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Approvato il Def 2023: tutte le misure e le novità

| 12 Aprile 2023 | ECONOMIA

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Def, il primo del governo Meloni. Nel Documento di economia e finanza il Prodotto interno lordo per il 2023 è previsto in aumento tendenziale dello 0,9%, leggermente di più dello 0,6% previsto. Migliora anche il deficit di bilancio in rapporto allo stesso Pil, scendendo dal 4,5% delle precedenti previsioni al 4,35% tendenziale.

“A fronte di una stima di deficit tendenziale per l’anno in corso pari al 4,35% del Pil, il mantenimento dell’obiettivo di deficit esistente (4,5%) permetterà di introdurre, con un provvedimento di prossima attuazione, un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sull’anno in corso”, ha dichiarato il Mef.

Ma quali sono le stime per il Pil dei prossimi anni? Secondo il Ministero dell’economia le stime sono positive per i prossimi anni: il Pil tendenziale per il 2024 è all’1,4% (1,5% programmatico) dell’1,3% nel 2025 e dell’1,1% nel 2026 (stesse percentuali nel programmatico).

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Solitamente il Def è un documento piuttosto preciso nel prevede quanto succede nel corso dell’anno, mentre lo stesso non si può dire degli anni successivi, come evidenziano anche gli esempi degli ultimi anni. Nel 2022 il rapporto debito/Pil è risultato pari al 144,4%, 1,3 punti percentuali inferiore rispetto alla previsione del Dpb di novembre.

La riduzione del debito/Pil è stata analizzata nella nota del Def, che sottolinea come “tale diminuzione, coerentemente agli obiettivi indicati nello scenario programmatico, continuerà progressivamente nel 2023 al 142,1%, nel 2024 al 141,4, fino a raggiungere il 140,4% nel 2026. Tuttavia, non possono essere ignorati gli effetti di riduzione del rapporto debito/Pil che si sarebbero potuti registrare se il superbonus non avesse avuto gli impatti sui saldi finora registrati”.

Altro annuncio del Mef relativo al Documento di economia e finanza riguarda il deficit. “Il Def punta a ridurre gradualmente, ma in misura rilevante e sostenuta nel tempo, il deficit e il debito della PA in rapporto al Pil. Coerentemente con questo obiettivo, il Governo conferma gli obiettivi di indebitamento netto presenti nel documento dello scorso novembre”. Lo fa sapere il Mef in una nota sul Def, indicando gli obiettivi sul deficit contenuti nel Def: “4,5% nel 2023, 3,7 nel 2024, 3,0 nel 2025, fino al 2,5 nel 2026”.

Il Def prevede un andamento discendente della pressione fiscale che dovrebbe passare dal 43,3 nel 2023 al 42,7% entro il 2026, come ha fatto sapere il Mef, dopo l’ok del Consiglio dei ministri.

“Per rendere il nostro Paese più dinamico, innovativo e inclusivo non basta soltanto il Pnrr”, evidenzia il Ministero dell’Economia e delle Finanze nella nota sul Def approvato in Consiglio dei ministri, confermando comunque che “il governo è al lavoro per ottenere la terza rata del Pnrr”. Secondo il Mef, “è necessario, infatti, investire anche per rafforzare la capacità produttiva nazionale e lavorare su un orizzonte temporale più esteso di quello del Piano e che consenta di creare condizioni adeguate a evitare nuove fiammate inflazionistiche”.

“Dalla prossima legge di bilancio bisogna porsi con concretezza il problema del calo demografico e delle nuove nascite, con misure adeguate”, avrebbe dichiarato la premier Giorgia Meloni, secondo quanto apprende l’ANSA, durante la discussione in Consiglio dei ministri sul Def.

Come si evince dal comunicato di Palazzo Chigi, il governo potrebbe varare ulteriori iniziative per il valore di 4 miliardi. “Per il 2024, le proiezioni di finanza pubblica mostrano che il mantenimento dell’obiettivo del 3,7 per cento del Pil creerà uno spazio di bilancio di circa 0,2 punti di Pil, che sarà destinato al Fondo per la riduzione della pressione fiscale, al finanziamento delle ‘politiche invariate’ a partire dal 2024 e alla continuazione del taglio della pressione fiscale nel 2025-2026”, si riporta nel comunicato.

“Il Governo oggi ha tracciato la politica economica per i prossimi anni, una linea fatta di stabilità, credibilità e crescita. Rivediamo al rialzo con responsabilità le stime del Pil e proseguiamo il percorso di riduzione del debito pubblico. Sono le carte con le quali l’Italia si presenta in Europa”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“La prudenza di questo documento è ambizione responsabile. Abbiamo davanti a noi grandi sfide ma anche notevoli opportunità di aprire una nuova fase di sviluppo del nostro Paese. Le riforme avviate riconoscono lo spirito imprenditoriale quale motore di sviluppo economico, promuovendo il lavoro quale espressione essenziale dell’essere persona. È realistico puntare per i prossimi anni ad un aumento del tasso di crescita del Pil e dell’occupazione”, ha dichiarato il ministro Giancarlo Giorgetti in merito al Def.

TAG: consiglio dei ministri, def, Mef, misure
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