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Autobomba a Limbadi: muore 42enne

| 11 Aprile 2018 | CRONACA

Un boato che ha squarciato il silenzio delle campagne Vibonesi. Così è esplosa l’auto di Matteo Vinci, 42 anni, rappresentante di medicinali e candidato alle ultime elezioni comunali. Il padre Francesco, seduto a fianco, è stato sbalzato fuori dall’auto ed ha fatto in tempo a chiamare la moglie attivando i soccorsi prima di perdere i sensi; ora lotta tra la vita e la morte a causa delle gravi ustioni riportate. Per il figlio Matteo non c’e stato nulla da fare: è rimasto incastrato nell’auto ed è morto carbonizzato. L’ordigno è stato posizionato sotto la Ford Fiesta e, probabilmente, attivato a distanza da un telecomando.

Un messaggio chiaro della ‘ndrangheta: un attentato in perfetto stile mafioso. Limbadi, come Nicotera, è una zona in cui spadroneggia da sempre il clan Mancuso, potente ‘ndrina che gestisce il traffico di drog, ha un rapporto privilegiato con i cartelli colombiani e un giro d’affari di svariati milioni di euro che poi, solitamente, vengono reinvestiti in Lombardia. Il clan Mancuso vanta alleati eccellenti della Piana di Gioia Tauro come i Piromalli e Pesce, una consorteria criminale che gestisce il traffico nel porto di Gioia Tauro.

Ed è proprio con il clan Mancuso che la famiglia Vinci si è scontrata. Infatti a causa di una violenta lite per motivi di vicinato, nel 2014 Francesco Vinci è stato ferito con un’arma da taglio. La lite è degenerata e la famiglia Vinci è finita in carcere con l’accusa di rissa insieme a Rosaria Mancuso, sorella del capo clan Pantalone “Luni” Mancuso e di Giuseppe, all’ergastolo per associazione mafiosa. L’oggetto del contendere sono i terreni dei Vinci che i Mancuso rivendicano come propri. I Vinci, però, non avevano alcuna intenzione di vendere quei terreni ai Mancuso ad un prezzo irrisorio.

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Terra dove la ‘ndrangheta detta legge, terra in cui, negli ultimi tempi gravi episodi di criminalità sono all’ordine del giorno e sotto gli occhi di tutti. A seguito del delitto e di un aumento dell’attività criminale dei clan, il prefetto di Vibo Valentia ha convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. I Mancuso stanno a guardare questa escalation di criminalità, forse dovuta anche a nuovi giovani e spietati killer che vogliono farsi notare dai capi e, probabilmente, la morte di Vinci è una sorta di “regalo” al boss Mancuso da parte dei nuovi componenti del clan, un favore per entrare nelle grazie del boss.

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