Una busta contenente un proiettile avvolto in due tovaglioli è stata recapitata alla redazione romana de “Il Fatto Quotidiano”. La destinataria della missiva minatoria è Federica Angeli, cronista de “La Repubblica”.
A parte l’invio al quotidiano sbagliato, la minaccia è estremamente seria. Immediatamente sono intervenuti la Digos e la Squadra Mobile di Roma che dovranno inviare le loro relazioni alla Procura della Repubblica di Roma dove è stato aperto un fascicolo, al momento, contro ignoti.
Federica Angeli è sotto scorta dal luglio 2013 a seguito delle sue ripetute denunce contro gli affari illeciti che il clan Spada gestiva sulle attività balneari del litorale romano e per essere stata testimone di una sparatoria. Recentemente ha testimoniato contro Armando Spada nel procedimento che la vede come parte lesa, avendo subito minacce. Il 19 aprile dovrà teatimoniare contro il clan Spada e, guarda caso a stretto giro di posta, è stata inviata l’ennesima intimidazione alla cronista.
La reazione della Angeli non si è fatta attendere e su Twitter ha scritto: “Volevate farmi sentire che sono nel mirino? Lo sapevo già, non c’era bisogno che vi scomodaste. Volevate rovinarmi la giornata e farmi tremare lo stomaco? Ok Bravi. Domani passa. Stringo forte tutti voi. Mandarvi un sorriso sarebbe ipocrita, ma vi invito al coraggio anche oggi”. Molti utenti di Twitter hanno espresso la loro vicinanza e solidarietà alla cronista tra cui anche rappresentanti delle istituzioni come Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio, e Virginia Raggi, Sindaco di Roma.
Nonostante Federica Angeli abbia perso la libertà, dopo aver subito intidimazioni e minacce, va avanti anche grazie alle sue denunce dove oggi si conoscono realtà di Ostia. Ci si augura che il 19 aprile, quando dovrà teatimoniare contro il clan Spada, il popolo onesto sia con lei fuori e dentro l’aula di giustizia per dimostrarle vicinanza e sostegno morale. Come diceva Gancarlo Siani: “La criminalità, la corruzione non si combattono soltanto con i Carabinieri. Le persone per scegliere devono conoscere i fatti e allora quello che un giornalista “giornalista” dovrebbe fare è questo: informare.”
Ed è ciò che i giornalisti veri fanno, senza filtri, senza limitazioni, senza paura, con le uniche armi che hanno a disposizione: le parole ed una penna che spesso sono più taglienti ed incisive della lama di un coltello. I giornalisti liberi di informare e di far conoscere il malaffare della criminalità organizzata non vanno lasciati mai soli. Bisogna spezzare quel senso di impotenza difronte alla consuetudine di affari illeciti che, oramai, vengono considerati come prassi dalla società ed anche i giornalisti possono fare molto con il loro libero impegno di professionisti e cittadini.
Solidarietà incondizionata a Federica Angeli che, come a tutti i giornalisti minacciati dalla criminalità organizzata, è libera di informare e coraggiosa nel denunciare. Perché chi è contro la mafia si espone e ci mette la faccia, chi sta dietro le quinte o è un vile oppure è un colluso.