I medici e gli infermieri sono 16 volte più a rischio violenza di altri lavoratori

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Sono proprio loro a subire ripetutamente atti di violenza. Gli operatori sanitari sono 16 volte più a rischio di violenza degli altri lavoratori e in particolare gli operatori dei Dipartimenti di Emergenza, e prevalentemente gli infermieri, rischiano di subire comportamenti violenti. A dirlo, durante un’audizione in Commissione Sanità del Senato, è stato Francesco Rocco Pugliese, presidente della Società italiana della medicina di emergenza-urgenza (Simeu). Purtroppo, ha precisato Pugliese, “il fenomeno è assolutamente sottodimensionato, poiché normalmente vengono denunciate solo le aggressioni in cui sono riportate lesioni gravi”, e questo è dovuto “probabilmente al fatto che gli operatori hanno un’aumentata assuefazione alle aggressioni, soprattutto verbali, che considerano facenti parte del loro lavoro”. In loro prevale, ha aggiunto Pugliese, “il senso di rassegnazione e frustrazione”. La gestione del fenomeno, per la Simeu, deve avvenire attraverso interventi sul contesto, sugli operatori, sui media e legislativi. Il ddl 867 “Disposizioni in materia di Sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie”, in discussione al Senato, è “indispensabile” ma è necessario anche “risolvere il problema del sovraffollamento del pronto soccorso, che determina allungamento dei tempi di attesa, scarsa possibilità di comunicazione e ridotti tempi di assistenza”. Così come è necessario, ha concluso Pugliese, “formare gli operatori a tecniche di comunicazione per la gestione dei pazienti difficili”. Solo nell’ultimo anno il 50% tra medici e operatori sanitari hanno subito aggressioni, il 4% è stato vittima di violenza fisica. Stando a un’indagine della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), più del 56% di chi ha subito violenza ritiene che l’aggressione poteva essere prevista. Tuttavia il 78% degli intervistati non sa se esistano procedure aziendali per prevenire o gestire gli atti di violenza. Proprio martedì è partita la petizione al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere lo “Stop all’odio verso i medici e subito l’istituzione del Tribunale della Salute”. La proposta, oltre che al Capo dello Stato, è stata indirizzata al ministro alla Salute Giulia Grillo, al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, al Presidente della Federazione degli Ordini dei medici e al presidente della Commissione Sanità del Senato Pierpaolo Sileri, che ha sottoscritto l’appello. L’iniziativa è stata lanciata da Consulcesi, network legale che opera a fianco dei medici, e in 48 ore ha già raccolto 10.230 firme. L’obiettivo è quello di ristabilire “tra operatori sanitari e pazienti il clima di fiducia e collaborazione, minato da troppe aggressioni e campagne di comunicazione, come quella dello spot di Obiettivo Risarcimento andato in onda anche sulle reti Rai”.

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