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La malapolitica italiana – Parte 2

| 11 Aprile 2018 | POLITICA

I casi di malapolitica a livello regionale e comunale si sprecano, ma volgendo lo sguardo al livello nazionale, osservando quindi parlamento e governo, la situazione non migliora.

Nel numero dello scorso 25 febbraio, il settimanale L’Espresso ha condotto un’indagine sulla qualità dei candidati alle elezioni politiche prendendo in esame un campione di trecentoquaranta aspiranti parlamentari, sia alla Camera che al Senato, appartenenti unicamente ai quattro maggiori schieramenti politici (centro-destra, centro-sinistra, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali) e candidati in ottantacinque collegi uninominali “sparsi nelle principali città del paese”.

L’indagine ha fatto emerge che ben il 17 % dei candidati di Forza Italia “risultano coinvolti in procedimenti penali oppure hanno già subito sentenze sfavorevoli in primo o in secondo grado di giudizio”. Nello schieramento di centro-sinistra Stefano Esposito è stato “condannato in primo grado per diffamazione nel novembre 2015″ mentre l’imprenditrice Antonella Pellegrino, candidata alla Camera nelle file del Partito Democratico a Pescara, è uscita impunita da un processo in cui era indagata per evasione fiscale solo grazie alla prescrizione. Sempre tra i candidati del Pd spicca il nome di un vip, ovvero Piero De Luca, figlio del governatore della regione Campania Vincenzo. De Luca figlio è attualmente indagato per bancarotta fraudolenta ed infine è stato eletto alla Camera venendo ripescato grazie al proporzionale. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle “nessun indagato o condannato nel campione”. Attualmente il partito fondato da Grillo e Casaleggio rappresenta l’unico schieramento che non candida corrotti, collusi o condannati/indagati. Se gli altri partiti vogliono far riguadagnare un minimo di credibilità a questa classe dirigente e a loro stessi, farebbero bene a seguire l’esempio del Movimento.

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Tra i politici di lunga data travolti da procedimenti giudiziari vi è Denis Verdini. Deputato nelle legislature XIV, XV, XVI con Forza Italia e poi Pdl, e senatore nella XVII con Ala (Alleanza liberal-popolare autonomie), Verdini è un autentico delinquente. È stato condannato a nove anni di reclusione ed interdizione perpetua dai pubblici uffici in primo grado per truffa e bancarotta nella vicenda riguardante il crac del Credito Cooperativo Fiorentino e a due anni di reclusione in primo grado per corruzione a causa di appalti illeciti per la costruzione della Scuola dei Marescialli a Firenze. Vi sarebbero poi accuse e rinvii giudizio per corruzione, truffa, finanziamento illecito ma già solo le due condanne dovrebbero renderlo eticamente incompatibile con la figura del parlamentare.

Ma Verdini non è stato un onorevole qualunque (in questa legislatura fortunatamente non siede in parlamento), infatti spesso il suo appoggio politico si è rivelato fondamentale per l’approvazione di leggi e riforme. L’ultimo caso è quello del Rosatellum: l’appoggio di Ala è stato fondamentale per l’accettazione della legge elettorale al Senato. Dopo il voto, Verdini ha pronunciato un discorso in cui ha ribadito il suo appoggio al governo: i senatori pentastellati hanno abbandonato l’aula in segno di protesta mentre Renzi in passato ha preferito stringergli la mano.

Senz’ombra di dubbio, il caso di malapolitica più vergognoso, emblematico e controverso è quello di Silvio Berlusconi. Non ci sono parole per descrivere pienamente il sentimento di vergogna che si prova pensando al fatto che il politico che ha ricoperto per maggior tempo il ruolo di Presidente del Consiglio nella storia della Repubblica Italiana è un delinquente che ha dimostrato in numerosissime occasioni il disprezzo più totale per la legge.

I processi in cui è stato coinvolto l’ex cavaliere sono numerosissimi (esiste addirittura una pagina Wikipedia dedicata) ma è utile ricordare alcuni fatti salienti: Berlusconi è stato condannato in via definitiva nel 2013 per frode fiscale, mentre è attualmente indagato per finanziamento illecito ai partiti, corruzione di due senatori (Razzi e Scilipoti) e collusione nelle stragi di mafia del 1992-93. Insomma, Silvio Berlusconi rappresenta tutto ciò che un politico non dovrebbe essere eppure è stato il personaggio principale degli ultimi ventiquattro anni di politica italiana. E proprio qui sta il colmo: l’ex cavaliere scese in politica per “salvare il paese” dopo che le indagini di Mani Pulite portarono alla luce tutte le irregolarità della prima Repubblica generando un terremoto che fece crollare i partiti tradizionali che avevano dominato la scena politica per oltre quarant’anni. Ma alla fine Berlusconi, che doveva ripulire il sistema riportando l’ordine, si è rivelato invece più corrotto e marcio di tutti quelli che lo avevano preceduto.

Ma se l’ex cavaliere è il politico dell’Italia repubblicana ad aver ricoperto per maggior tempo la carica di Presidente del Consiglio e se ancora oggi Forza Italia è il quarto partito del paese un motivo c’è: gli italiani l’hanno votato.

TAG: bancarotta, collusione, condannato, corruzione, evasione fiscale, frode, malapolitica, Silvio Berlusconi
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