domenica, Agosto 9, 2020
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Marco Di Lauro il fantasma di Scampia

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Marco Di Lauro classe 1980, è l’erede di Paolo Di Lauro “ciruzzu o milionario” per anni padrone assoluto del commercio di droga a Scampia. Latitante dal 2004, è inserito nell’elenco dei dieci latitanti più pericolosi d’Italia, ricercato in tutto il mondo per associazione di stampo mafioso, traffico di stupefacenti e per l’omicidio di Attilio Romano ucciso per errore nel gennaio 2005. Si è ritrovato a capo del clan quasi per caso. Il padre e i suoi fratelli maggiori sono finiti in carcere e lo scettro del comando è passato nelle sue mani.

Nonostante la giovane età, è riuscito a gestire il clan e a farlo rinascere dopo il periodo di declino a causa della faida contro gli scissionisti di Raffaele Amato. Il clan di Ciruzzu o milionario, gestiva 25 piazze di spaccio a Scampia con un giro d’affari stratosferico che ha fatto gola a Raffaele Amato. La faida, tra il 2004 e il 2005, lascerà sul campo 60 vittime. Nel frattempo vengono arrestati Paolo Di Lauro e i figli Ciro, Cosimo, Nunzio e Vincenzo.

Paolo Di Lauro ha avuto undici figli maschi tutti dediti agli affari di famiglia. Marco Di Lauro è identificato come F4 il quarto figlio. Di Lauro riesce a riorganizzare il clan ma non certo come il padre che guadagnava 50 milioni di euro l’anno. In uno solo fine settimana, il clan del giovane Di Lauro incassava circa 188.000 Euro vendendo dosi di eroina. Collaboratore di questo impero, che mantiene collegamenti con la Sacra Corona Unita, è anche il fratello Salvatore, F6. Un immenso capitale, raccolto lentamente che necessita di essere reinvestito e pare che le mete preferite siano il Sudamerica e gli Emirati Arabi.

Le forze dell’ordine hanno effettuato verifiche su imprenditori operanti nell’asse Roma – Dubai. Soggetti in apparenza puliti, incaricati di riciclare un’ingente patrimonio del clan. È un fantasma sul quale si favoleggia, come capita del resto, su tutti i latitanti di lungo corso. Crea emulazione nei ragazzini del territorio che controlla, il rione dei Fiori detto Terzo Mondo, di Scampia. Qui la legge della camorra prevale, e molti ragazzini vedono il boss come un esempio da seguire.

Probabile che si sia sottoposto ad interventi di chirurgia plastica o che vada in giro travestito da donna, come affermato da alcuni pentiti. Di sicuro non ha rinunciato ai suoi agi: i profumi, i motori rombanti e le scarpe di Cesare Paciotti. Più volte le forze dell’ordine sono giunte ad un passo dal suo arresto ma, il rampollo di don Paolo, sa muoversi bene ed è protetto da una rete di fedelissimi e di colletti bianchi.

È un uomo pacato, freddo e calcolatore. Ed è grazie a queste doti che ha fatto rinascere il clan Di Lauro. Sicuramente è ben protetto dai suoi fedelissimi e dal canarino Titty, una donna del rione Berlingeri, per la quale stava iniziando una nuova faida.


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