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Vade retro, corruzione!

| 13 Dicembre 2017 | IL FORMAT

Fermi tutti! Non siamo corrotti!
Nei piccoli paesi, alla vigilia delle consultazioni elettorali, l’amministrazione uscente, per ingraziarsi l’elettorato, rifà il manto stradale. Un operazione provincialotta e ormai nota. La stessa operazione, pensandola in grande, sta accadendo tra le forze in campo per le prossime politiche e tra queste includiamo anche la stampa organo potentissimo nel veicolare le informazioni di comodo.

Sul Corriere della Sera, compare un articolo a firma Sabino Cassese (giudice emerito della Corte Costituzionale) che mette una pietra tombale sulla tanto pompata corruzione italiana.
Scrive Cassese: “Se i dati su cui si fonda l’impressione di una corruzione capillare, pervasiva, sono fondati su misurazioni della percezione del fenomeno, si potrebbero raccogliere dati più affidabili?”. L’Istituto nazionale di statistica ha risposto, nell’ottobre scorso, a questa domanda con un rapporto accurato, fondato su un campione di ben 43mila persone tra i 18 e gli 80 anni, alle quali è stato chiesto di riferire episodi in cui loro o le loro famiglie erano stati destinatari di tentativi di corruzione. Il risultato è che nell’ultimo anno solo l’1,2 per cento delle famiglie ha ricevuto richieste di denaro, favori, regali o altro, in cambio di servizi o agevolazioni. I settori più corrotti si sono rivelati sanità, assistenza, giustizia, uffici pubblici; quelli meno corrotti, forze dell’ordine e istruzione. Il centro-sud è la zona dove è maggiore la corruzione.

Questi dati sulla corruzione «misurata», fondati su una rilevazione ufficiale e sicura, confermano quelli già rilevati da Eurobarometro sulle vittime della corruzione, secondo i quali l’Italia sarebbe uno dei Paesi meno corrotti d’Europa, con un indice inferiore alla media europea, alla pari della Francia, nonché quelli sui casi effettivamente verificatisi di corruzione all’estero a danno di imprese multinazionali, secondo i quali l’Italia si collocherebbe poco dopo la Germania, su 152 Paesi.”
La più imbarazzante e pericolosa fake news degli ultimi tempi viene così smontata, semplicemente, dando ragione a tutti quei “populisti, nazionalisti, amanti dell’Italia” che da anni ponevano l’attenzione sul fenomeno della PERCEZIONE presentata come dato certo da chi voleva alimentare il “fate schifo”italico. PERCEZIONE alimentata proprio da chi, ORA, ne prende le distanze.

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Cade miseramente lo slogan Italia corrotta da redimere, da rieducare, da controllare. Non serve più la “badante tedesca, si possono rischiare gli investimenti pubblici, si può di nuovo amare la patria senza vergognarsene.
Insomma, grande colpo di spugna, come se niente fosse.
Eppure era semplice arrivarci prima, bastava smascherare chi riportava i dati di istituti che si rifacevano a sola percezione ma, evidentemente, era più utile infondere il dubbio che la nostra nazione fosse marcia nel profondo e andasse, per questo, eterodiretta.
Cos’è cambiato? Un’improvvisa voglia di sincerità o la volontà di mettere nell’angolo i partiti che della lotta alla corruzione ne hanno fatto il cavallo di battaglia?
Non lo sappiamo, prendiamo atto di aver sempre avuto ragione. Ma i danni prodotti da anni di falsa informazione non saranno facili da rimediare, soprattutto se la denuncia di Cassese rimarrà in una singola pagina di giornale. Che pochi leggono.

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