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L’attivista politico Alessandro Di Battista: “Un’anno drammatico per la politica”

| 9 Gennaio 2022 | POLITICA

“Nefasta la sostituzione di Conte con Draghi”. Così Alessandro Di Battista ha parlato del nuovo esecutivo in carica da quasi un anno. Al centro del botta e risposta con l’ex esponente del M5S i principali temi dell’attualità politica, il futuro della legislatura e del Movimento 5 Stelle e l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Lo scrittore e attivista politico ha anche affrontato questioni globali come il multilateralismo e le tensioni internazionali alle porte dell’Europa.

“Per me è stato un anno drammatico – ha detto Di Battista riferendosi al passaggio dell’esecutivo dal Conte bis a Mario Draghi – e oggi i nodi stanno venendo al pettine”. “Non ho mai stimato il Draghi politico, in quanto le scelte che ha preso da politico per me sono state fallimentari, ma soprattutto ho sempre ritenuto un ‘governo dell’assembramento’, guidato da un uomo al quale hanno promesso il Quirinale quando gli hanno chiesto vieni a sostituire Conte, molto pericoloso per le azioni”, ha aggiunto. L’ex esponente del M5S ha sottolineato i 5 decreti dell’ultimo mese che, a suo parere, sarebbero pieni di “compromessi al ribasso, voglia di accontentare tutte le forze politiche e pasticci continui tant’è che si fanno 5 decreti in un mese per affrontare il dramma dei contagi”.

“L’emblema della morte della politica è rappresentato da un presidente del Consiglio che non sa nulla di politica, che oggi vuole finire la sua carriera come presidente della Repubblica e pur di guadagnarsi voti o non parla o cerca di accontentare tutti”, ha sentenziato Di Battista. Alla domanda su come faccia l’ex esponente M5S a dire che a Draghi sarebbe stato promesso il Quirinale, Di Battista ha sostenuto di averlo saputo da un ministro e che l’idea della sostituzione di Conte con l’ex presidente della Bce sia iniziata a circolare già ad agosto 2020 “tant’è che io scrissi un articolo in cui presi subito le distanze da questo progetto”.

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“Avete visto l’ultima conferenza stampa di Draghi, ‘Il mio lavoro qui è finito’, ma finito di che? – ha ancora affermato Di Battista -. Il Pnrr, tra l’altro i quattrini li ha ottenuti Conte; la pandemia, attualmente siamo nel momento più drammatico. Da quando Draghi ha parlato in conferenza stampa il 22 dicembre a oggi, abbiamo avuto 1,6 milioni di contagiati. Il presidente del Consiglio non parla? Non ci mette la faccia? Non dice quel che vuole fare? Tu devi parlare, ti devi assumere le tue responsabilità”.

Alla domanda se sente ancora Beppe Grillo, lo scrittore ha replicato di averlo sentito per gli auguri di Natale: “Come sapete abbiamo avuto dei dissidi politici, io non ho gradito l’endorsement a Draghi, non ho gradito che il M5S entrasse nel governo dell’assembramento, per cui ci siamo distanziati politicamente. Poi, gli auguri a una persona a cui vuoi bene glieli faccio sempre volentieri”.

Parlando dell’obbligo vaccinale, Di Battista ritiene che sulla pandemia “nel nostro Paese hanno tentato di far passare l’idea che vaccinato è uguale a immune. Ma non è così. Ripeto, io mi sono fatto tre dosi per cui spingo tutti a vaccinarsi, ma è stata fatta confusione, non ci si è occupati del contagio nel momento in cui andava fatto”. Per l’ex esponente M5S si sarebbe fatto poco per evitare i contatti tra le persone, per esempio allo stadio “l’entrata era da terzo mondo, un assembramento indecoroso, sui mezzi pubblici ci sono dei carnai”.

Sullo smart working e sui divieti per chi non è vaccinato di entrare in alcuni luoghi pubblici, Di Battista sostiene che le cose non vadano risolte in questo modo perché “le persone vanno convinte, vanno ascoltate le paure e soprattutto lo Stato ha il dovere di fare tutto quello che può fare in termini di contenimento dei contagi che non è stato fatto. Ci si occupa esclusivamente dei no vax, ai quali io consiglio di vaccinarsi perché è il modo di salvarsi la vita, allo stesso tempo, con 200mila contagiati al giorno, è ovvio che la strategia debba essere soprattutto sul contenimento del contagio”.

Sul tema della scuola, Di Battista ha evidenziato come il dramma per i genitori è che molti negli ultimi due anni hanno avuto problemi lavorativi e hanno problemi di spesa tra caro bolletta e caro spesa, “la gente ha estinto il conto in banca, per cui richiudere la scuola crea un disagio enorme anche economico, sociale e lavorativo a molti genitori che sono abbandonati, chi ha figli piccoli non ce la fa a tenerli dentro casa mentre è in smart working. Quello che reputo è che la scuola debba essere l’ultima cosa da chiudere”. “Lucia Azzolina, l’ex ministra dell’Istruzione – ha aggiunto – oggi dice quello che si deve fare: mascherina Ffp2 e un rapido aumento del personale nelle scuole”.

L’ex esponente del M5S ha anche affermato che il Movimento ora si trova “in una situazione di grave difficoltà e questo è legato al timore che hanno molte persone, anche in virtù dei consensi che calano e il taglio dei parlamentari, per cui di non essere rieletti”.

“Ci sono dei problemi all’interno non solo del M5S ma di tutti i partiti e tra molti parlamentari che sono di conseguenza legati al proseguimento della legislatura”, ha aggiunto. In questo contesto, l’ospite di Leoni ha citato Silvio Berlusconi ritenendo non così impossibile la sua elezione alla presidenza della Repubblica, “tant’è che sta attingendo alla sua pinacoteca regalando quadri a destra e a manca, prima o poi mi arriverà un Canaletto anche a me, insomma”, ha ironizzato per poi evidenziare quanto ritenga un errore l’eventuale salita al Colle del leader di Forza Italia.

Di Battista non ritiene adatta neanche la rielezione dello stesso presidente della Repubblica, in questo caso di Sergio Mattarella, perché “garantire troppi poteri per troppi anni alla stessa persona può essere pericoloso. Ora, Mattarella è una persona stimabile, ma io sono contrario alla rielezione del presidente della Repubblica per la seconda volta”.

TAG: Alessandro Di Battista, attivista politico, M5S
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