È morto domenica sera, all’età di 75 anni, il “Comandante Alfa”, tra i fondatori del Gruppo di Intervento Speciale (GIS) dell’Arma dei Carabinieri e tra i suoi più noti appartenenti. La notizia è stata diffusa attraverso il profilo Instagram ufficiale a lui dedicato: “Con immenso dolore comunichiamo la scomparsa del Comandante Alfa. Ci lascia un uomo speciale, che ha saputo donare affetto, valori e ricordi che resteranno per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e non solo”.
Dietro lo pseudonimo si celava il luogotenente dell’Arma Antonio Marzullo, originario di Castelvetrano. Considerato il carabiniere più decorato d’Italia, fu tra i protagonisti della nascita del Gis, il reparto speciale dei Carabinieri specializzato nelle operazioni ad alto rischio, dalla liberazione di ostaggi al contrasto del terrorismo, fino alla cattura di latitanti di elevata pericolosità.
Nel corso di oltre quarant’anni di servizio partecipò a numerose operazioni in Italia e all’estero. Tra queste, il 29 dicembre 1980, l’intervento del Gis per reprimere la rivolta nel carcere di massima sicurezza di Trani. Nel corso della carriera prese parte anche a missioni internazionali e ad alcune delle più delicate operazioni dell’Arma, tra cui la cattura degli esattori coinvolti nel sequestro di Cesare Casella, la liberazione di Patrizia Tacchella e il servizio di protezione del magistrato antimafia Nino Di Matteo a Palermo nel 2003.
Negli ultimi anni di servizio fu istruttore del Gis e successivamente dell’Ucis, l’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale. Concluse la carriera nell’Arma nel febbraio 2016, proseguendo poi l’attività come istruttore, divulgatore e scrittore. Un percorso portato avanti mantenendo la riservatezza che aveva caratterizzato l’intera esperienza professionale, fedele al ruolo dell’uomo nell’ombra.