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Telefonata tra Conte e Draghi, incontro per chiarimento fissato per lunedì

| 2 Luglio 2022 | POLITICA

Dopo due giorni di tensioni, telefonate e dichiarazioni, il presidente del Consiglio Mario Draghi e il leader del M5S Giuseppe Conte si sono sentiti per telefono oggi pomeriggio. I due, si apprende da fonti parlamentari, si sono limitati a darsi appuntamento a Palazzo Chigi lunedì pomeriggio per un incontro di persona.

Passi necessari per cercare di risolvere il caso scoppiato dopo le dichiarazioni del sociologo Domenico De Masi, secondo cui Draghi avrebbe chiesto a Grillo di rimuovere Conte dal M5S perché inadeguato. Circostanza smentita ufficialmente da Palazzo Chigi e poi dal premier stesso, che si è detto “completamente estraneo” alla vicenda e ha chiarito di non aver “mai fatto le dichiarazioni che mi sono state attribuite sui 5 Stelle”: se ci sono “riscontri oggettivi, come mi dicono, vediamoli…”, ha affermato, perché “io non li trovo”.

Interpellato sui contatti fra lui e Draghi, sui rapporti nel Governo sulla sua fiducia nel presidente del Consiglio, Conte in mattinata ha risposto secco: “Un colloquio telefonico oggi e ci incontreremo poi lunedì. Ne parliamo lunedì”. In serata ha aggiunto: “Ci confronteremo, sicuramente abbiamo manifestato un disagio politico, ci sono vari passaggi politici sofferti, questo incontro sarà importante, perché, al di là delle dichiarazioni di Draghi, non è solo questione di dichiarare l’importanza del M5S, bisogna essere conseguenti”.

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Sulla scissione nel M5S, l’ex premier ha detto: “Una scissione così non si coltiva in poche ore, da un po’ c’era un’agenda personale al di fuori della linea politica del MoVimento”. Quando gli è stato chiesto se sia stato Draghi a suggerirlo, Conte ha risposto, “Ne parlerò con lui, lunedì”. Nella scelta sulla permanenza al governo ha concluso: “Noi le decisioni le prendiamo nell’ambito di una comunità: ci sarà un coinvolgimento degli organi politici e valuteremo. L’incontro di lunedì sarà importante per chiarire e per capire dove siamo arrivati”.

Dopo il caos degli ultimi due giorni, Draghi ha parlato apertamente della questione nella conferenza stampa che ha seguito il Cdm di giovedì e ha assicurato che il governo “non rischia” ma “non si fa senza i 5 Stelle”, che sono “fondamentali” e non ci si può “accontentare” di un appoggio esterno né di qualunque altra geometria politica. Il Movimento, ha detto il presidente del Consiglio, “ha dato contributi importanti all’azione di governo”, ne ha segnato la “vocazione ambientale” e ne è parte “fondamentale”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, uscito da poco dal M5S. “Credo che non si possa in un momento così difficile per l’Italia continuare a picconare il governo. Minacciare crisi a giorni alterni non fa che creare problemi al Paese”, ha detto aggiungendo che “il dibattito, anche di questi giorni, che c’è stato rispetto a presunti e non verificati scambi di messaggi nel mezzo di un vertice storico della Nato è surreale”.

Il fondatore di Ipf dice che “È surreale che ci siano forze politiche che passino il tempo a parlare di se stesse anche nei giorni in cui il governo, al massimo livello, sedeva a un tavolo importantissimo”. Di Maio ha concluso dicendo: “Credo che questo sia un momento storico importante”, non è il momento di “seguire sondaggi o il calo dei consensi”. Poi ha lanciato un “appello” alle forze politiche: “Ci sono problemi complessi che richiedono soluzioni complesse e il massimo delle energie di tutti” e non si deve “stare dietro alle scorribande politiche ogni giorno”. È necessario “andare avanti e occuparci dei problemi seri”, ha aggiunto ricordando, tra l’altro, il tema dell’energia.

TAG: Beppe Grillo, Giuseppe Conte, M5S, Mario Draghi
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