sabato, Agosto 15, 2020
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La Mogherini spinge la UE a valutare la lista di richieste dei guardacoste libici

La Ue valuterà “nei prossimi mesi” le necessità di equipaggiamento dei guardacoste libici per lottare contro chi traffica con i migranti, ha detto la responsabile della diplomazia Ue Federica Mogherini.

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La Ue valuterà “nei prossimi mesi” le necessità di equipaggiamento dei guardacoste libici per lottare contro chi traffica con i migranti, ha detto la responsabile della diplomazia Ue Federica Mogherini. “Stiamo valutando i bisogni insieme alle autorità libiche. Il processo avrà luogo nei prossimi mesi” ha detto Mogherini all’arrivo a una riunione dei ministri della Difesa Ue. “Si tratta di materiale non militare”, ha aggiunto, dicendo che l’Italia potrebbe presto restituire le motovedette ferma da anni nei suoi porti a causa dell’embargo contro il regime di Muammar Gheddafi. L’Ue ha già formato un centinaio di guardacoste libici nell’ambito dell’operazione navale Sophia al largo della Libia, con l’obiettivo di intensificare la lotta al traffico di migranti in partenza dal Paese.

Da inizio anno 1.092 migranti sono morti o sono scomparsi nel Mediterraneo, secondo l’Onu, che ha rilevato un aumento del 45% degli arrivi in Italia a oltre 36.900. Il Governo di accordo nazionale libico ha consegnato alla Ue una lista di richieste molto ampia per equipaggiare la guardia costiera. In base alle indiscrezioni circolate sulla stampa europea, Tripoli chiede 130 navi, di cui alcune armate e lunghe oltre 100 metri, ma anche radar, radio, giubbotti antiproiettile e ambulanze. Ma due rapporti interni della Ue, uno redatto da Frontex l’altro dalla missione EUBAM di assistenza alle frontiere, sollevano parecchie obiezioni.

Per coprire una zona costiera di quasi 300 chilometri dove operano i trafficanti, basterebbero 25 navi, secondo Frontex. Inoltre al momento la Libia non dispone in questa fase di personale e ingegneri in grado di manutenere le navi. Secondo Eubam occorrerà garantire che i guardacoste possano pattugliare le aree costiere attorno a Sabrata e Zuara da dove partono le imbarcazioni cariche di migranti. “La maggior parte delle tragedia avviene nei pressi delle coste libiche” ha detto Mogherini. “Cerchiamo di rafforzare i libici per risolvere il problema dei trafficanti e salvare vite” ha aggiunto. Molti stati membri sono riluttanti ad equipaggiare pesantemente i guardacoste, dato che il governo di Tripoli non controlla tutto il Paese. Alcuni temono anche che le navi possano essere usate per il traffico.


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