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L’ esilarante calzino bucato di Marco Zadra

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“Tatino o tatone” è il mini-tormentone che lo spetttore de “Il Mistero del Calzino Bucato” porta sicuramente a casa. Non vi anticipo di che si tratta. Aggiungo solo che è solo uno dei tanti calembour dello spettacolo, che unisce ad una feroce parodia dello stile giallo di marca anglosassone una satira verace tutta romana. Ne sono testimonianza ad esempio i nomi e cognomi menzionati dai protagonisti (uno per tutti, Chico Rione, ripassato…), e il preoccupato “Si sente?!” riferito ad un presunto accento di Liverpool nell’ambito di un eloquio impossibile a prescindere dall’accento.

Sul filo di una comicità demenziale che riesce a rinnovarsi di battuta in battuta, Marco Zadra e i ragazzi del Laboratorio teatrale del Teatro 7 di Roma, il 31 maggio e il 1* giugno hanno trascinato gli spettatori in risate autentiche e prive di forzature. Il Mistero del Calzino Bucato, scritto, diretto e interpretato da Zadra, tornerà nella Capitale presso il Teatro della Cometa dal 15 Aprile al 10 Maggio 2020. Consiglio di non perderlo: è una magistrale commedia degli equivoci dalla comicità travolgente.

Siamo in Inghilterra, naturalmente piove e l’ispettore Pendleton e il suo collaboratore, l’agente Fish, devono risolvere un mistero: la morte, il giorno di Natale, del ricco Lord Timothy Pinkerton (interpretato dal bravo Valerio Cocchetti, che ha anche il ruolo di uno dei nipoti). Unico indizio per risalire all’assassino, un calzino bucato in corrispondenza dell’alluce.

I sospetti cadono inevitabilmente sugli eredi. Inizia un carosello di colpi di scena che metteranno in valore, sulla scena, la rutilante umanità che popola casa Pinkerton. L’immancabile – e immancabilmente complice – maggiordomo, interpretato dallo stesso Zadra; graziose signorine che fanno parte della servitù, vestite in modo impeccabilmente inglese, ma romanescamente linguacciite; una segretaria che si rivelerà l’erede universale di Lord Pinkerton; una coppia di zie rimbambite che sferruzzano in permanenza e storpiano tutti i cognomi; i nipoti di Lord Pinkerton, l’uno con una moglie decisamente brutta, apostrofata come “sorcio”, l’altra con un difetto di pronuncia che la porta a sputacchiare in faccia a quelli con cui parla. Completano l’improbabile quadretto un pianista cieco che si propone come autista e una profuga dell’Est, interpretata da Sara Padoan, che chiede il permesso di rubare a casa Pinkerton e si dichiara madre di un numero sempre più grande di figli ogni volta che compare sulla scena.

Zadra, figlio d’arte (i genitori erano musicisti), svolge da anni un’attività  didattica presso il Teatro 7 di Roma e il centro CRC per la cura dei disturbi del linguaggio.  Nel 2018 ha collaborato con l’associazione MEDU (Medici per i Diritti Umani), animando un laboratorio per giovani richiedenti asilo.  Nella prossima stagione teatrale metterà in scena dal 5 novembre al 1 dicembre, sempre al Teatro 7, lo spettacolo “Zabriskie Point” da lui scritto, diretto e interpretato.

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