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I gendarmi e la donna incinta

| 8 Aprile 2018 | ATTUALITÀ

L’abbiamo vista e rivista fino alla nausea la scena della donna incinta trascinata giù dal treno dalla gendarmeria francese. L’abbiamo vista e rivista poiché è stata “postata” e “ripostata” fino alla nausea sul luogo deputato a questo tipo di notizie che facilmente e gratuitamente fanno urlare ed indignare per il gusto di urlare ed indignarsi quando non si ha nulla da fare, prendendo a pretesto qualsiasi cosa: questo è facebook, naturalmente. Il video mostra una migrante in attesa di un bambino, presa per braccia e gambe dalla polizia francese, e fatta scendere dopo un controllo a Mentone.
Il popolo dei social si indigna, si sa, il video è stato cliccato centinaia di migliaia di volte, come vuole la moda social, e condiviso altrettante migliaia di volte, come vuole la moda social.

E’ curioso, questo popolo del web, questa orda di imbecilli come la definiva Umberto Eco (questa volta gli diamo ragione), che spara ogni giorno a zero sui migranti, siriani, marocchini e tunisini e senegalesi e ucraini e chi più ne ha più ne metta, invocando le leggi più severe contro questa scia quotidiana di “invasori”, e poi si indigna alla prima applicazione di una legge severa. La Francia ha di fatto adottato una linea dura nei confronti dei migranti, quella linea tanto invocata da tutti, in Italia specialmente.
Certo, una donna incinta è una donna incinta, così come un bambino è un bambino. Ma il fatto ancora più curioso è che nell’azione poliziesca, stigmatizzata alla follia dai social, non v’è stata di fatto alcuna violenza, nessuna violazione dei diritti delle persone: semplicemente la donna, ma poteva essere chiunque, è stata portata via di peso data la sua posizione non legale e data la sua recalcitranza.

Perché si indigna il popolo del web? Per puro piacere. Perché il popolo del web che si indigna dimostra di essere un popolo cretino. E’ il popolo che grida “I bambini non si toccano”, perché la demagogia ha i suoi canoni, oppure “Le donne non si toccano” perché la demagogia ha i suoi canoni, senza mai considerare per un millesimo di secondo che nel diritto come nell’umano sentire non si tratta di non toccare un bambino o di non toccare una donna, ma è la persona che non si tocca, sia essa di cinque anni, di venti anni o di novanta anni; sia essa un uomo o una donna. Non si toccano i bambini, non si toccano gli anziani indifesi, non si tocca un quarantenne come non si tocca un sessantenne. Non si tocca nessuno, sia egli medico o avvocato o muratore o ingegnere. O insegnante.

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Già, gli insegnanti. Quelli che vengono picchiati nelle scuole dal bullo di turno o dal padre sempre più delinquente e sempre meno padre, ormai ce n’è una al giorno; ma qui il popolino del web non si esprime, perché la demagogia delle osterie ha indottrinato poco o nulla in materia.
Ad ogni modo, la prefettura del dipartimento Alpes-Maritimes, ha replicato: “Se ci sono delle violenze in questo video, non sono state commesse dalla polizia. E’ la reazione fuori misura dei soggetti fermati che ha costretto le forze dell’ordine a un uso proporzionato della forza. Ma non c’è stata violazione dei diritti delle persone”. La prefettura inoltre, dichiara che, una volta sulla banchina, una delle donne “ha lanciato un bambino sui binari e le forze dell’ordine sono intervenute per recuperarlo”. Ma questo al popolino dei social pare sia sfuggito.

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