fbpx
adv-209
<< POLITICA

Dalle forniture di gas alle ripercussioni sulle banche, le conseguenze della crisi ucraina

| 25 Febbraio 2022 | POLITICA

A poche ore dall’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina, è ancora presto per fare previsioni esatte, ma ci sono diversi motivi per cui questa crisi riguarda da vicino anche l’Italia e potrebbe sortire effetti all’interno dei nostri confini.

Il primo aspetto da tenere a mente è che l’Italia è membro della NATO e, come ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, intende fornire il “pieno supporto alle misure che verranno decise”. Questo può significare fornitura di mezzi militari, messa a disposizione di alcuni basi e maggior coinvolgimento in alcune operazioni. “Il ruolo dell’Italia in questa guerra si sviluppa nell’ambito della sua appartenenza alla NATO che, in questa fase, sta rafforzando il suo profilo deterrente”, ha detto Pietro Batacchi, direttore di ‘Rivista italiana difesa’.

L’esperto ha ricordato che nei giorni scorsi, per esempio, è stata molto importante l’attività degli UAV spia Global Hawk del sistema Nato AGS (Alliance Ground Surveillance) basato a Sigonella. I velivoli a pilotaggio remoto sono stati più volte tracciati nei cieli ucraini per monitorare gli spostamenti delle truppe russe di là del confine grazie al loro potente radar di ricerca”.

adv-910

La NATO ha inoltre deciso di rafforzare il proprio dispositivo militare nell’Europa dell’Est dove l’Italia partecipa a una missione denominata Baltic Guardian, ma non vuole un conflitto. Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha spiegato che le decisioni prese nelle ultime ore hanno uno scopo difensivo e preventivo. Non solo. “L’Ucraina è un partner di valore, ma non abbiamo truppe (nel Paese) e non abbiamo piani né intenzioni di dispiegarle”. Ai soldati italiani, almeno per ora, non verrà quindi chiesto di combattere nel Paese.

L’Italia non è solo partner della Nato, ma anche uno Stato membro dell’Unione europea. Nei giorni scorsi, la Ue aveva presentato un pacchetto di sanzioni contro la Russia e, dopo l’invasione russa, ha deciso di inasprirle. Secondo quanto riferisce un alto funzionario, colpiranno settori strategici, ma non quello energetico che era una delle maggiori fonti di preoccupazione per il nostro Paese.

L’Italia è infatti uno degli Stati che più dipendono dal gas russo e nel 2020 la quota di quello che ha importato da Mosca era maggiore al 43%. Il timore degli esperti è che la scelta di applicare nuove sanzioni, specie in determinati campi, possa incidere sul modo in cui la Russia gestisce i suoi “rubinetti”, con conseguenze dirette sulla disponibilità di questa materia nonché sui prezzi, e quindi sulle bollette. Intanto, la sola incertezza legata alla situazione ha già fatto volare il prezzo del gas nella giornata di giovedì.

Ieri sono volati anche i prezzi del petrolio e del grano. Il motivo di quest’ultimo incremento è stato spiegato dalla Coldiretti. A preoccupare i mercati, sottolinea l’associazione, è il fatto che le tensioni tra i due Paesi possano frenare le spedizioni dalla Russia e bloccare quelle ucraine dai porti del Mar Nero con un crollo delle disponibilità sui mercati mondiali e il rischio di inflazioni su beni di consumo primario, carestie e tensioni sociali. Questo problema riguarderebbe da vicino anche l’Italia, che in questo è quello che si dice un “Paese deficitario”.

L’Ucraina è il nostro secondo fornitore di mais con una quota di poco superiore al 20% e garantisce anche il 5% dell’import nazionale di grano. Si temono problemi di approvvigionamento anche per via del caro carburante. “La situazione che si sta determinando sta diventando preoccupante anche in relazione alle proteste degli autotrasportatori”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga. “C’è il rischio di possibili blocchi e di circolazione delle merci, in particolar modo nelle Regioni del Mezzogiorno”.

Le mosse della Russia e dell’Italia rischiano di ripercuotersi anche sugli affari tra i due Paesi. Mosca è infatti la 14esima destinazione al mondo per le merci italiane e nei primi 11 mesi del 2021 lo scambio commerciale è pari a 20 miliardi di euro. Osservate speciali sono anche le banche. Quelle italiane “sono le più esposte del mondo al Paese guidato da Putin con prestiti e finanziamenti complessivi per 25,3 miliardi di dollari ai quali si aggiungono 6 miliardi di garanzie”.

Già alcune ore dopo l’invasione, le strade di Kiev si sono affollate di macchine dirette lontano dalla capitale. Potrebbe essere il primo segnale di una nuova ondata di profughi. Secondo l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfeld, fino a cinque milioni di persone potrebbe restare senza casa. Anche se l’Italia non è il Paese più esposto anche solo per motivi geografici, nel nostro Paese potrebbero arrivare nuove persone in cerca di rifugio, alcune delle quali potrebbero ricorrere alla possibilità del ricongiungimento familiare.

TAG: caro bollette, crisi ucraina, Gas, Italia, Nato, UE
adv-574
Articoli Correlati