fbpx
adv-41
<< CRONACA

Nardò: Tatiana è viva ma gli interrogativi restano tanti. Lei: “non ho fatto niente”

| 5 Dicembre 2025 | CRONACA
tatiana_nardò

Accovacciata nell’angusta cavità dell’anta di un armadio, quasi rannicchiata su sé stessa, Tatiana stringeva un portachiavi e un coltello a serramanico come fossero gli unici oggetti in grado di darle un appiglio. La torcia del carabiniere, illuminando quel rifugio improvvisato, ha rivelato un volto provato, scavato da giorni di isolamento. Lo stupore nei suoi occhi ha preceduto le parole, pronunciate con una calma disarmante rispetto alla tensione del momento: “Non ho fatto niente”. Era giovedì sera, poco dopo le 21, quando undici giorni di ricerche, appelli e allarmi si sono finalmente conclusi con la notizia che tutti desideravano: Tatiana Tramacere era viva.

La giovane si nascondeva nell’appartamento affittato dall’amico Dragos Ioan Gheormescu, un bilocale di cinquanta metri quadri in via Tafuri Giovan Bernardino, civico 67. Gli ambienti, messi sotto sopra, raccontavano di una presenza instabile e di un’abitazione usata come riparo più che come casa. Piatti sporchi accatastati, vestiti disseminati sul pavimento, un forte odore di fumo concentrato attorno al tavolo, sommerso da decine di mozziconi di sigaretta: dettagli che lasciavano intuire giorni di convivenza clandestina, trascorsi con la paura costante di essere scoperti.

La scoperta non è stata frutto di un semplice controllo, ma dell’incrocio di testimonianze, segnalazioni e pedinamenti che avevano portato gli investigatori a stringere il cerchio intorno a Dragos. Il giovane romeno era stato tra gli ultimi a vedere Tatiana e, con il passare dei giorni, il suo ruolo era diventato sempre più ambiguo. Alcune incongruenze nelle sue versioni, unite all’improvvisa chiusura del suo appartamento al pubblico e ai vicini, avevano spinto i carabinieri a considerare la possibilità che la ragazza si trovasse proprio lì.

Quando la porta dell’abitazione è stata forzata, gli agenti si sono trovati davanti a un interno in disordine totale, come se ogni movimento fosse stato compiuto con fretta o ansia. L’armadio, però, è stato l’ultimo luogo controllato, quasi un’intuizione: è lì che Tatiana ha trattenuto il fiato fino all’ultimo secondo.

Fuori, intanto, la situazione degenerava. La voce del ritrovamento si era diffusa rapidamente e, come accade sempre più spesso, le notizie non verificate avevano alimentato un clima esplosivo. Davanti al civico 67 si era radunata una folla esasperata, spinta dal timore del peggio e da giorni di tensione accumulata. Sussurri e messaggi vocali si rincorrevano senza sosta: “Tatiana è morta”; “Il corpo è in campagna”. Le indiscrezioni, ripetute e distorte, accendevano ulteriormente gli animi. Alcuni chiedevano giustizia, altri cercavano di capire cosa fosse realmente accaduto. Tutti, però, avevano un unico nome sulle labbra: Dragos.

Mentre la folla continuava ad aumentare, gli investigatori cercavano di riportare l’ordine e di mettere in sicurezza l’ingresso, temendo che qualcuno potesse tentare di irrompere nell’appartamento. Il ritrovamento di Tatiana ha richiesto, infatti, una gestione delicatissima: la giovane, provata ma cosciente, è stata subito accompagnata in caserma per verificare le sue condizioni e raccogliere una prima testimonianza. Resta ancora da chiarire perché abbia scelto di nascondersi, da chi o da cosa stesse fuggendo, e quale sia stato il ruolo effettivo di Dragos in quei giorni di assenza.

L’indagine, pur avendo finalmente un punto fermo — la ragazza è viva — non è affatto conclusa. Le domande sono molte di più delle risposte, e la comunità, ancora scossa, attende di capire cosa si nasconda dietro quel lungo silenzio e dietro quel sussurro pronunciato nel buio dell’armadio: “Non ho fatto niente”.

Ccosa accade dopo il ritrovamento

Il ritrovamento di Tatiana, pur segnando la fine dell’incubo della sua scomparsa, apre un capitolo nuovo e complesso nelle indagini. Dopo essere stata portata in caserma, la giovane è apparsa in uno stato di forte confusione emotiva. I carabinieri hanno preferito rimandare gli interrogatori più delicati per evitare di sovraccaricarla, limitandosi inizialmente a poche domande essenziali: dove fosse stata, se fosse stata costretta a nascondersi e se avesse subito violenze o minacce. Le sue risposte, però, sono state frammentarie, a tratti contraddittorie, alternate a lunghi silenzi.

Fuori dalla caserma, la notizia della sua sopravvivenza ha iniziato a diffondersi con forza, smorzando la tensione ma non le polemiche. Per giorni, infatti, sui social si erano moltiplicate ipotesi, accuse, teorie non verificate che avevano trasformato la scomparsa in un caso mediatico. Alcune di queste ricostruzioni avevano contribuito a creare un clima di sospetto attorno a Dragos Ioan Gheormescu, amico di Tatiana e inquilino dell’appartamento in cui è stata ritrovata.

Il ruolo di Dragos: complice, protettore o spettatore?

Quando i militari lo hanno cercato nelle ore successive alla scoperta, Dragos non era nell’abitazione. Secondo i vicini, negli ultimi giorni era apparso nervoso, usciva di casa a orari insoliti e riceveva visite brevi e sporadiche. Gli inquirenti, che già da tempo monitoravano i suoi movimenti, scandagliavano telefonini, carte, telecamere sospettano che fosse pienamente consapevole della presenza di Tatiana nel bilocale.

Resta però da stabilire in quale ruolo. Sono al vaglio tre principali ipotesi:

  1. Complicità volontaria:
    Tatiana potrebbe essersi rifugiata da lui chiedendogli aiuto, e Dragos potrebbe aver accettato di nasconderla per motivi personali ancora da chiarire.

  2. Condizionamento o pressione:
    Esiste la possibilità che l’uomo abbia approfittato dello stato di fragilità della giovane, convincendola a isolarsi o a non contattare nessuno.

  3. Protezione mal gestita:
    Una delle ipotesi più delicate è quella secondo cui Tatiana si sentisse in pericolo per ragioni esterne e che Dragos, pur volendo aiutarla, abbia scelto un metodo sbagliato, finendo per peggiorare la situazione.

Le prime analisi dell’appartamento — impronte, oggetti, telefoni cellulari — saranno decisive per ricostruire chi abbia effettivamente vissuto lì negli ultimi undici giorni e quali dinamiche si siano instaurate.

Le condizioni di Tatiana e i prossimi passi

I medici hanno confermato che Tatiana non presenta segni evidenti di violenza fisica, ma appare molto debilitata, sia emotivamente sia fisicamente. La giovane ha raccontato di aver mangiato poco, di aver dormito male e di aver vissuto in uno stato di continua tensione, temendo che qualcuno potesse trovarla. Il coltello stretto tra le mani è stato interpretato come un tentativo di autodifesa, più simbolico che reale.

Nelle prossime ore sarà ascoltata con la presenza di psicologi e di personale specializzato, per garantire che le sue dichiarazioni siano affidabili e non condizionate da paura, stress o traumi.

Nardò si divide tra rabbia e sollievo

Nel quartiere, e più in generale nella città, il caso ha lasciato un segno profondo. Durante gli undici giorni di ricerche, molti volontari avevano partecipato alle battute di perlustrazione, spinti dal timore che la vicenda potesse concludersi tragicamente. Il ritrovamento della ragazza viva ha portato un senso di sollievo, ma anche di frustrazione: in molti si chiedono perché Tatiana non abbia chiesto aiuto, perché abbia taciuto così a lungo e quale sia stata davvero la parte di responsabilità di Dragos.

Le voci circolate la sera del ritrovamento — “Tatiana è morta”; “Il corpo è in campagna” — sono state il sintomo di una comunità che, disorientata, ha colmato il vuoto informativo con timori e fantasie, spesso alimentate da messaggi girati senza verifica.

Un mistero ancora da decifrare

Nonostante il lieto fine apparente, il caso resta aperto. Gli inquirenti devono ricostruire il motivo del nascondiglio, i rapporti reali tra Tatiana e Dragos, e capire se la giovane sia stata vittima, complice involontaria o protagonista di una fuga dettata da problemi personali.

La frase pronunciata appena ritrovata, “Non ho fatto niente”, riecheggia come un indizio enigmatico: potrebbe celare paura di essere accusata, consapevolezza di un segreto, o semplicemente un tentativo di difendersi prima ancora di essere interrogata.

Le prossime ore, e soprattutto le prime dichiarazioni ufficiali della giovane, saranno decisive per sciogliere un nodo che, per ora, resta sospeso tra il sollievo e l’ombra.

TAG: nardò, ritrovamento Tatiana, scomparsa Tatiana, tatiana
adv-728
Articoli Correlati
WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com