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Dopo l’addio di Di Maio, il M5S sosterrà il governo

Conte (M5S): "Non chiederò le dimissioni di Di Maio".
| 23 Giugno 2022 | POLITICA

Nel day after della scissione di Luigi Di Maio, i vertici del Movimento 5 Stelle si sono riuniti a oltranza nella loro sede. Lo ‘stato maggiore’ pentastellato è stato convocato per tutta la giornata, a seguito della fuoriuscita del ministro degli Esteri e di una nutrita pattuglia di parlamentari.

Giuseppe Conte in giornata ha fatto sapere che l’appoggio dei pentastellati al governo “non è in discussione”. E in serata ha aggiunto: “Lascerei che Di Maio si interroghi con la propria coscienza e decida, io non chiederò le sue dimissioni”. Intanto in serata si riunisce anche l’assemblea congiunta dei deputati e senatori 5 stelle.

Giuseppe Conte in giornata ha chiarito anche che “il sostegno a Draghi non è in discussione”. E interrogato sul suo futuro, dopo la scissione del ministro degli Esteri, ha risposto: “Se ho mai pensato di lasciare la guida del Movimento? E per quale motivo?”. Per poi rivendicare: “Il M5S rimarrà la prima forza politica ad occuparsi di tutti quei temi, dalla giustizia sociale alla transizione ecologica, che fanno parte dell’ossatura del Movimento 5 stelle”.

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L’ex premier è poi tornato sul tema della votazione di ieri in Senato sulla risoluzione di maggioranza sull’Ucraina: “Anche ieri che con la risoluzione chiedevamo maggiore coinvolgimento delle Camere, come è normale in ogni democrazia parlamentare, siamo stati messi molto in difficoltà ma il nostro appoggio non è venuto meno”.

In serata poi, ospite in trasmissioni televisive, il leader dei 5 Stelle è tornato a parlare della tenuta del governo: “Non ho elementi per dire che la nascita del gruppo sia stato favorito o addirittura incoraggiato da altri in questo percorso. Draghi? Bisogna chiederlo a loro… Noi nel governo ci siamo e ci saremo fino a che saremo in grado di tutelare gli interessi dei cittadini e continuare le nostre battaglie”.

Sulla scissione di Luigi Di Maio ha  aggiunto: “Spiegherà meglio questa operazione magari quando cercherà il proprio consenso elettorale, ieri non mi sembra che si sia compreso. E’ evidente che l’iniziativa della creazione di un nuovo gruppo politico non è un’idea che può essere nata in un giorno solo”, ha attaccato Conte. “Noi non sapevamo che ci fosse questa concretezza, ma era chiaro che Di Maio seguisse una sua agenda sin dal significativo passaggio del Quirinale”.

“Se parliamo di forza del Movimento, penso che non possiamo risolverla solo nel numero di parlamentari. Come non la perse il PD quando se ne andò Renzi”, ha spiegato Conte. “A noi ci penalizzò la sentenza di Napoli e forse il progetto lo avremmo dovuto elaborare in più breve tempo… Grillo? Ci siamo confrontati, siamo dispiaciuti umanamente ma Grillo è dalla parte del Movimento e delle persone che ogni giorno si rimboccano le maniche per i suoi principi”.

“Nel nuovo corso” del Movimento “che ‘uno non può valere uno’ l’ho detto io per primo ed è stato un elemento quasi di rottura in una comunità che dagli albori diceva ‘uno vale uno’, ha rivendicato Conte. “Ho detto chiaramente ‘guardate che uno vale uno è un principio della democrazia’, ciascuno ha diritto di partecipare e quindi il suo voto conta, la sua opinione, la sua idea, va tenuta presente. Però se si tratta di un incarico pubblico non significa che metti qualsiasi persona in quell’incarico pubblico, questo è il tema. E così su altri passaggi”.

In giornata anche il presidente della Camera Roberto Fico era intervenuto sulla scissione decisa da Luigi Di Maio: “È una operazione di potere e non politica, che è cosa diversa. Ed è stata usata con una strumentalità senza precedenti”, ha attaccato. Fico, tra i leader originari del Movimento, si è detto “saldo nel M5s che negli anni abbiamo costruito a fatica. Ma oggi siamo più forti di prima”.

Sulla linea della fedeltà al governo Draghi, però, sembra esserci qualche dubbio tra chi è rimasto nel Movimento 5 Stelle. In mattinata sul tema è intervenuto Stefano Patuanelli, attuale ministro delle Politiche agricole: “L’appoggio al governo non è in discussione”, ha detto. Ma poco prima Stefano Buffagni, deputato e viceministro dello Sviluppo economico nel governo Conte II, ha detto: “Restare nel governo? Valutiamo vediamo, ci dobbiamo riflettere non vi pare?  Secondo me sarà uno dei tanti temi da affrontare”.

Intanto la temperatura tra i parlamentari vicini a Luigi Di Maio e i 5 Stelle sia ta alzando. Il senatore pentastellato Mario Turco ha scritto su Twitter: “Oggi il Movimento si sveglia più snello ma con una grande consapevolezza: chi ha provato a fermare il nostro divenire, adesso, avrà tutto il tempo di inciampare sulle sue contraddizioni. Ora che conosciamo “i nomi e i cognomi”, siamo ancora più fiduciosi in Giuseppe Conte”. E subito è arrivata la risposta dagli onorevoli vicini al ministro degli Esteri: “Grave il tweet minatorio di Turco, siamo arrivati alle liste di proscrizione? M5S prenda distanze”.

TAG: Giuseppe Conte, Governo Draghi, Luigi Di Maio, M5S
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