L’ aeroporto di Gatwick ha riaperto le sue piste per l’atterraggio ed il decollo proprio l’altro ieri, venerdì 21 dicembre.
Un oggetto volante non identificato, almeno inizialmente, ha minacciato per due giornate intere (mercoledì e giovedì) l’incolumità di passeggeri e aeroplani.
Ma che cosa ha impedito ai viaggiatori di librarsi alti nel cielo in quei due giorni? Essenzialmente, un drone, probabilmente di grandi dimensioni.
Un drone è un velivolo, di piccole, medie o grandi dimensioni, radiocomandato a distanza (e quindi senza pilota a bordo) che viene utilizzato in missioni militari, civili ma che ha anche scopi puramente amatoriali.
Dalla possibilità di armare un drone per attaccare un nemico – durante una guerra – fino all’eventualità di installarvi al suo interno una fotocamera ed una videocamera: molti sono gli utilizzi che possono essere fatti di un drone.
Il drone è un velivolo che viene comandato a distanza.
Se da un lato permette di evitare inutili spargimenti di sangue durante eventuali operazioni poliziesche o di guerriglia, dall’altro questo rappresenta un pericolo vero e proprio per la pubblica sicurezza.
Come è stato dimostrato dal fatto avvenuto all’aeroporto di Gatwick.
Numerose ricerche e svariati test pratici (come quello dell’Università di Dayton) hanno dimostrato che un drone può essere realmente pericoloso per un aereo in volo.
Se un drone in volo finisce accidentalmente in una turbina di un aereo, questo provocherebbe sicuramente danni maggiori di un volatile che facesse altrettanto.
In più, la batteria al litio che alimenta il drone potrebbe generare fuoco e fiamme, dopo l’impatto con l’aereo.
Nel Regno Unito la legislazione in materia di droni ha reso illegale (e quindi proibito) l’utilizzo di droni ad una distanza inferiore ad 1 km da qualsiasi aeroporto.
L’illegalità colpisce anche coloro che fanno volare un drone al di sopra dei 120 metri di altezza (dal suolo).
L’inefficacia di questa seconda parte normativa deriva dal fatto che, chiunque comandi un drone ed abbia cattive intenzioni, può facilmente far volare il suo velivolo ad una distanza inferiore ai 120 metri, disturbando così l’atterraggio di un aereo e mettendo in serio pericolo la vita dei viaggiatori, del personale di bordo e delle persone a terra.
Per eliminare un drone, non c’è niente di meglio che attrezzare al volo un altro drone e dotarlo di laser.
Il drone equipaggiato col laser identifica e trova il drone nemico, lo raggiunge e lo spacca a metà con una bella iniezione di laser.
Probabile che da oggi volare e viaggiare in aereo diventi meno sicuro che viaggiare in auto. Attenti, passeggeri.