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Perché non dimagrisco? In arrivo il libro dei creator Sciaudone e Galiulina

| 2 Ottobre 2026 | LIBRI

Quante volte una dieta è cominciata con la convinzione di aver finalmente trovato la soluzione, per poi trasformarsi nell’ennesimo tentativo interrotto? È da questa esperienza, familiare a chi ha attraversato cicli di restrizioni e recuperi di peso, che prende le mosse Perché non dimagrisco? Il metodo certificato che unisce nutrizione, sport e psicologia, il volume di Matteo Sciaudone e Angelina Galiulina in uscita per Piemme il 20 ottobre 2026.

La domanda del titolo non riguarda soltanto la bilancia. Chi cerca una risposta spesso vuole capire perché la costanza non abbia prodotto i risultati sperati, perché le rinunce sembrino funzionare soltanto per un periodo e perché il rapporto con il cibo finisca talvolta per occupare uno spazio sproporzionato nella vita quotidiana. Il libro sceglie di affrontare questa insoddisfazione spostando l’attenzione dalla semplice prescrizione alimentare a un insieme più ampio di fattori: nutrizione, attività fisica e comportamento.

Sciaudone e Galiulina sono i fondatori di Corposostenibile, realtà che propone percorsi dedicati all’alimentazione, al movimento e alla psicologia alimentare. Con questo volume, i due autori portano la loro impostazione nel formato del saggio divulgativo, rivolgendosi a chi è stanco delle diete restrittive e cerca un modo diverso di interpretare il proprio rapporto con il peso.

La promessa è ambiziosa. Il libro presenta il corpo come un sistema nel quale fame, emozioni, stress, sonno e alimentazione interagiscono. Da questa prospettiva, concentrarsi esclusivamente sulle calorie o sull’autodisciplina significa trascurare una parte del problema. È un’impostazione che può risultare interessante soprattutto per chi ha vissuto il dimagrimento come una successione di regole, divieti e ripartenze.

Occorre però distinguere la validità generale di questa prospettiva dalla solidità del metodo specifico proposto dagli autori. Riconoscere che il peso dipende da molteplici fattori non dimostra automaticamente che una particolare strategia sia efficace, né garantisce che possa funzionare allo stesso modo per tutti. La questione centrale riguarda proprio il passaggio dalla spiegazione del problema alla proposta di una soluzione concreta.

Al momento, il volume è annunciato per una pubblicazione futura. Non è quindi possibile formulare un giudizio definitivo sulla qualità della scrittura, sulla completezza delle spiegazioni o sulla solidità delle argomentazioni contenute nei capitoli. Questa distinzione non è un dettaglio: in un libro che affronta temi legati alla salute, le promesse meritano di essere valutate con particolare attenzione.

La Nutrizione Integrativa tra abitudini, emozioni e promesse scientifiche

Il cuore del progetto è la cosiddetta Nutrizione Integrativa, un approccio che combina alimentazione, allenamento e psicologia. Tra gli argomenti annunciati figurano la fame emotiva, il rapporto tra stress e peso, il tempo necessario per allenarsi e le ragioni per cui alcune strategie dimagranti si rivelano difficili da mantenere.

L’idea di non ridurre tutto alla forza di volontà merita attenzione. Quando un percorso alimentare diventa una sequenza di divieti incompatibili con la vita quotidiana, mantenerlo a lungo può risultare difficile. Un approccio che considera le abitudini, le emozioni e il contesto personale può offrire strumenti utili per comprendere alcuni comportamenti ricorrenti. Il valore del libro dipenderà tuttavia da come questa intuizione verrà trasformata in indicazioni concrete.

Un primo terreno di verifica è la fame emotiva. Gli autori annunciano una distinzione tra fame fisica e fame legata agli stati emotivi, accompagnata da un test pensato per individuare tre profili psicoalimentari. È un argomento che interessa chi riconosce nel cibo una risposta allo stress, alla noia o alla ricerca di conforto. Un’autovalutazione può aiutare a riflettere sulle proprie abitudini, ma non equivale a una diagnosi e non dovrebbe essere presentata come una spiegazione completa del comportamento alimentare.

La differenza tra uno strumento divulgativo e una valutazione clinica diventa essenziale quando entrano in gioco abbuffate, sofferenza psicologica o disturbi alimentari. Un libro destinato a un pubblico ampio deve saper indicare i limiti delle proprie proposte e riconoscere quando il sostegno di professionisti qualificati è necessario. Sarà importante capire se il volume mantiene questa distinzione oppure se rischia di attribuire a un unico modello situazioni che richiedono percorsi differenti.

Anche il capitolo sull’allenamento sembra voler contestare un luogo comune: per dimagrire non sarebbe indispensabile sottoporsi a sedute estenuanti o trascorrere ore facendo attività cardiovascolare. Il metodo Corposostenibile propone sessioni di durata contenuta, da adattare alla persona. Questa impostazione richiama una questione pratica: un programma sostenibile deve poter essere inserito nella vita di tutti i giorni, senza trasformare il movimento in una punizione per ciò che si è mangiato.

Resta da verificare quanto siano precise le indicazioni proposte e come vengano contestualizzate. Età, condizioni fisiche, esperienza, disponibilità di tempo e obiettivi individuali cambiano le esigenze di allenamento. Un programma generalista può offrire un punto di partenza, ma non sostituisce una valutazione personalizzata quando esistono particolari necessità di salute.

Tra gli argomenti annunciati figurano inoltre il cortisolo, il sonno e lo stress, presentati come elementi da considerare per comprendere il rapporto tra corpo e peso. Qui la prudenza è fondamentale. Gli ormoni partecipano a numerosi processi fisiologici, ma ricondurre l’aumento di peso a un singolo meccanismo rischia di produrre una spiegazione troppo semplice. Il lettore ha bisogno di distinguere i rapporti documentati tra diversi fattori dalle interpretazioni più suggestive utilizzate nella comunicazione sul benessere.

Il libro promette poi di affrontare i farmaci per dimagrire, compresi quelli che agiscono sui recettori GLP-1, spiegandone il funzionamento e le possibili conseguenze della sospensione. È un tema importante per chi cerca informazioni, ma anche uno dei più delicati dell’intero progetto. Per essere utile, la trattazione dovrà distinguere i diversi medicinali, chiarire che indicazioni e risultati dipendono dal caso clinico e non suggerire modifiche alle terapie senza il coinvolgimento del medico. La divulgazione può aiutare a comprendere una cura; non può sostituire la valutazione di chi la prescrive.

Un’altra parte riguarda la salute femminile, con riferimenti al ciclo mestruale, alla sindrome dell’ovaio policistico, all’endometriosi, alla perimenopausa e alla menopausa. L’inclusione di questi temi amplia il campo della discussione e riconosce che le esperienze corporee non sono identiche per tutti. Il rischio, tuttavia, è quello di riunire condizioni molto diverse sotto una spiegazione generale del peso. Sarà la qualità delle distinzioni a determinare se questa sezione offrirà informazioni realmente utili oppure una panoramica troppo rapida.

Infine, la presentazione annuncia un capitolo rivolto ai genitori che affrontano difficoltà legate al peso o all’alimentazione dei figli. È un tema che richiede particolare sensibilità: il linguaggio utilizzato in famiglia può influenzare il modo in cui bambini e adolescenti percepiscono il proprio corpo. Un discorso efficace dovrebbe quindi considerare la crescita, il benessere complessivo e il rapporto con il cibo, evitando di trasformare la bilancia nel centro della vita familiare.

La varietà degli argomenti è uno degli elementi più evidenti del progetto. È anche la sua sfida principale. In un libro di divulgazione, nutrizione, psicologia, endocrinologia, farmacologia e allenamento devono convivere senza che la complessità di ciascuna disciplina venga sacrificata alla ricerca di una formula semplice.

Un metodo per tutti? Il valore della promessa e i suoi limiti

L’espressione «metodo certificato dall’Unione Europea», presente nel titolo e nella comunicazione del volume, è uno degli aspetti che meritano maggiore chiarezza. Che cosa significa esattamente questa certificazione? Quale organismo l’ha rilasciata, a quale procedura si riferisce e quali risultati attesta? Senza una documentazione precisa non è possibile attribuire alla formula un significato scientifico o sanitario specifico. La presenza di un riferimento istituzionale, da sola, non dimostra l’efficacia clinica di un programma per perdere peso.

Lo stesso criterio dovrebbe guidare la lettura dei richiami alle ricerche scientifiche e alle meta-analisi. Una bibliografia ampia non garantisce automaticamente che le conclusioni siano corrette: conta il modo in cui gli studi vengono selezionati, interpretati e applicati alle indicazioni pratiche. Un buon testo divulgativo rende comprensibili le evidenze, ma mostra anche dove finiscono le certezze e cominciano le ipotesi.

Questo è il punto sul quale Perché non dimagrisco? dovrà misurarsi. La sua impostazione promette di superare una concezione del dimagrimento basata soltanto sulle rinunce. Per mantenere questa promessa, però, non basta proporre una visione più ampia del corpo: occorre spiegare perché il metodo suggerito dovrebbe funzionare, per chi è indicato e quali limiti presenta.

Anche il pubblico potenziale è molto vasto. Il libro può attirare chi ha provato numerose diete, chi desidera migliorare le proprie abitudini, chi vuole comprendere il rapporto tra emozioni e alimentazione e chi cerca informazioni sui cambiamenti fisiologici che accompagnano alcune fasi della vita. Questa varietà rende il progetto accessibile a lettori con esigenze diverse, ma aumenta la responsabilità degli autori nel distinguere i consigli generali dalle questioni che richiedono assistenza specialistica.

Per chi ha vissuto il peso come una misura del proprio valore personale, l’idea di smettere di considerare ogni difficoltà un fallimento individuale può rappresentare un cambiamento significativo di prospettiva. Il rapporto con il corpo non si esaurisce in un numero e le abitudini quotidiane non nascono nel vuoto. Comprendere questi aspetti può aiutare a interrogarsi sul proprio comportamento senza ricorrere automaticamente al senso di colpa.

Il valore di un libro di questo genere, tuttavia, non si misura soltanto nella capacità di offrire sollievo o di mettere in discussione convinzioni diffuse. Conta anche la qualità degli strumenti che lascia al lettore. Una spiegazione convincente deve poter essere seguita da indicazioni comprensibili, limiti dichiarati e riferimenti attendibili. Quando si parla di salute, la semplicità è utile soltanto se non diventa semplificazione.

Per ora, la promessa più interessante di Perché non dimagrisco? è il tentativo di spostare la domanda dal peso in sé alle abitudini, alle emozioni e alle condizioni che accompagnano la vita quotidiana. È una prospettiva che può offrire un punto di partenza diverso a chi è stanco di ripetere gli stessi percorsi. Ma il passaggio dalla promessa al risultato resta da dimostrare.

La lettura integrale del volume sarà necessaria per capire se Sciaudone e Galiulina riescano a tenere insieme le diverse discipline con rigore, senza confondere divulgazione e indicazioni cliniche e senza presentare come universale una soluzione che potrebbe richiedere adattamenti individuali. Fino ad allora, il giudizio deve restare aperto: il libro propone una domanda pertinente e un approccio articolato, ma la sua efficacia argomentativa e la solidità delle prove richiedono una verifica diretta.

6. Scheda bibliografica

  • Titolo: Perché non dimagrisco? Il metodo certificato che unisce nutrizione, sport e psicologia

  • Autori: Matteo Sciaudone e Angelina Galiulina

  • Editore: Piemme

  • Data di pubblicazione: 20 ottobre 2026

  • Pagine: 416, secondo i dati forniti

  • ISBN-13: 979-1223802809

  • Formato: Copertina flessibile

  • Genere: Saggistica divulgativa, alimentazione e benessere

TAG: alimentazione consapevole, Angelina Galiulina, benessere, Corposostenibile, dimagrimento sostenibile, fame emotiva, Matteo Sciaudone, Nutrizione Integrativa, Perché non dimagrisco, psicologia alimentare
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