La Lombardia è in allarme per la peste suina africana, con il secondo caso accertato in Oltrepò Pavese su una carcassa di cinghiale. La zona coinvolta è una delle più grandi produttrici di derivati da carne suina d’Italia e del mondo, tra cui il pregiato salame di Varzi. L’Ats Pavia ha limitato la raccolta di funghi e tartufi nella zona solo per i residenti e i proprietari di case, ma potrebbe essere necessario adottare ulteriori misure per prevenire la diffusione della patologia e proteggere il comparto primario lombardo, che rischia danni importanti.
La Cia-Agricoltori Italiani ha richiesto al Commissario straordinario per la Psa, Vincenzo Caputi, di adottare azioni risolutive immediate per arginare la diffusione della peste suina africana. La situazione è gravissima e potrebbe portare al blocco della circolazione dei prodotti di derivazione suina. Non è possibile lasciare la responsabilità del contenimento solo ai cacciatori e alle guardie forestali, ma sono necessari abbattimenti mirati e tempestivi. La Regione ha già adottato misure di contenimento, ma è necessario intensificare i controlli e gli abbattimenti nella zona colpita per evitare una catastrofe nazionale.