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Diciotti, gli atti firmati da Conte, Di Maio e Toninelli arrivano in Procura

| 17 Febbraio 2019 | POLITICA

La presidenza di Palazzo Madama ha trasmesso gli atti firmati dal Premier Giuseppe Conte, dai ministri Luigi Di Maio Danilo Toninelli, alla Procura di Catania allegati alla memoria del ministro dell’Interno Matteo Salvini sotto esame della Giunta per le immunità del Senato sul caso Diciotti. Lo si apprende dalla Procura che è titolare dell’inchiesta, coordinata personalmente dal procuratore Carmelo Zuccaro.

La Procura aprirà un fascicolo sulla trasmissione, dalla presidenza del Senato, degli atti firmati dal premier Giuseppe Conte e dai ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli; l’apertura del fascicolo è un atto dovuto. Lo scenario giudiziario che si apre, come conseguenza dovuta, è la possibile iscrizione nel registro degli indagati dei tre esponenti del Governo e la successiva valutazione della magistratura della loro posizione.

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Il procuratore Carmelo Zuccaro ha già chiesto l’archiviazione dell’inchiesta aperta nei confronti del ministro Salvini ritenendo che il ritardato sbarco dei migranti dalla nave era “giustificato dalla scelta politica, non sindacabile dal giudice penale”. Tesi non condivisa dal Tribunale per i ministri che ha chiesto l’autorizzazione a procedere. Lo stesso collegio sarebbe chiamato a decidere sull’eventuale richiesta della Procura per Conte, Di Maio e Toninelli.

Intanto la Lega si dice tranquilla sul referendum M5S. Infatti, secondo il partito di via Bellerio, il voto online del M5S sul caso Diciotti non li preoccupa più di tanto e tantomeno la piattaforma Rousseau non metterebbe a rischio il governo che è stabile e sta lavorando bene. Queste, per la Lega, sono cose assolutamente diverse e aspettano il voto in Parlamento. Il ministro dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio, a Cagliari per un tavolo in Prefettura sulla vertenza latte: “I ministri di questo governo, M5S compresi, dicono che non c’è stato un interesse personale da parte del ministro dell’Interno, ma una decisione collegiale, allora dovrebbero votare sì anche per Centinaio, Conte, Di Maio”.

La votazione dovrebbe avere luogo tra oggi e lunedì, di modo da comunicare i risultati nell’assemblea congiunta prevista per lunedì sera in cui Di Maio spiegherà ai parlamentari anche il senso delle novità (dal team di coordinamento locale all’apertura alle civiche) che vuole introdurre nel M5S.

L’illustrazione del quesito, elemento chiave nelle votazioni su Rousseau, potrebbe essere affidata al capogruppo M5S in Giunta delle Immunità, Michele Mario Giarrusso. Con un’appendice: il senatore, nei giorni scorsi, dalle sue dichiarazioni sembrava propendere per il ‘NO’. Un ‘NO’ verso il quale anche i big del Movimento sembrano tendere sia per ragioni giuridiche (la decisione sulla Diciotti fu di tutto il governo), sia per tutelare la stessa tenuta dell’esecutivo. Anche perché, si ragiona nel M5S, con un ‘SI’ al Senato si rischia non solo di far cadere il governo ma anche di trasformare Salvini in un martire.

La battuta di Silvio Berlusconi non si è fatta attendere: “Begli alleati si è trovato Salvini, si rifletta su questo…”, lo dice a Cagliari rispondendo ai giornalisti a proposito del voto online sulla Diciotti organizzato dal M5S per lunedì 18. Il Cavaliere è in Sardegna per un breve tour elettorale a sostegno del candidato del centrodestra Christian Solinas (Psd’Az).

TAG: Europa, Governo Conte, Luigi Di Maio, Movimento 5 Stelle, procura di Catania, Salvini, Silvio Berlusconi, votazioni
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