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Milano perde un’altra piscina, annunciato fra le polemiche lo smantellamento della vasca nella ex GetFit di Viale Stelvio.

| 21 Settembre 2026 | NOTIZIE

Servizi che spariscono da un giorno all’altro nonostante le rassicurazioni dei nuovi proprietari e clienti arrabbiati che chiedono chiarimenti, rimanendo inascoltati: questo è lo scenario che mi sono trovato davanti dopo essere stato contattato da alcuni utenti della palestra GetFit di Viale Stelvio, a Milano. 

Ma andiamo con ordine.

Il 27 Luglio i colleghi di MilanoToday riportavano la notizia dell’avvicendamento di Orange Palestre, citandone una dichiarazione che assicurava che “I club GetFit manterranno la propria identità e il proprio posizionamento, “nel rispetto della storia costruita negli anni e del rapporto consolidato con i propri iscritti ai quali verrà garantita continuità di servizio”.

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Parole che oggi stridono parecchio alla luce della mail ricevuta il 4 Settembre dagli iscritti del club di Viale Stelvio dove il gruppo annuncia che fra Novembre e Dicembre la struttura chiuderà al pubblico per ristrutturazione, annunciando che: “Il progetto prevede un significativo ampliamento della sala fitness e delle aree dedicate alle attività cardio e di tonificazione, con un importante rinnovamento delle attrezzature e degli spazi.”

E fin qui tutto bene, ma ciò che ha colpito nel vivo moltissimi degli avventori della palestra è quanto segue:

“La piscina lascerà definitivamente spazio alle nuove aree di allenamento, mentre il servizio bar continuerà in una nuova formula, con un corner caffetteria dedicato.”  Per chi non lo sapesse la particolarità di questo club era proprio la presenza della piscina, servizio molto apprezzato sia dai bambini iscritti ai corsi di nuoto sia dagli adulti che praticano attività motorie acquatiche, alcuni anche con scopo riabilitativo a seguito di operazioni chirurgiche o infortuni.

Parlando con alcuni di questi iscritti il quadro risultante è quantomeno confusionario: molti riportano di come il club abbia accettato nuovi iscritti anche durante il mese di Agosto, molti dei quali attratti proprio dalla piscina. Il personale, inoltre, avrebbe fatto visitare il club nel suo stato attuale promuovendone i servizi essendo completamente all’oscuro dei cambiamenti futuri. Personale che, per altro, pare sarà in gran parte licenziato, assieme a tutti i dipendenti del bar già liquidati con una buona uscita. Lo stesso bar, inoltre, non era nemmeno ad uso esclusivo del club essendo aperto anche verso l’esterno e lavorando quotidianamente anche con l’utenza degli uffici limitrofi.

Nonostante la mail ricevuta in chiusura preannunci una futura comunicazione per fine Settembre dove si offriranno opzioni alternative per, testuale, “valutare la soluzione più adatta alle tue esigenze”, nel frattempo molti hanno provato invano a contattare il gruppo sia via mail che via pec, ma entrambi i canali sembrerebbero essere stati chiusi. Qualcuno riferisce che l’offerta per mantenere l’abbonamento alla piscina potrebbe essere il trasferimento nel club di Viale Cenisio, che però mi riferiscono essere già molto affollato trovandosi in un’area densamente abitata. Addirittura pare che alcuni residenti di quella zona frequentassero il club di Viale Stelvio definendolo “più a misura di famiglie e tranquillo”.

Come se non bastasse una cliente mi racconta di come abbia cercato soluzioni alternative per continuare a frequentare una piscina rimanendo in zona e sia andata quindi a verificare l’impianto di via Murat e ad informarsi in una filiale di Virgin. Qui la situazione diventa quasi grottesca. 

In Virgin si è trovata davanti una persona che, a mezza bocca, le ha confessato che nel settore della chiusura della piscina di viale Stelvio si sapeva da tempo e le ha preventivato 100€ al mese per un abbonamento open al club, inclusivo di 4 ore di parcheggio. 

In via Murat, in una piscina che dovrebbe essere comunale, le hanno chiesto oltre 90€ al mese per un corso di acquafitness bisettimanale.

“L’unica differenza è che nel caso della piscina di via Murat – mi riferisce – esiste la possibilità di avere un’agevolazione in base all’ISEE familiare, ma si applica a casi limite. A colpire è la disparità di offerta: da un lato abbiamo una piscina di 25 metri riscaldata con la possibilità di accedere liberamente non solo alla vasca, ma anche a tutti i servizi del club thermarium incluso mentre dall’altra parte abbiamo una struttura vecchia con delle criticità evidenti ed accesso limitato. Il tutto con soli 10€ di differenza.”

In effetti la differenza di trattamento risulta sì inspiegabile, ma dopotutto siamo abituati all’assurda gestione delle piscine pubbliche milanesi: basti ricordare che strutture storiche come il Lido, la Scarioni, la Argelati e la piscina del Saini sono chiuse da anni per realizzare lavori di ristrutturazione che hanno privato i cittadini di quattro importanti impianti.

Senza contare l’incredibile situazione della piscina del centro sportivo Cambini Fossati, rimasta chiusa per 28 anni per lavori di ristrutturazione (dal 1995 al 2023) e ritornata inagibile dopo soli 2 anni di attività a causa di “problemi tecnici alla copertura della struttura, tali da non garantire la sicurezza dell’utenza”.

ph. MilanoToday

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