In questi mesi si è mostrato in Italia l’apparato che si stende come una piovra in tutte le istituzioni; gli enti, pubblici e privati; in tutte le logge, segrete e non. Due elementi applicati alla politica, l’assenza di pudore ed il cinismo utilitaristico, hanno permesso la costituzione del governo in carica, il quale ha cominciato a mettersi in connessione con i bisogni impellenti della maggioranza degli italiani, quello che in altri tempi ben si poteva definire, come meglio ritenete, popolo italiano o popoli italici, provocando grande fastidio alle cerchie di potere, difese dall’apparato che poi si proverà a delineare. Innanzitutto questo governo è stato inaugurato dopo aver ceduto ad alcune imposizioni, manifeste e, nell’immaginario, anche segrete, volute da Mattarella, Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e capo dell’esercito. Ma è nei mesi successivi che si è parzialmente scoperchiata la capillare, profonda, perpetua ed onnipresente sala macchine che forma l’apparato che mantiene lo “status quo” politico, economico e sociale dell’Italia, dell’Unione Europea e di tutto il pianeta. La sala è fornita di tutto. La legislazione, caotica con numerosi vuoti normativi, è pronta e si evolve instancabilmente nella direzione “giusta”.
La magistratura è costituita da membri, prodotti dall’apparato o che sanno cosa l’apparato vuole perché possano starvi, salirvi i gradini e proliferare. Lo stesso personale del settore pubblico, i dirigenti, gli impiegati, gli agenti, i militari, sono ognuno piccoli ingranaggi che, al minimo, se sentono minacciata la loro posizione possono scegliere di usare zelo a favore dell’apparato che li sfama, li privilegia o li corrompe. Imponenti sono le truppe incorporate nel settore “cultura”; si parte dagli storici, tra i quali sono annoverati solo quelli dalla parte dei vincitori; si continua con i registi del cinema, che sanno bene quali siano i canovacci da scrivere per avere successo; lo stesso si deve applicare agli scrittori ed agli artisti, tutti istruiti in particolare dal periodo post bellico, da università e scuole che indicano un unico senso verso il quale dirigersi allo scopo di bivaccare in prosperità e fecondità, magari allietandosi in “compagnia” la sera all’interno di salotti o centri di aggregazione sociale che contano. Ciò che la “cultura” produce è l’opinione che viene rovesciata e, di fatto, imposta sulla popolazione, tramite i mezzi d’informazione, essenziali e prorompenti apparecchiature che tutto tengono su.
Da tempo; da molto tempo oramai, si sono aggiunti a questo coro compatto i più alti esponenti della chiesa cattolica, chierici e laici; questo è un apporto determinante tanto che il presidio in tutte le città, le periferie e le contrade d’Italia può qualificarsi come blindato. Per chi si chiede come possa essere stata costruita una sala macchine così complessa ed ingegnosa io rispondo che il mezzo è stata la finanza. Con la finanza, artificioso strumento di creazione di falsa, ma convenzionalmente riconosciuta, ricchezza, elites e logge massoniche, internazionali e nazionali, hanno comperato le parti ed assemblato tutto quanto ora descritto.
Della sala macchine verrà azionata in alcuni momenti la leva culturale, con un mantra incessante in tv, giornali, riviste, libri, films; in altri quella legale, con machiavelliche inchieste mosse da arzigogolanti procuratori; in altri ancora quella finanziaria, con le decisioni della banca centrale o con analisi elaborate da imperscrutabili agenzie di rating. Ad un certo punto non sarà neppure da escludere la messa in funzione della leva dell’ordine pubblico o dell’uso della forza militare. Perciò abbiamo assistito agli attacchi legali diretti contro Salvini e la lega nord, per il palese contrasto contro l’immigrazione, ed al Movimento 5 Stelle, per la linea di governo populista.
Si pensa anche che un apparato così ben congegnato possa aver spedito un messaggio, in codice, facendo saltare per aria un ponte a Genova, senza temere, date tutte le protezioni su cui può contare, di essere men che meno apostrofato. È appena stata varata da questo governo una manovra finanziaria poco attenta al pareggio di bilancio e subito è iniziato l’attacco speculativo a colpi di spreads e di allarmi altisonanti lanciati dai media. Staremo a vedere ma allo stesso tempo si vuole tranquillizzare coloro che si saranno avventurati a leggere perché si pensa che la situazione di quest’epoca è come un film dove ci sono due acerrimi contendenti che si sfidano a duello. A riprese finite gli attori, apparato e governo in questo caso, vanno a bersi l’aperitivo, per loro è stato importante che gli spettatori, cioè la gente, abbia capito quali siano le questioni da cui tenersi distanti, si faccia gli affari propri e abbia pagato il biglietto.