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Terzo Polo ai ferri corti, si discute sul partito unico

| 12 Aprile 2023 | POLITICA

C’è tensione tra Azione e Italia Viva. Le due forze politiche del Terzo Polo, impegnate a definire il percorso che dovrebbe portare alla formazione di un partito unico, starebbero attraversando un momento difficile, come emerso in diversi retroscena sui media negli scorsi giorni.

Adesso è però tutto abbastanza chiaro: problema “dirimente” per la costruzione del partito unico dei liberal-democratici “è che Renzi non vuole prendere l’impegno a sciogliere Italia Viva e a finanziare il nuovo soggetto e le campagne elettorali”, ha detto in mattinata un alto dirigente di Azione all’Ansa. La fonte ha poi definito “inaccettabili” i “tatticismi durati mesi dell’ex premier”.

Per questo, “la pazienza del gruppo dirigente di Azione si è esaurita. In settimana si capirà se questo nodo si potrà sciogliere. Se così non sarà il partito unico non potrà nascere”. Non c’è stato nessun tatticismo, ribattono da Italia Viva. Renzi ha convocato una riunione di parlamentari e consiglieri regionali, al Senato, chiedendo però ai suoi di non fare polemica.

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Nel partito la sensazione è che sia Calenda a voler “far saltare il partito unico”. Riunione convocata anche da Calenda: tra i suoi la linea che emerge è che non si può arrivare al partito unico del Terzo Polo senza prima sciogliere Italia Viva e Azione. “Lui vuole mantenere Italia viva ma non si può fare, altrimenti sono tre partiti e non uno. Renzi deciderà e io ne prenderò atto”, ha detto in serata il leader di Azione su La7.

La fonte di Azione in mattinata ha puntato il dito contro Renzi, incolpandolo di aver “sostituito a sorpresa Rosato alla guida del partito, per controllarne direttamente i soldi e la struttura”. In questo modo “ha delegittimato anche il comitato politico della federazione del Terzo Polo dove oggi non siede nessun rappresentante di IV in grado di prendere impegni”. Calenda, continua la fonte, “ritiene inaccettabile questo atteggiamento in quanto contrario agli impegni presi con gli elettori”. Malcontento anche per le assenze di Renzi dalle attività del Terzo Polo, “per occuparsi di affari privati, a cui da ultimo si è aggiunto Il Riformista ”.

E sempre sul nuovo ruolo di Renzi a Il Riformista – dopo i commenti di Calenda degli scorsi giorni – si è espresso anche il capogruppo di Azione-Italia Viva alla Camera, Matteo Richetti. Intervistato nella trasmissione Sky Start, quando l’intervistatrice gli ha fatto notare che lo stesso Calenda ha sollevato dubbi sul conflitto di interessi a proposito di Renzi alla guida della testata, Richetti ha risposto: “Uno deve decidere se nella vita fa politica o informazione. Quando telefona Renzi mi parla del partito o mi intervista per il Riformista? Il Terzo Polo è forte se è un progetto chiaro per tutti: per Azione, Italia Viva, i liberali, i cattolici, i repubblicani. Noi stiamo facendo questa cosa e sono fiducioso”. Calenda, ha aggiunto, “correrà supportato da tutti noi. Da noi decideranno gli iscritti. Spero e immagino che saranno tanti. Sarà una competizione aperta”.

Dopo l’attacco di Richetti, Renzi avrebbe tentato di calmare le acque tra le file del suo partito, almeno in apparenza, chiedendo di non fomentare la polemica pubblica. “Abbiamo accettato tutte le richieste di Azione. Tesseramento, tempi del congresso, mio passo indietro, nome di Calenda sul simbolo, soldi. Adesso andiamo avanti e si faccia il partito unico e il congresso. Se Calenda ha cambiato idea, lo dica. Secondo me è un errore politico ma chi vuol far saltare il partito unico si assumerà la responsabilità'”.

Sarebbe questa la posizione dell’ex premier, sempre secondo quanto trapelato da Italia Viva. “Leggo polemiche dentro il Terzo Polo. Mi dispiace. Abbiamo scelto di fare un partito unico e abbiamo già definito le date. Noi non cambiamo idea e lavoriamo in questa direzione”, ha scritto su Twitter la deputata di Iv Maria Elena Boschi. “Facciamo il congresso e in quella sede discutiamo di tutto. Nei partiti democratici si fa così. Chi ha paura della democrazia?”. Così invece Teresa Bellanova, dirigente di Italia Viva.

TAG: azione, Calenda, Italia Viva, Partito unico, Renzi, Terzo Polo
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