Le elezioni sarde, potrebbero stravolgere i piani di governo

Dopo l’Abruzzo, anche la Sardegna; il crollo del M5S potrebbe destabilizzare la maggioranza.

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POMIGLIANO D'ARCO, ITALY - 2019/02/18: The Italian Minister of Labor, Luigi Di Maio, speaks during a conference at the aeronautical industry Leonardo. (Photo by Marco Cantile/LightRocket via Getty Images)

Analisi politica

Legittima difesa, separazione delle carriere dei magistrati, eutanasia, acqua pubblica, chiusure domenicali e autonomia differenziata. Senza dimenticare il voto in Aula del Senato sulla conferma del NO all’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per la vicenda della nave Diciotti.

Sono alcuni dei temi all’attenzione del Parlamento che potrebbero trasformarsi in una spina nel fianco per il M5S. La linea che sta emergendo in queste ore, riferiscono fonti parlamentari sia M5S che della Lega, è di prendere tempo e rinviare, laddove possibile, i provvedimenti più delicati. L’esito del voto in Sardegna, e prima ancora quello in Abruzzo, infatti, ridisegnano gli equilibri interni alla maggioranza giallo-verde in termini di ‘potere contrattuale’.

Sebbene si tratti di elezioni regionali e quindi non a valenza nazionale, potrebbero comunque avere un effetto domino su alcuni provvedimenti all’esame delle Camere. In soldoni, si tratta di provvedimenti che rischiano di essere mal digeriti dal proprio elettorato o dagli stessi parlamentari pentastellati, già in fibrillazione. È il caso della legittima difesa, il cui esame alla Camera era previsto per questa settimana ma è stata spostata di 7 giorni.

Ufficialmente il motivo e’ “tecnico” ma secondo alcuni leghisti – posizione non confermata dai pentastellati – dietro il rinvio ci sarebbe in realtà la richiesta di evitare un voto ‘spinoso’ per il Movimento, visto che la riforma è fortemente voluta dall’alleato ma non altrettanto condivisa dal M5S, che anzi in prima lettura al Senato aveva tentato di attenuare la portata delle nome per poi ‘riallinearsi’. A ridosso di un secondo voto regionale non certo eclatante, i pentastellati – è il ragionamento leghista – preferiscono non presentarsi a elettori e militanti con il via libera a una riforma cavallo di battaglia dell’alleato. Meglio riappropriarsi di un proprio provvedimento-bandiera come la commissione di inchiesta sulle banche, il cui voto in Aula a Montecitorio viene così anticipato. Resta ferma, però, la blindatura del testo sulla legittima difesa, che slitta ma senza nessuna apertura a modifiche.

Il percorso in salita

E’ anche il caso di provvedimenti che non sono targati M5S o Lega, come l’eutanasia e la separazione delle carriere dei magistrati, ma che appunto potrebbero trasformarsi in un problema per i pentastellati.

L’eutanasia è all’esame delle commissioni Giustizia e Affari sociali, si stanno svolgendo le audizioni. Il tema è stato riportato alla ribalta dalla Consulta, che ha dato un anno di tempo al Parlamento per colmare il vuoto normativo. Non è un mistero che il M5S – sul punto è stato chiaro il presidente di Montecitorio Roberto Fico – guardano con favore a una normativa sul fine vita. Di tutt’altro avviso la Lega.

In pratica, cavalcare o comunque appoggiare un provvedimento che va a toccare le singole coscienze potrebbe rivelarsi un boomerang. Meglio temporeggiare. Stessa cosa per la separazione delle carriere: il provvedimento è in quota alle opposizioni, in particolare è stata Forza Italia a spingere per l’avvio dell’iter in commissione Affari costituzionali.

Il tema è da sempre un cavallo di battaglia degli azzurri, ma la Lega potrebbe non mettersi di traverso, mentre tra i pentastellati le sensibilità sono diverse. Altro provvedimento che potrebbe risentire della situazione politica interna alla maggioranza è quello sull’acqua pubblica, caro ai 5 stelle ma che la Lega vorrebbe modificare profondamente: sono una trentina gli emendamenti leghisti che, di fatto, stravolgono il testo pentastellato all’esame della commissione Ambiente.

E ancora, la proposta di legge sulla chiusura domenicale dei negozi: dopo un lungo ciclo di audizioni, sono stati messi da parte i due testi M5S e Lega e anche in questo caso la linea dei due alleati di governo non è  unitaria. L’esame di un nuovo testo non è all’ordine del giorno della commissione in tempi rapidi. Anzi, secondo fonti parlamentari di maggioranza se ne riparlerà dopo le europee. Poi il nodo dell’Autonomia differenziata, sul cui iter parlamentare non c’è ancora unità di vedute tra M5S e Lega e sul quale i pentastellati hanno forti perplessità e, quindi, potrebbe rientrare tra i provvedimenti da mettere in stand by fino alle europee.