Omicidio Agostino: la Procura ordina una perizia su un’arma

757

Dopo quasi 29 anni dal duplice delitto di Antonino Agostino e della giovane moglie Ida Castelluccio, la Procura Generale di Palermo ha disposto degli accertamenti, non ripetibili, per verificare se una Smith & Wesson 357 magnum sia stata utilizzata la sera del 5 agosto 1989 a Villafranca di Carini per l’omicidio dell’agente e della moglie. L’arma appartiene ad un arsenale sequestrato nel 1996 in un casolare di proprietà di Giovanni Brusca a San Giuseppe Jato.

La sera del 5 agosto 1989 alle ore 19:30, Nino ed Ida sono stati freddati da i colpi di arma da fuoco all’esterno dall’abitazione dei genitori di Agostino. L’agente lavorava presso il commissariato San Lorenzo a Palermo, ma si occupava della caccia ai latitanti, alle scorte e ad ex terroristi di estrema destra che collaboravano con lo Stato.

Gli inquirenti, in un primo momento, si sono occupati del caso come se fosse un delitto passionale, e solo quando alcuni collaboratori di giustizia hanno fatto i nomi di Gaetano Scotto e Giuseppe Madonia, l’indagine ha preso tutt’altra direzione. Nella vicenda entra anche Giovanni Aiello, deceduto nell’agosto scorso, ex dei servizi segreti, killer al soldo dello Stato e delle cosche che ha agito sinergicamente con i due mafiosi.

Il 23 febbraio si svolgeranno gli accertamenti irripetibili sull’arma, effettuando una comparazione con i reperti rinvenuti sulla scena del crimine nel 1989. L’agente Agostino insieme ad Emanuele Piazza (anche lui ucciso con il metodo della lupara bianca) sventarono il 21 giugno 1989 l’attentato all’Addaura ai danni di Giovanni Falcone, nel quale furono utilizzati candelotti BRIXIA B5 rinvenuti anche nel deposito di San Giuseppe Jaco.

Il padre Vincenzo due anni fa, durante un confronto all’americana, ha riconosciuto Aiello come uno dei killer del figlio. Da quel 5 agosto non si è più tagliato barba e capelli, testimoniando il tempo che scorre senza aver avuto giustizia per suo figlio e la nuora che portava in grembo un bambino.

La speranza, per la famiglia Agostino e per chi crede nella legge e nella giustizia che questa volta imbocchi la giusta direzione per risolvere il caso.