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Le ultime sul collasso della UE

| 7 Luglio 2018 | ESTERI
Mentre la cancelliera tedesca si affratta a Brussel per radunare il suporto dai suoi collabotari europei, il supporto interno dai suoi alleati bavaresi viene a mancare.
Nel frattempo, il presidente francese Emmanuel Macron si getta nello sconforto vedendo sgretolarsi il suo amato accordo Schengen sulle politiche di libera circolazione.
In vista di un sempre più probabile non-accordo sulla Brexit, il budget UE sta per capitolare. E il dissenso non fa che crescere attraverso gli ex satelliti sovietici, nazioni come Ungheria e Slovacchia e successivamente la coraggiosa Italia in risposta al progetto immigrativo di massa supportato da George Soros.
L’intera Europa è nel caos e i giorni della UE sono chiaramente contati. Per i Remainers (europeisti britannici) incombe uno scenario disastroso. La chance di una UE che riesca a restare ancora in vita mentre si cerca di organizzare un nuovo referendum per rientrarci sono pari a zero.
Il popolo britannico non ha più la determinazione per affrontare un nuovo referendum e spera solo che Theresa May continui a portare aventi il mandato elettorale del 2016, fino alla fine.
I battibecchi fra le elite liberali su quale sarà il sapore della Brexit sta provando la pazienza dei britannici. Come promesso dal governo nel 2016, sotto l’egida dell’allora premier David Cameron, sarà onere dello stesso governo attuare la scelta referendaria dell’elettorato.
La tanto derisa campagna sui 9 milioni di sterline, mostrava quanto valeva in realtà l’offerta dei Remainers.
I 17,4 milioni di elettori costituitisi maggioranza al referendum si aspettano che il governo rispetti le promesse. Tutt’ora loro sono in attesa della fatidica e unica rottura con la non-eletta e non-democratica unione europea.
Cresce la tensione giorno per giorno mentre le imbarcazioni di migranti si dirigono verso la Spagna.
Il così detto populismo è al suo punto di rottura mentre i fanatici di Brussel e Strasburgo tracannano champagne e trangugiano tartine alle spalle dei contribuenti. “Che mangino brioche” disse una volta Maria Antonietta all’apice di una crisi che cambiò il volto europeo. E tutti sappiamo come finì per le aristocrazie borghesi.
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