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Governo Draghi: pieno sostegno e assistenza all’Ucraina ma niente aerei

| 7 Marzo 2022 | POLITICA

Dall’Italia “sostegno e assistenza all’Ucraina e alla sua popolazione”, però fornire aerei “non è possibile” perché questo “significherebbe entrare in guerra e questo noi non lo vogliamo”. Si può riassumere con le parole del presidente del Consiglio Mario Draghi a Volodymyr Zelensky nel pomeriggio di ieri, e con quelle di Luigi Di Maio in serata, la posizione del nostro Paese nella guerra tra Kiev e Mosca. Il ministro degli Esteri in giornata è stato in Qatar per discutere la partnership energetica con l’Emirato: “Così ci rendiamo autonomi da eventuali ricatti russi”.

Nel pomeriggio Mario Draghi ha avuto un nuovo colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha fatto sapere Palazzo Chigi. Il premier “ha condannato gli attacchi della Russia ai civili e alle infrastrutture nucleari, ha riaffermato la volontà italiana di fornire sostegno e assistenza all’Ucraina e alla sua popolazione”. Poi Draghi “ha ribadito come l’Italia sostenga l’appartenenza dell’Ucraina alla famiglia europea”. Inoltre, ha fatto sapere Palazzo Chigi, “è stata ribadita la profonda amicizia tra il popolo italiano e il popolo ucraino e la grande solidarietà dell’Italia nei confronti dell’Ucraina”.

Sulla telefonata è intervenuto anche lo stesso Zelensky, come di consueto dall’inizio della guerra con un tweet: “Ho discusso con il presidente del Consiglio Mario Draghi del modo per contrastare l’aggressione. L’ho informato sui crimini della Russia contro i civili, sul terrorismo nucleare. È stata sollevata la questione del sostegno all’Ucraina e dell’esame della nostra domanda di adesione in Europa“.

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Il sostegno e l’assistenza all’Ucraina non prevedono però la fornitura di aerei da guerra a Kiev. A dirlo è stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, secondo cui una simile soluzione “non è possibile” perché questo “significherebbe entrare in guerra e questo noi non lo vogliamo”. Allo stesso modo “se noi istituiamo una no fly zone come chiede l’Ucraina significa mandare i nostri caccia a fermare i russi e se uno solo dei nostri aerei viene abbattuto, scoppia la terza guerra mondiale perché dobbiamo rispondere”.

Di Maio ha aggiunto che “noi dobbiamo sostenere gli ucraini creando corridoi umanitari, attraverso il tavolo della diplomazia per arrivare a un cessate il fuoco, consentendogli il diritto alla difesa rispetto a una forza impari, ma dobbiamo scongiurare una guerra che devasterebbe tutto il continente. Anche con decisioni come quella di dire no alla no fly zone”.

Luigi Di Maio ha poi aggiunto che non è escluso “che nei prossimi giorni l’Ue possa valutare un terzo pacchetto di sanzioni. Ma in questo momento abbiamo già strumenti da applicare”. Il ministro degli Esteri ha spiegato che “l’alternativa alle sanzioni, che richiedono più tempo, è la Terza guerra mondiale, che noi non vogliamo assolutamente”.

E forse anche per evitare i contraccolpi da possibili sanzioni sulle fonti energetiche provenienti dalla Russia, oggi Di Maio è stato in Qatar: “Dopo aver attaccato l’Ucraina pensava di trovarsi di fronte un’Ue divisa, invece un grande Paese come l’Italia ha sempre un’alternativa – ha detto il ministro degli Esteri – Sono stato in Algeria e Qatar, e farò altri viaggi. Questi Paesi hanno detto che accresceranno la loro partnership energetica con l’Italia. L’Italia ha così tanti amici e partner nel mondo che non dovrà subire alcun ricatto energetico”.

TAG: guerra, Luigi Di Maio, Mario Draghi, russia, Ucraina, UE, Volodymyr Zelenskiy
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