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Il ministro dell’Istruzione Bianchi sulla riforma reclutamento scuola

| 23 Aprile 2022 | POLITICA

“In tutti i Paesi la formazione degli insegnanti è un elemento importantissimo della qualità della scuola”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Il ministro ha risposto alle critiche sulle nuove regole per il reclutamento degli insegnanti approvate ieri dal Consiglio dei ministri. “Noi – ha spiegato – abbiamo stabilito che i 60 crediti si può cominciare ad averli anche prima della laurea magistrale: se un ragazzo ha deciso di fare l’insegnante lo può scegliere già da prima ed anche entro la laurea”.

“Abbiamo operato per accorciare al massimo questo che non è un percorso ad ostacoli ma è un percorso di accompagnamento della professione che richiede preparazione e formazione”, ha precisato Patrizio Bianchi. “È materia complessa ed è quindi giusto che vi sia anche una riflessione e un dibattito. Abbiamo davanti 60 giorni di dibattito Parlamentare. Sarà il momento per fare tutti gli approfondimenti”.

Il ministro dell’Istruzione ha poi parlato della guerra in Ucraina che ha portato in Italia molti ragazzi che sono stati accolti nelle scuole. Bianchi ha ricordato che al momento sono oltre 16mila i ragazzi ucraini che frequentano le scuole italiane. Il 94% di loro è compreso nella fascia tra i 3 e i 13 anni. “Ho parlato a lungo con il ministro ucraino – ha aggiunto -. Martedì vedrò la vice-ministra: la richiesta che loro ci fanno è di garantire la continuità didattica dei ragazzi, in particolare i più grandi, rispetto alla lingua ucraina e rispetto al ritorno in Ucraina”.

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Il ministro Bianchi ha poi ricordato l’impegno anche economico dell’Italia a supporto della crisi ucraina. “Sin dal primissimo giorno abbiamo messo a disposizione un milione di euro per parlarci, per parlare insieme, e stiamo utilizzando moltissimo la comunità ucraina. Poi abbiamo 49/50 milioni da parte della Commissione Europea proprio per affrontare questa prima fase. Quello che è rilevante è che, rispetto al passato e ad altre esperienze, stiamo lavorando non per una integrazione ma per un accompagnamento”. “Immaginiamo – ha concluso – che la presenza di studenti ucraini nel nostro Paese possa aumentare, anche se nell’ultimo periodo si è stabilizzata. Se dovessimo avere una evidenza, durante l’estate, di un aumento di ragazzi che entrano a scuola allora è chiaro che il Governo, ma soprattutto l’Europa, così come ha già fatto, provvederà”.

TAG: docenti, ministro Bianchi, Scuola Istruzione
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