Da youtuber a twitcher il passo è breve, e non lo dice uno streamer

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Streamer

Sembra ormai appurato che la nuova moda del momento sia, per uno streamer che si rispetti, quella di condividere momenti, scene e videogiochi nell’atto dell’essere.

Con l’evoluzione dal mondo reale al mondo digitale si è assistito ad un progressivo aumento della virtualizzazione della vita.

Si inizia con l’acquistare un pc, poi un paio di cuffie, una webcam con microfono e qualche videogioco, possibilmente di ultima generazione.

Se prima il canale social principale per condividere, dal vivo, i propri momenti ludici, era YouTube, adesso è Twitch, che sta spodestando il predecessore tecnologico come un erede degno di trono.

A chi non è mai capitato di vedere uno streamer che, in gergo tecnico “streamma”, ovvero condivide momenti della sua vita e dei suoi videogiochi. Dal vivo, ovviamente e con dei telespettatori.

In questo fantastico mondo fatto di pseudo-realtà, gli streamers, quelli più capaci, fortunati e abili, riescono a guadagnare delle vere e proprie fortune. Si veda a tal proposito i 500.000 dollari mensili fatturati dal Ninja, il re di Fortnite. Oppure, Justfoxii, ed anche lei una sorta di regina del battle royale di Fortnite.

Ma il mondo dello streaming on line non si ferma sicuramente a delle persone che condividono, con i telespettatori da computer, alcune delle loro esperienze di gioco, dal vivo.

Alcuni streamers, sulla nota piattaforma di intrattenimento sopramenzionata, si distinguono anche per altre caratteristiche e peculiarità: c’è chi si riprende mentre dipinge, mentre disegna, mentre progetta, anche mentre balla oppure mentre compie qualsiasi altra attività che possa destare un seppur minimo interesse.

Che la maggior parte delle persone voglia apparire e voglia farsi notare, non è certamente una novità. Ma probabilmente il rischio della virtualizzazione e della digitalizzazione delle interazioni umane possiamo dire che sia cominciato con l’avvento della televisione.

E una delle problematiche principali è il rapporto. Ma questo resterà sempre spezzato. Mediato dallo schermo di un PC.

Si è forse perso il contatto vero con le persone?