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“Cambiamenti nel Settore dei Taxi: Il Risiko dell’Attuale Situazione e le Sfide della Riforma Incompleta”

| 16 Agosto 2023 | IL FORMAT

Il risiko dei taxi e la riforma a metà: un’analisi della situazione attuale.

In Italia, attualmente sono presenti 23.139 licenze di taxi e quasi 5.000 autorizzazioni Ncc (noleggio con conducente). Il costo medio di una corsa di 5 km e 5 minuti è di 12,18 euro, ma può superare i 20 euro per corse più lunghe, di 10 km e 10 minuti.

La densità di taxi è di uno ogni 2.000 abitanti, ovvero 0,56 auto per ogni mille persone. Questi dati, risalenti al 2019, sono stati elaborati nell’ultima Relazione annuale dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, pubblicata nel 2022.

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Le licenze per nuovi taxi sono rimaste immutate nel tempo, nonostante l’espansione delle città. La riforma governativa, annunciata come un tentativo di modernizzazione del settore, ha subito un passo indietro di fronte alle proteste delle categorie interessate. L’aumento strutturale delle licenze per nuovi conducenti è stato limitato a situazioni eccezionali, come flussi turistici importanti.

La riforma, che è stata emanata con il decreto Omnibus il 7 agosto, prevede la possibilità per i Comuni e gli enti locali di rilasciare licenze straordinarie in più per nuovi operatori. Città metropolitane, capoluoghi e comuni con aeroporti internazionali possono bandire un concorso straordinario per incrementare fino al 20% le licenze esistenti. Questo processo dovrebbe essere più veloce e semplificato rispetto alle norme precedenti. Le nuove licenze saranno vincolate all’utilizzo di veicoli elettrici o ibridi.

In situazioni eccezionali, i Comuni possono rilasciare temporaneamente licenze aggiuntive ai tassisti, valide fino a 12 mesi e prorogabili per un altro anno. Queste licenze possono essere cedute a terzi, previa verifica dei requisiti.

Oltre alle semplificazioni per le licenze, il decreto prevede un aumento dell’ecobonus attraverso un fondo istituito presso il Mimit. Questo ecobonus potrebbe raggiungere i 10.000 euro per l’acquisto di un’auto elettrica con rottamazione. Questa misura, tuttavia, è estesa solo ai veicoli di noleggio con conducente e non riguarda altre categorie.

Nonostante le iniziali speranze di una riforma strutturale del settore, il testo del decreto è stato considerato un passo indietro, aprendo solo parzialmente la strada a nuove licenze e creando incertezze riguardo ai suoi effetti concreti. I Comuni svolgeranno un ruolo chiave nell’attuazione di questa riforma, determinando l’andamento futuro del settore dei trasporti pubblici.

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