Libia, Oms: 1000 morti e più di 5000 feriti da inizio aprile

Il bilancio degli scontri che da inizio aprile sconvolgono la periferia di Tripoli è drammatico. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) i morti sono circa mille mentre i feriti oltre cinquemila.

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L’ultima stima dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sul numero di vittime in Libia delinea un quadro preoccupante. Secondo l’Oms, dall’inizio dei combattimenti sono morte circa mille persone mentre i feriti sarebbero più di cinquemila.

La guerra civile in Libia è ripresa lo scorso 4 aprile quando il feldmaresciallo Khalifa Haftar, dopo aver messo in sicurezza i punti strategici del Fezzan (la vasta regione desertica nel sud della Libia) nei mesi precedenti, lanciò un’offensiva per conquistare Tripoli. Ufficialmente intenzionato ad eliminare i “terroristi”presenti nel paese, lo scopo di Haftar è quello di conquistare la capitale e scacciare il Governo di accordo nazionale (Gna) del primo ministro Fayez al-Sarraj, riconosciuto, tra gli altri, dalle Nazioni Unite e dall’Italia.

Haftar già controlla la Cirenaica, la regione orientale della Libia al confine con l’Egitto, dove è insediato un altro governo libico non riconosciuto. Conquistando la Tripolitania il feldmaresciallo otterrebbe il controllo di tutto il paese.

Giunte alla periferia di Tripoli, le truppe di Haftar sono state bloccate dai miliziani che supportano al-Sarraj. Cruciali per la sopravvivenza di al-Sarraj sono i potenti miliziani della città costiera di Misurata. La situazione militare sul campo è in una fase di stallo, con le milizie fedeli al Gna che hanno bloccato l’avanzata di Haftar.

Siccome i combattimenti si svolgono in un ambiente urbano, il numero dei civili sfollati è molto alto. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha), i cittadini libici costretti ad abbandonare la propria abitazione sarebbero circa centomila, di cui metà bambini.

In un post sul suo account Twitter, l’Oms offre una nuova stima del bombardamento che mercoledì notte ha colpito il centro di detenzione migranti di Tajoura, pochi chilometri a est di Tripoli. Secondo l’Oms l’attacco aereo ha causato 53 morti e 130 feriti.

Mentre il numero delle vittime e degli sfollati continua a crescere inesorabilmente, le speranze per la ripresa del dialogo politico si assottigliano giorno dopo giorno. Pochi giorni fa, una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in cui si condannava Haftar per l’attacco aereo contro il centro di detenzione di Tajoura e si chiedeva un immediato cessate il fuoco è stata bloccata dal veto americano.

“L’Oms chiede con urgenza una rapida e pacifica soluzione in modo che tutte le persone in Libia siano al sicuro” scrive l’Organizzazione nella conclusione del suo post su Twitter.