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Elezioni del Presidente della Repubblica, l’elenco dei candidati

| 25 Gennaio 2022 | POLITICA

Il mandato presidenziale di Sergio Mattarella è ormai giunto al termine. Dopo sette anni, il Quirinale sta per avere un nuovo inquilino. Tra i partiti e i grandi elettori a oggi non sembra ancora esserci pieno consenso su chi sarà il prossimo presidente della Repubblica.

Chi non è della partita è Sergio Mattarella: il capo dello Stato ha escluso più volte un suo secondo mandato, come avvenuto per Napolitano. E nonostante le richieste arrivate da più parti per un bis, il giurista traslocherà dal Colle.

L’attuale presidente del Consiglio è da mesi tra i nomi più ricorrenti per l’elezione al Colle. Il premier ha finora glissato sulle sempre più insistenti domande sul suo futuro, ma sembra uno dei candidati più forti e capaci di raccogliere consensi bipartisan.

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Il grande scoglio sulla rotta del Quirinale per l’ex governatore della Bce sarebbe però il futuro dell’esecutivo: se Draghi andasse al Quirinale chi guiderebbe il governo per evitare una fine anticipata della legislatura?

Il nome che ha catalizzato l’attenzione di tutti nelle ultime settimane è quello di Silvio Berlusconi. Dopo settimane di voci sulla sua possibile corsa al Colle, i leader di centrodestra gli hanno chiesto di candidarsi ufficialmente. A due giorni dall’inizio delle votazioni, il Cavaliere si è però ritirato.

Tra i nomi che circolano tra i partiti di centrodestra c’è quello di Marcello Pera: presidente del Senato dal 2001 al 2006, a palazzo Madama dal 1996 al 2013 per Forza Italia, è uno dei volti istituzionali spendibili dalla coalizione nel caso il piano A di Silvio Berlusconi dovesse naufragare.

È l’attuale inquilina di Palazzo Giustiniani e la seconda carica più importante della Repubblica. In quota Forza Italia, è stata la prima donna a essere eletta presidente del Senato, potrebbe diventare anche la prima donna al Quirinale.

A poche ora dall’inizio delle votazioni, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha proposto il nome di Carlo Nordio, “su cui ci pare difficile che si possano muovere obiezioni”. Magistrato, nato a Treviso nel 1947, è stato procuratore aggiunto di Venezia, dove ha lavorato all’inchiesta sul Mose. Negli anni ’80 ha condotto indagini sulla presenza delle Brigate Rosse in Veneto, negli anni ’90 prese parte ai processi legati a Tangentopoli. In pensione dal 2017, non ha mai ricoperto alcuna carica politica.

Nominato da pochi giorni presidente del Consiglio di Stato, dopo la rinuncia di Berlusconi un altro nome su cui potrebbe puntare il centrodestra è quello di Franco Frattini. Dopo la carriera da magistrato, è sceso in politica, entrando più in volte in Parlamento. È stato due volte ministro degli Esteri, ministro della Pubblica amministrazione e Commissario europeo alla Giustizia.

Altra donna di centrodestra “papabile” è l’attuale vicepresidente della Lombardia, già ministra dell’Istruzione nel secondo governo Berlusconi e sindaca di Milano dal 2006 al 2011.

Nella rosa dei nomi di centrodestra c’è anche quello dello storico braccio destro di Silvio Berlusconi: è stato il sottosegretario alla presidenza in ognuno dei suoi quattro governi e, nonostante i quasi 87 anni di età, può vantare consolidati rapporti trasversali tra le forze politiche che dovrebbero votarlo.

L’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, in Parlamento da 38 anni consecutivi, è invece uno dei nomi forti in caso di elezione a grande maggioranza: ex democristiano, poi Udc e alla guida di Montecitorio con la maggioranza di centrodestra, adesso è a Palazzo Madama in quota Pd. Il suo è uno dei nomi più trasversali nell’emiciclo.

Tra i (pochi) nomi emersi finora dell’area di centrosinistra, l’ex premier lascerebbe Paolo Gentiloni l’attuale incarico di Commissario europeo per gli affari economici a Bruxelles. Il suo arrivo nella Commissione Von der Leyen era stato sponsorizzato dalla maggioranza giallorossa del secondo governo Conte.

Il nome di Andrea Riccardi ha iniziato a circolare tra gli ambienti di centrosinistra nel weekend prima del voto, ed è poi stato confermato dal segretario del Pd Enrico Letta, che lo ha definito un “profilo ideale” per il Colle. Fondatore della Comunità di Sant’Egidio, è stato ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione nel governo Monti.

Altro nome di centrosinistra Giuliano Amato con una lunghissima carriera politica alle spalle: due volte presidente del Consiglio e vari incarichi da ministro, attualmente è il vicepresidente della Corte costituzionale. Nel suo caso, come in quello di Gianni Letta, l’età avanzata (ha quasi 84 anni) è compensata dalla trasversalità delle relazioni politiche.

Anche lei ministra della Giustizia Paola Severino nel governo guidato da Mario Monti, è uno dei nomi che circolano in caso di elezione di una figura super partes agli schieramenti politici.

Un altro nome in caso di elezione di una figura super partes agli schieramenti politici, sebbene Filippo Patroni Griffi sia stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio durante il governo Letta, è quello dell’ex ministro della Pubblica amministrazione del governo Monti e oggi presidente del Consiglio di Stato.

Tra i nomi istituzionali per corsa al Colle c’è anche quello della direttrice generale del Dis Elisabetta Belloni, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza che coordina le attività di intelligence. Più volte in odore di diventare ministra degli Esteri, potrebbe essere la prima donna al Quirinale.

Tra i possibili nomi per il Colle (ma anche per un’eventuale successione al premier in caso di sua elezione), appaiono anche quelli di molti ministri in carica: Vittorio Colao, Daniele Franco, Dario Franceschini, Giancarlo Giorgetti, Lorenzo Guerini e Renato Brunetta.

TAG: candidati, elezioni presidente della Repubblica, Quirinale
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