Serie A – Milan e Napoli in scioltezza. La Juve si aggrappa a Dybala. Il VAR, usato così è inutile.

Giornata ricca di episodi da VAR con tante, troppe incertezze ed errori che potevano essere evitati e che andavano gestiti meglio.

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Episodi da moviola che lasciano davvero senza parole, soprattutto per il modo in cui la VAR viene gestita dagli arbitri di Serie A. Solo nel nostro campionato ci sono tutte queste incertezze e polemiche su uno strumento che dovrebbe essere d’aiuto agli arbitri e non creare altre difficoltà.

In FiorentinaInter accade davvero di tutto, si và al consulto del VAR quattro volte, con l’arbitro Abisso che sembra sempre non sapere cosa stesse facendo.

La Viola sblocca la gara dopo 17 secondi. Lancio per Chiesa sulla destra che punta l’area di rigore salta Dalbert e con Handanovic che esce eccessivamente fuori dai pali, trova Simeone al centro che sporca la palla facendola carambolare sulle gambe di De Vrij per l’1-0 Fiorentina. La Var riguarda l’episodio ma la posizione di Chiesa sembrerebbe regolare.

Dopo 8 minuti l’ex Vecino sfrutta un croos di Dalbert e di piatto batte Lafont e ristabilisce subito l’equilibrio. La Fiorentina si divora più volte il 2-1 con Gerson e Simeone e nel finale di tempo viene punita da un bel tiro a giro di Politano, che aiutato dal vento, disegna una traiettoria imprendibile per il portiere francese.

Nella ripresa l’Inter ricomincia da dove aveva finito, cercando di colpire la Fiorentina in contropiede, ma il gol dell’1-3 nasce dall’ennesimo calcio piazzato. Lautaro che salta davanti a Fernandes, che tocca la palla con la mano. Il braccio è largo, ma che nel movimento sembra essere mosso a protezione del volto. L’arbitro Abisso, vá a rivedere il VAR e decide di assegnare il penalty, trasformato da Ivan Perisic.

La Fiorentina prova a riaprire la gara e mette dentro Muriel che da molta più vivacitá all’attacco. Infatti subito trova il gol del 2-3 di Biraghi, ma l’arbitro richiamato ancora al VAR, lo annulla per presunto fallo di Muriel su D’Ambrosio, anche se sembra più l’ex torino a calciare sotto la scarpa del Colombiano che il contrario. Al 74° tocco di Veretout e destro a giro di Muriel all’incrocio, sul palo di Handanovic, tiro che si insacca proprio nell’angolino alto con una punizione perfetta dell’ex Siviglia.

Nel finale accade di tutto, al minuto 97 Chiesa mette al centro la palla per Pjaca, D’Ambrosio intercetta la palla, ma l’arbitro assegna subito il penalty per un presunto fallo di mani. L’arbitro palermitano viene chiamato per la quinta volta al VAR, e dopo aver visto le immagini per quasi 4 minuti, decide di confermare la sua prima sensazione e conferma il rigore per la squadra di Pioli. D’Ambrosio sembra aver preso la palla con il petto, ma da altre immagini invece sembra toccare anche con il braccio, dando la sensazione di un doppio tocco tra braccio e petto che non permette alla palla di andare verso Pjaca. Ciò che inganna l’arbitro probabilmente, è il movimento poco congruo del terzino nerazzurro che abbassa la spalla verso la palla con l’intento di intercettare il passaggio.

Rivedendolo mille volte, resta comunque un dubbio enorme che le varie angolazioni aumentano. L’arbitro per questo ha applicato il protocollo VAR affidandosi, nel dubbio, alla prima sensazione avuta sul campo. Dal dischetto si presenta Veretout che spiazza Handanovic e fissa il punteggio di una gara infinita, sul 3-3.

Il weekend di Serie A comincia con la vittoria del Milan, netta, per 3-0 sull’Empoli. Rossoneri che sbloccano la gara con Piatek nella ripresa e che chiudono i giochi con i gol di Kessie e Castillejo. La VAR annulla, correttamente, due gol al Milan, per fuorigioco. Il primo a Paqueta ad inizio primo tempo ed il secondo a Borini nel finale di gara.

Il Torino, nell’anticipo del Sabato, doma la Dea e porta a casa tre punti essenziali per la lotta all’Europa League. I granata sbloccano la con un gol in scivolata volante di Armando Izzo, nel finale di nel finale di primo tempo. Ad inizio ripresa, a chiudere i giochi ci pensa un super Iago Falque.

Il posticipo serale del sabato di Serie A, vede la Roma vincere a stento a Frosinone. Giallorossi che subito vanno sotto per una papera di Olsen sul tiro di Ciano. La squadra di Di Francesco reagisce subito, alza i ritmi, e quindici minuti più tardi trova il gol dell’1-1 con Dzeko che approfitta di una dormita clamorosa del difensore gialloblù e batte Sportiello. Nemmeno tre minuti dopo, difesa ciociara aperta e Pellegrini in estirada spinge in porta un tiro croos di El Shaarawy portando la Roma in vantaggio. Nel finale di gara Pinamonti regala il pareggio al Frosinone, gol che sembra indirizzare la gara verso il 2-2 finale, ma quando meno te l’aspetti arriva la zampata graffiante di Edin Dzeko che con la pancia spinge dentro il croos di El Shaarawy e regala i tre punti alla Roma.

Il lunch match tra Sampdoria e Cagliari finisce 1-0 con un rigore quantomeno dubbio assegnato ai blucerchiati. Gabbiadini viene appena appena sfiorato da Ceppitelli, ma l’arbitro concede il penalty. Nonostante il VAR abbia rivisto l’episodio, l’arbitro non lo vá a rivedere e conferma la sua decisione. Dal dischetto ci vá il solito Quagliarella che calcia un rigore perfetto alla destra di Cragno. Il giovane portiere del Cagliari intuisce ma non può nulla su un rigore calciato così perfettamente come quello dell’ex viola.

I match delle 15:00

Vince la noia nelle gare del pomeriggio. Partita senza emozioni quella tra Chievo e Genoa che termina sullo 0-0, risultato che non aiuta di cero i gialloblù nella sempre più lontana salvezza, e che forse regala un punticino al Genoa che allontana il Bologna, che cade in casa contro la Juventus immeritatamente, dominando la partita e colpendo anche un palo con Sansone nel finale. La squadra di Mihajlovic commette un solo errore, e si sá che contro la Juventus questo lusso non puoi concedertelo, né approfitta Dybala del rinvio sbagliato di Highlander e di piatto segna uno dei gol più facili della sua carriera, regalando i tre punti ai bianconeri. Pareggia ancora la Spal, questa volta a Modena contro il Sassuolo. I neroverdi  sbloccano la gara con Peluso al 43°. Nella ripresa vengono raggiunti al 68° dal rigore del solito Petagna. Nel finale di gara rosso diretto per Duncan.

Nel posticipo delle 18:00 il Napoli asfalta il Parma. Il match lo sblocca Piotr Zielinski con un destro rasoterra, che batte un incerto Sepe. Nel finale di primo tempo Milik, su consiglio di Ancelotti, batte la punizione sotto la barriera e la insacca all’angolino sinistro di Sepe. Nella ripresa la VAR toglie, giustamente, un rigore al Parma, per fallo precedente di Gagliolo su Callejon. Il Napoli trova il 3-0 con il sinistro magico a giro di Milik e chiude i giochi con un azione tutta di prima, spettacolare tra Zielinski, Verdi e Ounas, con l’algerino che segna il del definitivo 0-4.