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“Italiana”, il portale della nostra cultura, creatività e talento

Il lancio del portale culturale del Ministero degli Affari Esteri, una vetrina della cultura italiana nel mondo. Tanti i progetti premiati, in evidenza "Belcanto e Jazz" di Giuliana Soscia.
| 4 Marzo 2021 | CULTURA

E’ un contenitore unico, nel quale trovano spazio musica, editoria, letteratura, cinema, arti visive, archeologia, design ed enogastronomia. Si chiama Italiana , ed è il portale dedicato alla promozione della lingua, della cultura e della creatività italiana nel mondo. Il progetto vede il Ministero degli Affari Esteri impegnato  nel ruolo di promotore, produttore e sostenitore diretto dello sviluppo del comparto culturale e creativo italiano, attraverso la piattaforma online, il canale audiovisivo Vimeo, la Newsletter e i canali social della Farnesina.  Fin dall’inizio della pandemia, il Ministero ha sostenuto con risorse aggiuntive l’internazionalizzazione degli artisti e delle industrie culturali e creative, producendo e promuovendo oltre 400 opere e contenuti originali.

“Italiana”  è da oggi anche il luogo virtuale dove scoprire e rimanere aggiornati sulle attività degli 82 Istituti Italiani di Cultura all’estero, delle scuole di lingua italiana e delle sezioni italiane delle tredici Scuole Europee distribuite in sei Paesi dell’Unione Europea, dei lettorati, delle missioni archeologiche e delle iniziative legate all’Unesco e ai siti italiani che rientrano nelle liste del Patrimonio dell’Umanità. Da oggi, questo patrimonio è disponibile online, gratuitamente, attraverso un’offerta culturale di contenuti e notizie destinata a crescere giorno per giorno.

Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e la Direttrice Centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana, Cecilia Piccioni, hanno brevemente illustrato in una conferenza stampa online i meriti del progetto, raccontato nel dettaglio dalla giornalista e scrittrice Loredana Lipperini e da alcuni “testimonial” esclusivi: il trombettista Paolo Fresu, la “chef” Marianna Vitale, la scrittrice Michela Murgia, ed esponenti della rete degli Istituti Italiani di Cultura, del sistema della formazione italiana all’estero, le missioni archeologiche e i progetti di borse di studio sostenuti dal Ministero. Tema centrale della riflessione, le nuove sfide della cultura, della lingua e della creatività italiana all’estero, e il “fare sistema Italia” nel mondo.

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I contenuti di Italiana comprendono ad oggi 739 video di teatro, musica, danza e circo nati dagli avvisi Vivere all’Italiana sul palcoscenico e in musica (classica e Jazz), in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali; le 10 clip di Ritratti di donne create insieme al Premio Solinas; il mosaico di un’Italia al femminile; i podcast del progetto Music and the Cities con Raffaele Costantini e Studio 33, che attraversano le nostre città in un viaggio musicale;  documentari di JazzLife, la vita con la J maiuscola, insieme a Umbria Jazz, che esaltano il grande jazz italiano insieme alle bellezze dell’Umbria. Senza dimenticare gli anniversari del recente passato, con la video opera Testimoni dei Testimoni di Studio Azzurro prodotta per la Giornata della Memoria 2021; e i progetti futuri, con la presentazione di un folto calendario editoriale, che italiana diffonderà in un magazine-newsletter, a partire dal mese di marzo, con gli appuntamenti legati al settecentesimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri, al centocinquantesimo anniversario dalla nascita di Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura nel 1926, e al centesimo anniversario dalla nascita di Leonardo Sciascia. 

Vivere all’italiana in musica  presenta 20 spettacoli di musica jazz, classica e contemporanea. Un vero arcobaleno di creatività. Tra i progetti più originali premiati dal Ministero degli Esteri,  “Belcanto & Jazz” di Giuliana Soscia , già vincitrice del primo premio assoluto al Barga Jazz 2019.  Giuliana Soscia ha curato le composizioni e gli arrangiamenti dell’ensemble “Giuliana Soscia 4tet meets Roberto Fabbriciani”, da lei diretto, nel quale si esibisce al pianoforte. 

Su quali aspetti del belcanto, vanto italiano nel mondo, ha puntato per promuovere il connubio musicale con il jazz?

“Il progetto riprende la tradizione ottocentesca italiana di trascrivere per flauto e pianoforte le arie delle Opere più celebri, tramite una rivisitazione in forma moderna e originale. Con l’utilizzo di una scrittura jazzistica contemporanea, alternata ad ampi spazi improvvisativi, rivisitando i temi più famosi di Donizetti, Bellini, Rossini, Verdi, Puccini, introdotti dalle mie composizioni originali. L’esecuzione è affidata al flautista Roberto Fabbriciani, tra i più grandi interpreti della musica contemporanea, e al quartetto jazz da me diretto al pianoforte, Giuliana Soscia 4tet, completato da Daniele Tittarelli al sax contralto, Dario Rosciglione al contrabbasso, Lorenzo Tucci alla batteria, con un dialogo continuo tra passato e presente”. 

“Il flauto – prosegue Giuliana Soscia –  grazie alla sua particolare timbrica, evocava infatti la voce umana, soprattutto quella del soprano, in quanto tecnicamente aveva la capacità di realizzare virtuosismi che ricordavano le fioriture del Belcanto italiano. Spesso, nelle arie d’Opera, l’ingresso della voce era annunciata dal flauto d’orchestra, come avviene per la celebre “Casta diva” nella “Norma” di Bellini. Questo fenomeno, molto in voga nell’Ottocento in Italia, era nato per il piacere di fare musica e divulgare l’Opera anche in spazi più piccoli con organici ridotti; ne nacque un vero e proprio genere musicale, in uso tuttora nei repertori cameristici di tutto il mondo”.  

Nel suo progetto vengono proposte le seguenti arie: “Ardon gl’incensi” dall’Opera “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti, “Casta Diva” dalla “Norma” di Vincenzo Bellini, “Una voce poco fa” da “Il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, “Caro nome che il mio cor” dal “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, infine“ O mio babbino caro” dall’Opera Gianni Schicchi e “ Nessun dorma” dalla “Turandot” di Giacomo Puccini. Come le ha rielaborate? 

“Ho voluto realizzare una formula tutta moderna: rielaborare i temi delle più famose arie d’Opera in maniera jazzistica, per quartetto jazz e flauto, ma anche scrivendo nuove composizioni originali dove questi temi,   immortali, diventano ispirazione per nuove idee musicali, in forma di introduzione, evocando l’Overture o il Preludio. L’idea è quella di evocare i temi delle più famose opere in scrittura jazzistica, con uno stile che riprende la musica minimalista e uno stile elaborato dalla collaborazione con musicisti indiani, che ha portato alla realizzazione del mio ultimo lavoro discografico Giuliana Soscia Indo Jazz Project, uniti ai ritmi e agli schemi tipici del jazz, della sua scrittura, ampi spazi improvvisativi. Si esplorano i linguaggi del jazz da John Coltrane, Miles Davis ad Ornette Coleman, Cecil Taylor, per aderire a quel concetto di libertà in musica, assai ampio e variegato, che può arrivare anche all’improvvisazione della musica classica contemporanea”. 

Improvvisazione e recitar cantando, immagini, suoni e suggestioni legati a secoli e modi diversi di fare musica. A quale “pubblico ideale” è destinata la sua musica?

“L’idea è quella di abbracciare un pubblico appassionato di jazz, ma anche 4di musica classica. Spero in questo modo di attrarre anche un pubblico più giovane per incuriosirlo e far conoscere i temi delle arie d’opera più famosi per indurli ad approfondire tramite un linguaggio musicale più moderno e vicino a loro”. 

Il video del concerto “Giuliana Soscia 4tet meets Roberto Fabbriciani – Belcanto & Jazz”  è stato registrato presso la sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma con la firma di un regista d’eccezione, Antonio Bido, che ne ha curato la regìa.

“Il progetto – conclude l’artista – vuole abbracciare la grande tradizione musicale e la libertà assoluta di espressione artistica. La mia formazione musicale sia classica che jazzistica, hanno influito molto sull’idea compositiva e artistica: il perfezionamento e lunga amicizia con Sergio Cafaro, pianista e compositore, allievo di Goffredo Petrassi, strordinario anche nell’arte dell’improvvisazione e le importanti collaborazioni con Roberto De Simone, sia in qualità di strumentista che di compositrice. Seguono le tante collaborazioni con jazzisti di fama internazionale, tra cui Dave Dauglas , Paolo Fresu e Tommy Smith, che hanno interpretato le mie composizioni e arrangiamenti”.

Altri progetti premiati nell’ambito di “Vivere all’italiana la musica” sono: “Immagini d’Italia” dell’Associazione culturale Sentieri Selvaggi; “Viva Verdi” dell’Associazione Nuova Consonanza; “Musica Picta” dell’ “Associazione Opificio Sonoro”; “Codice incanto” di Icarus Ensemble;  “Nello specchio di Scarlatti. Il volto della musica italiana”, di Raffaele Pe & La Lira di Orfeo; “Nuovo Barocco Italiano” dell’Orchestra Barocca Siciliana;  “Racconti in forma di quartetto” del Quartetto Felix; “Il filo azzurro” del Quartetto Nous; “Una sola moltitudine” di Syntax Ensemble; “Un fruscìo lungo trent’anni” di Tetraktis Percussioni;  “Concerto gastronomico” di Niafunken srl; “Sulle onde di Marconi” dell’Associazione culturale Art & Network;  “Tre per una. Omaggio a Mina” di 4Atomic srl; “Lapsus a schema libero” del Centro Spettacolo Network;  “Racconto dell’Italia attraverso le note” di Edizioni Musicali Abeat1;  “Planctus Aquileia” della Fondazione Luigi Bon; e “Gratia. Improvvisazioni e riletture contemporanee sulle Antifone Mariane” di Freecom srl. 

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