Autobomba a Limbadi: muore 42enne

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Un boato che ha squarciato il silenzio delle campagne Vibonesi. Così è esplosa l’auto di Matteo Vinci, 42 anni, rappresentante di medicinali e candidato alle ultime elezioni comunali. Il padre Francesco, seduto a fianco, è stato sbalzato fuori dall’auto ed ha fatto in tempo a chiamare la moglie attivando i soccorsi prima di perdere i sensi; ora lotta tra la vita e la morte a causa delle gravi ustioni riportate. Per il figlio Matteo non c’e stato nulla da fare: è rimasto incastrato nell’auto ed è morto carbonizzato. L’ordigno è stato posizionato sotto la Ford Fiesta e, probabilmente, attivato a distanza da un telecomando.

Un messaggio chiaro della ‘ndrangheta: un attentato in perfetto stile mafioso. Limbadi, come Nicotera, è una zona in cui spadroneggia da sempre il clan Mancuso, potente ‘ndrina che gestisce il traffico di drog, ha un rapporto privilegiato con i cartelli colombiani e un giro d’affari di svariati milioni di euro che poi, solitamente, vengono reinvestiti in Lombardia. Il clan Mancuso vanta alleati eccellenti della Piana di Gioia Tauro come i Piromalli e Pesce, una consorteria criminale che gestisce il traffico nel porto di Gioia Tauro.

Ed è proprio con il clan Mancuso che la famiglia Vinci si è scontrata. Infatti a causa di una violenta lite per motivi di vicinato, nel 2014 Francesco Vinci è stato ferito con un’arma da taglio. La lite è degenerata e la famiglia Vinci è finita in carcere con l’accusa di rissa insieme a Rosaria Mancuso, sorella del capo clan Pantalone “Luni” Mancuso e di Giuseppe, all’ergastolo per associazione mafiosa. L’oggetto del contendere sono i terreni dei Vinci che i Mancuso rivendicano come propri. I Vinci, però, non avevano alcuna intenzione di vendere quei terreni ai Mancuso ad un prezzo irrisorio.

Terra dove la ‘ndrangheta detta legge, terra in cui, negli ultimi tempi gravi episodi di criminalità sono all’ordine del giorno e sotto gli occhi di tutti. A seguito del delitto e di un aumento dell’attività criminale dei clan, il prefetto di Vibo Valentia ha convocato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. I Mancuso stanno a guardare questa escalation di criminalità, forse dovuta anche a nuovi giovani e spietati killer che vogliono farsi notare dai capi e, probabilmente, la morte di Vinci è una sorta di “regalo” al boss Mancuso da parte dei nuovi componenti del clan, un favore per entrare nelle grazie del boss.