Reddito di cittadinanza: sarà un bonus integrativo su una social card

Il ministro Di Maio ha dichiarato che il reddito di cittadinanza sarà un bonus elettronico.

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Lower House Deputy speaker Luigi Di Maio (C) stands on stage after being chosen the Five Star Movement (M5S) candidate for Prime minister during a M5S party's congress in Rimini on September 23, 2017. / AFP PHOTO / Alberto PIZZOLI

Si parla ormai da moltissimo di reddito di cittadinanza, argomento che ha diviso l’opinione pubblica italiana: c’è chi sostiene sia un intervento necessario, c’è chi invece sostiene sia solo uno spreco di risorse in assistenzialismo.

Di certo ormai possiamo dirlo… il reddito di cittadinanza presto sarà legge dello Stato, quello che ancora non si riesce a capire è la modalità di erogazione e soprattutto chi saranno i reali beneficiari di questa iniziativa.

Da recenti dichiarazioni del vice-Premier Di Maio, il reddito sarà erogato sotto forma di credito elettronico su una card (almeno inizialmente) per poi passare all’accreditamento del reddito direttamente sulla tessera sanitaria che nel prossimo futuro sarà dotata di chip.

Ciò che ha fatto davvero discutere sono state le dichiarazioni del vice-ministro all’economia Castelli, la quale ha sottolineato che il reddito di cittadinanza non potrà essere speso in piena libertà ma solo per consumi di beni di prima necessità e all’interno dei confini nazionali.

Queste precauzioni derivano da due fattori: il primo è di natura puramente economica, è necessario che la spesa per il reddito di cittadinanza venga interamente rimessa nell’economia per favorire la crescita del Pil (almeno secondo quanto dichiarato dai leader di governo); il secondo è di natura etica, cioè non è giusto, secondo i 5 stelle, utilizzare il reddito per effettuare spese non necessarie o addirittura usarlo per il gioco d’azzardo.

Il reddito sarà concesso solo ai cittadini italiani disoccupati o con un reddito inferiore alla soglia di povertà e sarà condizionato alla ricerca attiva del lavoro, allo svolgimento di lavori socialmente utili (magari presso il comune di residenza), alla frequenza di corsi di formazione e non sarà possibile rifiutare tre offerte di lavoro (al terzo rifiuto, il diritto a ricevere il reddito di cittadinanza cesserà).

Aspetto ancora più importante è che l’importo massimo sarà di 780 euro, questo significa che chi ha un isee superiore allo zero ma inferiore alla soglia di povertà, riceverà una integrazione per raggiungere il minimo di sussistenza.

Secondo le stime saranno circa 6,5 milioni di italiani a beneficiare di questa misura, un risultato sicuramente non di poco conto anche se non possiamo non considerare anche le criticità presenti che non sono poche.

Innanzitutto, resteranno escluse tutte quelle famiglie che pur essendo in seria difficoltà economica risultano complessivamente più “ricche” della fatidica cifra. Se volessimo fare un esempio per rendere l’idea, una famiglia di tre persone padre madre e figlio, con un solo percettore di reddito (magari 780 euro netti al mese) non avranno diritto al reddito di cittadinanza (almeno da quanto dichiarato sino ad oggi). Questa manovra sicuramente avvantaggia i single…la domanda, infatti, sorge spontanea… possono vivere tre persone con sole 780 euro? E perché il percettore di reddito dovrebbe lavorare se restando a casa percepirebbe ugualmente la stessa e identica cifra?

Sicuramente queste domande fanno molto riflettere ma le criticità non finiscono qui… in effetti chi percepirà il reddito potrebbe ugualmente svolgere un lavoro in nero magari sotto consiglio (costretto) del datore di lavoro oppure, ipotesi ancora più preoccupante, anche un delinquente (spacciatore, ladro, etc) potrà continuare a delinquere e ricevere il reddito di cittadinanza (anche se per poco tempo).

Passando alle criticità di tipo etico-morali, un cittadino che percepisce una entrata mensile di 500 euro e che riceverà l’integrazione, da un lato sarà costretto a spendere i 280 euro di reddito di cittadinanza in consumi di prima necessità ma dall’altro, nulla vieta, di spendere i suoi 500 euro per comprare le sigarette, giocare d’azzardo e così via. Quindi anche le giustificazioni morali non hanno basi solide visto che il cittadino beneficiario potrà giostrare le risorse a disposizione aggirando i suddetti vincoli.

Detto questo, i costi di questa manovra saranno sicuramente molto più elevati dei benefici effettivi e non si farà altro che portare gli stipendi già bassi a ribasso (tanto c’è l’integrazione da parte dello Stato).

Concludiamo ricordando a tutti che la dignità umana si acquista solo con il lavoro e non percependo un salario di sussistenza… il lavoro ha una funzione sociale molto importante, non è solo un mezzo per ottenere un reddito ma è il luogo in cui avviene la piena realizzazione umana.