Prima notte a 600 metri di profondità per i minatori sardi asserragliati per protesta in due pozzi nella miniera di Genna Tres Montis a Silius, 50 km a sud di Cagliari.
Assieme ai sindacati, i 34 lavoratori chiedono alle istituzioni certezze e risposte che garantiscano il futuro occupazionale, il pagamento dell’ultima mensilità arretrata e lo stop all’ipotesi di trasferimento a 200 km di distanza dal sito estrattivo.
Per discutere della problematica è atteso un incontro urgente in Regione, a cui parteciperanno Igea, che ha gestito il sito finora, e la Mineraria Gerrei. L’obiettivo è trovare un accordo e far cessare la protesta.
“Chiediamo il rispetto della delibera di giunta dello scorso marzo, in cui si garantisce l’occupazione dei lavoratori nelle aree limitrofe di Silius e San Basilio e non l’allontanamento per trasferimento dalla loro residenza”: spiega le ragioni della mobilitazione Giampiero Manca, segretario generale della Filctem Cgil di Cagliari.
“Chiediamo, inoltre, il pagamento immediato degli stipendi arretrati non ancora erogati, compreso l’ultimo. Ma soprattutto chiediamo alla nuova azienda garanzie occupazionali per tutti i lavoratori del sito”: ha concluso Manca.