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Di Battista: “Autunno duro ma non per produttori armi”

| 28 Luglio 2022 | POLITICA

“Sarà un autunno difficile – ha commentato Draghi. Per tutti, tranne per i produttori di armi”. Lo scrive in un lungo post su Fb di Alessandro Di Battista. “I primi a violentare la volontà popolare sono coloro che la tirano in ballo solo quando gli conviene. Prendiamo le questioni armi in Ucraina e corsa al riarmo. La maggior parte degli italiani è contraria – sostiene l’ex M5S -. Lo era 5 mesi fa e lo è ancor più adesso. Inviare armi in Ucraina non serve a porre fine alla guerra, serve ad iniziare una nuova corsa al riarmo. Le armi che inviamo verranno ricomprate con denaro pubblico. È la richiesta della NATO in fondo. Aumentare la percentuale del PIL in armamenti. Il tutto in uno dei momenti più drammatici dal punto di vista sociale dal dopoguerra”.

“Sapete quali sono le prime sei aziende produttrici di armamenti al mondo? – continua Di Battista – Lockheed Martin, Raytheon Technologies, Boeing United States, Northrop Grumman, General Dynamics e BAE Systems. Le prima 5 sono USA, la sesta è britannica. Stranamente Stati Uniti e GB sono i due paesi che più spingono sull’invio di armi in Ucraina e sulla corsa al riarmo. Su questo tema la volontà popolare viene ascoltata? Quanti partiti o movimenti hanno nel loro programma come primo punto lo stop all’invio di armi e lo stop all’incremento delle spese militari? In tutto ciò fior di procuratori antimafia e reporter liberi sostengono che molte della armi arrivate in Ucraina nei prossimi mesi finiranno nel mercato nero. Verranno dunque acquistate da gruppi criminali e gruppi terroristici”.

TAG: Alessandro Di Battista, armi, guerra, Ucraina
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