Welfare aziendale, un importante strumento usato male

Il welfare aziendale è uno strumento molto importante per le aziende, per i dipendenti e per la collettività generale ma gli imprenditori devono imparare ad usarlo meglio.

455

Il welfare aziendale è uno strumento moderno, molto importante per i lavoratori, per le aziende e per la collettività tutta. Consiste nell’erogazione di servizi da parte delle aziende ai propri dipendenti con la finalità di integrare il welfare pubblico, sempre più farraginoso e poco sostenibile.

È sicuramente un cambio di paradigma sostanziale nella gestione del welfare che pian piano passa dalle mani dello Stato alle mani delle imprese e soprattutto da un’ottica generalista ad un’ottica più particolaristica. Le imprese hanno cominciato da poco tempo ad implementare queste politiche nella gestione del personale aziendale, questo anche grazie agli sgravi fiscali inseriti nelle leggi di bilancio degli ultimi anni per incentivare gli imprenditori ad utilizzare sempre più questo strumento.

In passato, questo strumento è stato poco utilizzato perché le imprese non riuscivano ad intravedere dei benefici ma solo dei costi aggiuntivi e questo anche perché i retaggi culturali, e l’alta percentuale di imprese di piccole dimensioni, hanno rallentato il processo di sviluppo di questo secondo welfare.

Purtroppo, però, le imprese non sempre utilizzano bene questo strumento e spesso per aumentare la felicità dei propri dipendenti, l’imprenditore (Babbo Natale) scambia il welfare aziendale per regali da fare ai propri dipendenti, per soddisfare i loro desideri.

Nulla di più sbagliato e cerchiamo di spiegare subito il perché!

Grazie agli sgravi fiscali, in particolare attraverso le detrazioni sull’iva, la possibilità di trasformare i premi di produzione in welfare etc, gli imprenditori hanno visto il welfare aziendale come un modo per risparmiare (quindi aumentare i profitti) da un lato e rendere felici i propri dipendenti dall’altro. Detto questo sembra che tutti gli attori in gioco abbiano dei vantaggi dal welfare aziendale, ma è davvero cosi?

Ovviamente la risposta è no, perché il welfare aziendale è uno strumento integrativo del welfare pubblico e deve andare nella stessa direzione di quest’ultimo per soddisfare non i desideri dei propri dipendenti ma le reali necessità di questi ultimi. Questo è possibile farlo attraverso uno studio approfondito della propria azienda (organizzazione), della popolazione aziendale, dei dati demografici, statistici ed economici che ci danno delle proiezioni abbastanza verosimili per il futuro e per questi motivi costruire un piano di welfare che possa prevedere le necessità dei dipendenti nel lungo periodo per migliorare l’inclusione sociale e anche la produttività dell’impresa nonché la sostenibilità del sistema welfare nella sua interezza.

Quando questo non viene fatto, si incorre nel rischio di un’inefficienza di sistema e nell’aumento di spesa pubblica in sprechi. Quando un’impresa beneficia di sgravi fiscali, di detrazioni, di risparmi sulla contribuzione e così via, in realtà per i conti pubblici è una mancata entrata con la quale si sarebbe potuto finanziare altro.

La domanda che spesso ci si pone in questi casi è… si può considerare welfare il finanziamento delle imprese per l’acquisto di abbonamenti alla pay tv per i propri dipendenti? Questo è solo un esempio ma la lista da fare sarebbe davvero lunga.

Questa domanda non ce la siamo posta solo noi ma anche l’agenzia delle entrate che ha considerato illegittima la detrazione sull’iva per queste spese da parte delle aziende. La corte di cassazione con la sentenza 22332/2018 ha respinto il ricorso dell’agenzia delle entrate ma in ogni caso il dubbio rimane.

Qualcuno potrebbe dire che le imprese con i propri soldi dovrebbero avere la libertà di finanziare quello che vogliono… certo è vero ma non possiamo dimenticare che una parte di quelle spese viene finanziata dalla fiscalità generale … quindi dalle tasse di tutti noi cittadini che abbiamo il dovere di indignarci di fronte a queste spese poco etiche e improduttive. Ci sono degli studi che riportano un aumento esponenziale degli ultranovantenni nei prossimi anni e di conseguenza l’esigenza di strumenti per la cura famigliare (che ha dei costi molto elevati) e che potrebbe diventare un grande peso per i cittadini/lavoratori. Questo, per esempio, è un’esigenza strutturale sulla quale il welfare aziendale ha il dovere di intervenire e di certo non è etico sprecare le risorse pubbliche (ma anche quelle private) per finanziare abbonamenti tv invece di vero e proprio welfare.

su questo è necessario sensibilizzare e responsabilizzare le imprese da un lato e i lavoratori/cittadini dall’altro ricordando che il buon padre di famiglia non dà ai propri figli quello che loro desiderano ma quello di cui hanno realmente bisogno!