello spazio, in attesa che si accertino i rischi per la salute dei cittadini.

Nell’appello si legge che le strutture elettricamente conduttive dell’organismo umano possono trasportare correnti indotte dalle radiazioni all’interno del corpo. Ma le stesse cariche in movimento possono diventare delle piccole antenne che rilanciano il campo elettro-magnetico verso gli strati più profondi dell’organismo.