Puglia quante storie; Taranto in un racconto, per “togliere un po’ del fumo e mostrare quello che c’è sotto”

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La scrittura che denuncia e, quando può, assolve. Una storia nata per Taranto, utile a “togliere un po’ del fumo che aleggia sulla città e mostrare quello che c’è sotto”. Si tratta del racconto “Giorno dopo giorno, tra terra e cielo” della scrittrice napoletana d’origine, ma manduriana di adozione, Alba Mazzarella, premiata nel concorso narrativo “Puglia quante storie2” organizzato dalla Casa Editrice “I libri di Icaro”, giunto alla sua seconda edizione.

Il volume è stato presentato domenica 7 aprile presso Icaro Space, a Lecce, alla presenza di figure eccellenti come Ivan Stomeo, Sindaco di Melpignano,  tra i comuni patrocinanti, Carlo Salvemini, presidente Agorà, e Valeria Nicoletti, giornalista di quiSalento.

La competizione.

La competizione è stata ideata per tutti gli amanti della scrittura che, partecipando, hanno dovuto redigere un racconto breve, a tema libero, ambientandolo esclusivamente in Puglia.
Un’apposita giuria di qualità ne ha quindi selezionati dieci tra quelli pervenuti, includendoli nel volume. Tra questi anche la storia di Alba.

La scrittrice napoletana ha deciso di ambientare il suo racconto dal valore sociale proprio nella città di Taranto, vessata dall’inquinamento, dall’alta mortalità a causa dei tumori, e verso la quale l’autrice sente di provare un profondo senso di colpa.

“Giorno dopo giorno, tra terra e cielo”, un racconto per Taranto

“Io abito a Manduria da ormai 27 anni- ha dichiarato Alba nel corso della presentazione – e  io ricordo, come fosse ieri, le prime volte che venivo a Taranto; queste ciminiere, questo fumo.” “Io ho scritto questo racconto per un senso di colpa nei confronti di Taranto, perché ho scoperto tardi la città, da tre-quattro anni.”

Dopo essersi trasferita da Napoli a Manduria per amore, l’autrice racconta di aver scoperto le bellezze della città – fra le tante il Museo archeologico di Taranto citato nel racconto- solo negli ultimi anni. Un grande rammarico che l’ha spinta poi a pareggiare i conti nell’unico modo a disposizione degli scrittori: scrivere di ciò che si è trascurato, che non si è capito, per assimilarlo meglio e rimettersi in pari con una vita troppo grande.

“Con questo racconto ho voluto chiedere perdono a Taranto,- continua- cancellare quasi quel fumo che purtroppo ancora oggi persiste sulla città, e far vedere quello che c’è sotto: una grande storia, un popolo orgoglioso, una grande bellezza e una grande civiltà”

“Giorno dopo giorno, tra terra e cielo”

“Maria è una giovane infermiera che lavora all’ospedale di Taranto. Nei suoi rari momenti di pausa, fumando un’immancabile sigaretta, ripensa ai pazienti che cura, alla loro vita. C’è la piccola Sofia, che nonostante il cancro non rinuncia al sogno di riscattare gli abitanti della sua città dagli abusi del potere e del denaro; c’è la la dottoressa Baldari, che lavora al Museo archeologico di Taranto e ne descrive le ricchezze che conserva, memorie di una storia gloriosa, di un popolo attivo e creativo; c’è la vita di Maria, con i suoi sogni. All’orizzonte i fumi dell’Ilva che coprono di dolore tante vite, a Taranto, quelle vite con cui Maria è in contatto ogni giorno. Fumi che vorrebbe spegnere come spegne le sue sigarette, vite che vorrebbe veder rinascere come la sua città”