Brennero. Tensioni mai placate?

La mai attenuata divergenza fra Austria e Italia oggi potrebbe in qualche modo, seppur simbolico, riaccendersi, fomentando oltretutto quel revanscismo sud-tirolese di distaccarsi quanto più possibile dalla Patria conquistatrice: l’Italia.

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In Trentino trionfa la Lega con la coalizione di centrodestra guidata da Fugatti che si aggiudica la maggioranza al Consiglio regionale di Trento. Ugo Rossi, ex Presidente, guida il passaggio delle consegne a Fugatti ma da dietro le quinte regna l’incognita di come verrà gestito il rapporto con Bolzano. Il Trentino, costituito dalle due province autonome di Trento e Bolzano, è tradizionalmente stato spartito dagli autonomisti del PATT (Partito Autonomista Trentino Tirolese) in Trentino e dalla SudTiroler VolksPartei in Alto Adige. Con i nazionalisti della Lega a Palazzo Chigi, con il cancelliere altrettanto nazionalista Kurz alla guida dell’Austria, e con le relative province autonome adesso in mano ai rispettivi partiti dei due governi, la distanza fra Roma e Vienna potrebbe accorciarsi.

Fece appunto discutere poche settimane fa la proposta di Kurz, non nuova, di garantire ai cittadini alto atesini la doppia cittadinanza austriaca, scatenando le ire di Roma.

Bisogna ricordare che l’Austria si è sempre fatta da garante affinché il loro Sudtirolo (nostro Alto Adige) avesse una più ampia autonomia possibile da Roma (concessa su pressioni da Vienna nel 72), favorendo progetti infrastrutturali atti ad allontanare la provincia dall’Italia.

Ed è proprio il PATT di Ugo Rossi che oggi, nonostante sia uscito sconfitto dalle urne, potrebbe fungere da garante per tutelare quella connessione fra le due province di etnie diverse che ha reso negli anni il Trentino Alto Adige una delle più performanti e ricche regioni d’Italia.

Formalmente il PATT è del tutto ininfluente in termini di numeri, ma senza di esso l’alleanza fra il nord del SVP (Filo-Austria) e della Lega (Filo-Italia), potrebbe durare poco, con non trascurabili conseguenze fra Austria e Italia.

Come è nato il “problema”?

Al termine della prima guerra mondiale, l’Italia con grande abilità doppiogiochista, scaricò l’alleato austriaco e segretamente si alleò (accordi di Londra del 1915) con la Triplice Intesa.

In cambio, il giovane Regno d’Italia avrebbe avuto una serie di possedimenti e avrebbe potuto terminare il proprio processo unificatore. Peccato però che questo processo irredentista, dormiente dalla Breccia di Porta Pia, prevedesse l’annessione dei territori appartenenti all’alleato austriaco.

Atteso un anno dallo scoppio della guerra e vagliando quale fazione avrebbe recato più vantaggi, l’Italia optò dunque per l’annessione delle terre italiane appartenenti all’Impero Austro-Ungarico. Per l’Austria fu un vero e proprio tradimento. Non solo l’Italia non era giunta in soccorso dell’alleato, ma vi si era anche schierato contro.

Finita la guerra, molte delle promesse fatte all’Italia vennero meno (evento ricordato come vittoria mutilata) ma quel lembo di terra a confine fra i due Stati divenne comunque italiano.

Il problema principale fu il Brennero. Infatti il progetto irredentista prevedeva l’annessione del solo Trentino. L’Alto Adige fu annesso per una questione strategica: non ottenere il passo del Brennero avrebbe significato rendere la valle dell’Adige del tutto scoperta e difficilmente difendibile.

Fu così che oltre al Trentino, all’Italia venne concesso un vero e proprio pezzo d’Austria. Durante il fascismo nacque una violenta repressione degli spiriti autonomisti: fu vietata la lingua tedesca, stracciata la cultura tirolese e vennero perfino cambiati i cognomi di abitanti e città per farle sembrare più italiane.

Nel dopoguerra, esattamente nel 1972, le tensioni fra Roma e Vienna si fecero fortissime, e su pressione militare dell’Austria (non membra della NATO), all’Alto Adige venne conferita la propria autonomia e tutta la Regione Trentino Alto Adige Sudtirol venne riorganizzata attraverso la costituzione delle province autonome di Trento e Bolzano.

Queste tensioni, come riportato sopra, non sembrano accusare la vecchiaia.

Adesso che la UE traballa, così come la NATO, e Roma e Vienna confinano l’un l’altro ogni giorno di più, quali potranno essere gli sviluppi per la regione col miglior tasso di vivibilità in Italia?

Dagli accordi Lega, PATT e SVP, dipenderanno molti futuri eventi nella zona.