Più risorse per lo sport, maggiore inclusione dei giovani provenienti dalle aree più svantaggiate, adeguamento delle borse di studio al costo della vita e attenzione rafforzata alle persone con disabilità. Sono questi i principali contenuti del pacchetto di emendamenti presentato dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR Lara Magoni nell’ambito della proposta per il nuovo programma Erasmus+ 2028-2034.
Tra le modifiche proposte spicca la richiesta di incrementare dal 1,9% al 5% la quota del bilancio destinata allo sport, con l’obiettivo di riconoscere al settore un ruolo più autonomo e strategico all’interno del programma europeo.
«Lo sport è uno straordinario strumento educativo, sociale e di inclusione e non può continuare a essere marginale nelle politiche europee. Erasmus+ rappresenta oggi l’unico programma dell’Unione europea con finanziamenti specifici per il settore e per questo deve essere rafforzato», afferma Magoni.
Gli emendamenti puntano inoltre a favorire una più ampia partecipazione dei giovani residenti in territori montani, rurali e periferici, delle persone con disabilità e di coloro che incontrano difficoltà economiche nell’accesso alle opportunità offerte dall’Unione europea. Una delle proposte, in particolare, mira al riconoscimento e alla rimozione delle barriere fisiche, digitali e organizzative che ancora limitano la piena partecipazione delle persone con disabilità alle attività sportive e ai programmi di mobilità europea.
«L’inclusione non può restare uno slogan. Troppe persone con disabilità incontrano ancora ostacoli che impediscono loro di partecipare pienamente alle opportunità offerte dall’Europa. Dobbiamo abbattere le barriere e garantire strumenti concreti affinché nessuno venga lasciato indietro, nello sport come nella formazione e nelle esperienze internazionali», sottolinea l’eurodeputato bergamasco.
Nel pacchetto di emendamenti trovano spazio anche misure volte ad adeguare le borse Erasmus all’aumento del costo della vita e all’inflazione, a valorizzare il volontariato, a sostenere la formazione professionale e tecnica, a riconoscere le competenze acquisite attraverso le micro-credenziali e a rafforzare l’alfabetizzazione digitale e l’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale.
«Vogliamo un Erasmus+ più vicino ai territori, più accessibile, più inclusivo e capace di investire sulle competenze che servono davvero ai giovani europei e al mondo del lavoro. Ma soprattutto vogliamo che sport, volontariato e inclusione diventino pilastri centrali delle politiche europee del futuro», conclude Magoni.
Gli emendamenti saranno ora esaminati nel corso dell’iter parlamentare che porterà alla definizione del nuovo programma Erasmus+ per il periodo 2028-2034.