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Migranti, UE riunita per il Consiglio straordinario dei ministri dell’Interno

| 26 Novembre 2022 | EUROPA

A Bruxelles è stato il giorno del Consiglio straordinario dei ministri europei dell’Interno, dedicato all’immigrazione. Al termine, il ministro italiano Matteo Piantedosi, parlando con i giornalisti, si è detto “soddisfatto delle conclusioni” e ha aggiunto: “All’Italia non sono state fatte richieste. C’è stato il discorso di condividere al più presto un coordinamento maggiore dei meccanismi Sar che intervengono nel Mediterraneo e non solo”.

Il piano d’azione della Commissione europea sul Mediterraneo centrale” ripercorre quello che l’Italia aveva sempre detto cioè che serve un’azione forte dell’Europa per migliorare il rapporto e il sostegno ai Paesi di origine e di transito dei flussi migratori quindi la cosiddetta dimensione esterna, sia in termini di sviluppare azioni di contenimento delle partenze sia di migliorare i meccanismi di rimpatrio” e il piano “è stato apprezzato da tutti”.

Qualche ora prima, il collega francese Gerald Darmanin aveva invece precisato che “se l’Italia non prende le navi e non accetta la legge del mare e del porto più sicuro non c’è motivo che i Paesi che fanno i ricollocamenti siano Francia e Germania, che sono quelli che accolgono le navi e sono gli stessi che accolgono direttamente i migranti dall’Africa e dall’Asia”.

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Darmanin ha aggiunto che “bisogna ricordare a tutti qual è il diritto del mare, evidenziare che le Ong che operano nel Mediterraneo si trovano lì evidentemente per salvare le persone e in nessun caso possono essere equiparate ad organizzazioni di passaggio e, infine, bisogna ricordare che i Paesi del Sud del Mediterraneo devono aprire i loro porti perché a volte ci sono imbarcazioni delle Ong che attraversano le loro acque territoriali e alle quali non vengono aperti i porti”. A fine vertice Piantedosi ha concluso: “Normalissimi e buonissimi rapporti con la Francia, non c’è stata nessuna necessità di confronto”.

Le parole del ministro francese sembrano di nuovo aprire un fronte di tensione con Roma, mentre poco prima il ministro dell’interno ceco Vít Rakušan, alla presidenza di turno Ue, aveva detto: “Penso che la situazione ora sia molto migliorata, abbiamo la sensazione che la tensione sia già passata”, commentando le tensioni sui migranti tra Italia e Francia. “Vogliamo ascoltare la posizione italiana”. La possibilità di aprire centri di screening in Africa “è uno degli argomenti che toccheremo. Oggi si dovrebbe aprire una base di discussione su vari argomenti tra i Paesi in vista del Consiglio di dicembre”.

Nel corso della riunione straordinaria dei ministri dell’Interno europei l’Italia – spiegano fonti qualificate – ha esposto la sua posizione rispetto alle linee programmatiche contenute nel Piano d’Azione in 20 punti presentato dalla Commissione Europea lo scorso 21 novembre. L’Italia, si rimarca, non presenta un piano per punti. Le stesse fonti sottolineano che la convocazione di un consiglio straordinario e la bozza di Piano d’Azione proposta dalla Commissione Europea rappresentano “un segnale di grande attenzione per le esigenze dell’Italia. La situazione impone però di agire con tempestività”.

Il Commissario UE Margaritis Schinas ha detto che “le operazioni delle Ong non sono un tabù, non sono qualcosa di cui non si deve discutere. Si deve discuterne perché stiamo parlando della vita delle persone. Le operazioni nel Mediterraneo non possono avvenire in una situazione da selvaggio West”.

In precedenza aveva detto: “Dobbiamo lavorare con le Ong, ma lo dobbiamo fare in un modo ordinato, che rispetti anche i nostri Stati membri, che consenta operazioni di ricerca e soccorso in modo strutturato. Se questo richiederà un quadro più strutturato, come un codice di condotta, sì, lo sosterremo. Non si può e non si deve lavorare crisi per crisi, nave per nave, incidente per incidente. Abbiamo bisogno di un quadro unico basato sul diritto dell’Ue”.

Schinas al termine del vertice ha aggiunto: “Siamo soddisfatti dei risultati di questo consiglio straordinario” sulle migrazioni. “Si è trattato di uno spirito molto diverso dallo spirito che ha circondato l’episodio Ocean Viking, che ha portato molte forze eurofobiche e populiste a dire che l’Europa non è in grado di fornire risposte” sulle migrazioni. “Oggi posso dire che non è vero”.

Ylva Johansson, Commissario Ue per gli Affari interni ha spiegato che “il meccanismo volontario di redistribuzione dei migranti funziona, lo facciamo su base settimanale, ma va aumentata la velocità”. Poi ha aggiunto che “la Commissione e gli Stati membri stanno lavorando insieme, stiamo facendo dei passi avanti sul patto per l’immigrazione, che è la soluzione di lungo termine per le nostre sfide ma stiamo lavorando a stretto contatto anche a soluzioni di emergenza per affrontare gli arrivi irregolari e gestire la situazione”.

In mattinata fonti europee hanno fatto sapere che la Commissione Ue “sta lavorando” a un piano d’azione per gestire i flussi migratori nel Mediterraneo orientale (o rotta balcanica) in modo analogo a quanto fatto per il Mediterraneo Centrale e lo “presenterà presto”.

TAG: Bruxelles, migranti, UE
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