romantiche città italiane come nella suggestiva Roma, quella che non fà la stupida stasera, molti abbiano deciso di conoscere persone virtualmente, on line e non dal vivo. Non per niente Il termine romanzo, inteso come storia romantica deriva dalle lingue neolatine volgari, in particolare dal romanz, che infrancese antico significava alla romana. Anche la bella Italia, come la suggestiva e classica Europa, è sommersa dal fenomeno del dating, scoppiato decenni fa negli Usa, dove però l’abitudine di fare le cose, anche le più elementari, a distanza, è storica e precede di molto l’era Internet e l’era social.
Perché preferire l’incontro virtuale a quello dal vivo, magari contornato dallo spettacolo suggestivo offerto ogni giorno da posti come piazza di Spagna, per esempio, contornata da azalee, turisti e romantiche botticelle? Perché non ritirare in ballo il vecchio ma sempre valido concetto di agorà, la piazza dove si socializza, si conosce, si fa amicizia, si parla del più e del meno con chiunque sia disponibile a scambiare due chiacchiere dal vivo? Non dietro a una chat di un sito d’incontri. Troppo freddo, troppo anonimo.
I siti dating sono così assiduamente frequentati, anzi sovraffollati, anche e soprattutto da persone sentimentalmente impegnate. Padri e madri di famiglia, sposati o conviventi, con o senza figli, fidanzati. Sguazzano tutti allegramente tra i profili di Meetic, Badoo, Lovoo e simili, in cerca di nuove avventure e conferme del proprio ego. Li riconosci subito quelli impegnati. Navigano in incognito, celando il proprio vero nome e offuscando il proprio volto con foto fatte da un chilometro di distanza o sfocate al massimo. Così sarà difficile riconoscerli, almeno così loro credono. Perché, se malauguratamente qualche parente o conoscente – o peggio ancora la propria dolce metà – dovesse trovarsi lì per puro caso a fare le stesse ricerche malandrine, la sua reputazione sarebbe rovinata. Per sempre. Vita compresa.
La salvezza dal linciaggio del pubblico ludibrio si può ottenere soltanto evitando l’evitabile, l’imbarazzante e compromettente riconoscimento. Molti non ci riescono, proprio come gli arrestati per intercettazione non resistono alla tentazione di usare ancora il telefonino. Perciò, per fedifraghi e fedifraghe, la parola d’ordine è l’anonimato. Si aggirano come fantasmi vagando da un profilo all’altro senza sosta, lanciando segnali di approvazione con i mezzi offerti dal sito dating in questione. Basta soltanto visitare un profilo che subito si viene segnalati. Nulla sfugge all’occhio vigile dei siti d’incontro, costruiti ad hoc affinché lo scopo della propria esistenza sia raggiunto al più presto.
Chi è il frequentatore tipo di questi siti tentatori? Sono molte le persone con un’apparente aureola in testa, è chiaro. Quelli che sembrano fedeli, irreprensibili – quasi integralisti della monogamia – ma che a conti fatti proprio non lo sono, né con la testa né con il cuore. Perché si tradisce anche e soprattutto con il pensiero. Ergo, c’è chi pensa che se ci si iscrive ad un sito d’incontri, non sia fedele al proprio partner ufficiale. a riguardo però ci sono varie scuole di pensiero. In tanti si professano solamente curiosi o desiderosi di ottenere qualche riscontro sulla propria apparente virilità o femminilità tout court. Una gratificazione fin troppo spicciola però, in quanto basata semplicemente su un profilo costruito a pennello che non sempre rispecchia la realtà. Basta una foto azzeccata, una parola doc e il gioco è fatto. Forse perché nella vita reale, quella di tutti i giorni, anteponiamo troppi freni inibitori davanti alle nostre emozioni. Spesso le blocchiamo sul nascere, per paura di uscire allo scoperto. Le emozioni in quanto tali, invece, dovrebbero essere più libere e spontanee. Soprattutto nel proprio ambito affettivo e amicale.
l’idea che anche a 70anni si può vivere una cotta da 15 anni. Ed il dating, non scordiamo, è un prodotto commerciale, un accesso a soluzioni in rete a pagamento; che soddisfa la mentalità dei moltissimi che gridano all’amore everywhere per anyone, contando su una mentalità adolescenziale sempre più presente tra adulti ed anziani. Così uomini e donne, reduci da amori falliti, divorzi, o sempice solitudine di una vita, partono all’attacco della propria preda sperando di dare una svolta ad una vita grama. Colgono al volo l’occasione – quella che fa l’uomo ladro – l’attimo fuggente per riuscire a prendere, perché no, i classici due piccioni con una fava. Senza doppi sensi… oppure sì? Dipende.
Sono cose diverse a seconda del punto di vista dei due sessi (in attesa delle immancabili rivendicazioni delle nuove angolazioni dei sessi diversi emergenti). Per l’uomo, ad esempio, si tratta di rimorchio facile? È veramente così semplice trovare la cosiddetta anima gemella con un semplice click? Oppure si cercano soltanto l’avventura, la scappatella, un po’ di notorietà narcisistica dietro le quinte? Gli uomini cercano conferme della propria virilità o della propria capacità di seduzione. Si gongolano sulle loro conquiste fin troppo facili, nascosti dietro a profili improbabili e spesso con immagini che non sono veritiere. Magari usano foto d’epoca di vent’anni prima, quando avevano ancora qualche capello sulla testa ( mentre le donne puntano sui venti chili fa). Più perfetti si appare, più facile e immediata è la conquista. Garantito.
maghi della seduzione, macho della situazione.Inguaribili malati del sesso vanno in pellegrinaggio da un sito dating all’altro, con maniaca ossessione e compulsività. Si lasciano prendere la mano, contattano chiunque o quasi, pur di quagliare e subito. Ma funziona davvero così? Basta un semplice click, un profilo allettante e azzeccato ed è subito conquista? Occorre verificare, forse. Provare sulla propria pelle per poter credere.
sfrontate, disponibili a tutto o quasi, intraprendenti come non mai. Cercano il bonazzo della situazione, magari ricco e facoltoso, il che non guasta mai. Per molte questo atteggiamento è l’esatto opposto di come sono nella realtà, ovviamente. E lo certificano con le dichiarazioni. Sui dating le donne confessano un solo difetto, l’essere troppo oneste. Come dire, delle ingenue, in passato tradite, imbrogliate, arruffianate da uomini perfidi. Non sembra quasi una posizione politica? E’ il manifesto di quasi tutte donne dalle minorenni alle settantenni. Perchè sui dating ci sono tutte ma proprio tutte le età, senza riguardo alla logica, alla convenienza, alla ragionevolezza, all’opportunità, a quello che si chiamava un tempo il comune senso del pudore.
Aiuta a migliorare i rapporti, di qualsiasi natura questi siano. Anche in ambito lavorativo. E allora perché ricorrere alla comunicazione via chat per essere più aperti (pure troppo) e disponibili a manifestare le proprie emozioni? Affidiamo alla comunicazione reale un po’ di noi stessi, esternando le nostre emozioni, essendo più empatici. Non serve essere freddi, indifferenti e insensibili per apparire forti, di carattere e impenetrabili.
Non si diventa facile preda, obiettivo sensibile soltanto perché si esternano le proprie emozioni. Essere empatici e un po’ più affettuosi ed espansivi verso l’altro da noi non significa mostrare in bellavista il proprio tallone d’Achille. Equivarrebbe soltanto ad apparire più umani, meno anafettivi, meno narcisisti e individualisti.
Il narcismo, l’amore di sè e la solitudine interiore sono però il modo d’essere delle donne e degli uomini dell’era social, cui il dating offre ampia possibilità di esibizione protetta. Come da un preservativo virtuale