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Irene Tinagli (Pd): “L’immigrazione è un tema divisivo”

| 24 Ottobre 2021 | POLITICA

“L’immigrazione è tema divisivo”. Così Irene Tinagli ha parlato dell’ultimo consiglio europeo e della situazione dei 27 Paesi Ue. Al centro del botta e risposta con la vicesegretaria del Pd i principali temi dell’attualità politica, fra cui: la scrittura della manovra finanziaria, i rapporti del Pd con l’esecutivo e all’interno della maggioranza di governo.

Restando sul tema dell’immigrazione e delle pressioni che arrivano da alcuni Stati che hanno chiesto di costruire muri per bloccare i flussi o accusano l’Italia di non fare nulla per fermare gli arrivi, Tinagli ha spiegato che “se l’Europa non riesce a progredire su questo fronte è perché ci sono anti europeisti e sovranisti che impediscono di progredire e avere strumenti per intervenire sul tema. Viviamo in questa contraddizione, di fatto si lamentano perché l’Europa non interviene, ma impediscono all’Europa di avere gli strumenti per farlo perché non vogliono delegare all’Europa né risorse né poteri”.

Di fronte a quello che sta accadendo in Polonia, dove è in atto un ampio processo di erosione dello “stato di diritto”, “è normale che ci siano proteste e toni molto duri” da parte dell’Ue. “L’Unione Europea – ha evidenziato la vicesegretaria Pd – ha l’obiettivo di favorire il dialogo e questo deve restare l’obiettivo. Il problema della Polonia e la crescente ingerenza nei confronti della magistratura e quindi una minaccia all’indipendenza della magistratura va contro uno dei principi fondanti dell’Unione, che è lo stato di diritto. Su questo non possiamo fare passi indietro. Mi auguro non ci siano rotture”. “La forza dell’Ue – ha spiegato – è l’inclusione senza mettere in discussione dei principi come lo stato di diritto”.

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Alla domanda se l’attuale presidente del Consiglio Mario Draghi possa essere figura di riferimento nell’Europa, Tinagli ha risposto che “già lo è, è il volto presente dell’Europa perché è una figura che ormai da tanti anni è stato un elemento importante e fondamentale per la tenuta dell’euro e della stabilità economica e finanziaria dell’Europa”.

La vicesegretaria Pd, ricordando il ruolo di presidente della Bce i Mario Draghi, ha sottolineato di ritenere che “continuerà a mantenere un ruolo chiave anche come presidente del Consiglio italiano, considerato che l’Italia ha una delle economie più forti nell’Ue ed è il principale beneficiario dei fondi del Recovery. Draghi è una figura di riferimento con una grande visione di dove deve andare l’Ue”.

Sulla possibilità che il presidente del Consiglio possa diventare presidente della Repubblica, e su quale delle due figure abbia più peso all’interno dell’Ue, Tinagli ha detto che “per il momento ce lo teniamo in questo ruolo che è fondamentale perché, ora e nei prossimi anni, il governo italiano deve gestire le risorse del recovery Fund e deve imprimere una direzione di cambiamento all’Italia verso la crescita”.

Passando al tema delle pensioni e riguardo al superamento di Quota 100, Tinagli ritiene che si debba cercare “di dare un po’ di gradualità” ed evitare che ci siano persone che avevano già fatto dei programmi e che con cambi repentini potrebbero trovarsi in una situazione diversa dal loro piano di vita.

“Siamo all’inizio del negoziato” sulle pensioni in manovra, ha detto la vicesegretaria Pd spiegando che “noi vorremmo ci fosse attenzione alle donne e ai lavori più gravosi. Il governo si pone giustamente un problema di sostenibilità economica e finanziaria perché dobbiamo avere attenzione a questi elementi, ma ci sono esigenze da contemperare”.

Leoni, ricordando che la riforma fiscale passa per un iter legislativo piuttosto complesso e che Salvini e il centrodestra insistono sulla flat tax, ha chiesto quale formula il Partito Democratico metterà in campo. “Il Pd ha già messo in campo la sua proposta sulle tasse – ha evidenziato Tinagli – progressività della tassazione, per cui chi ha di più contribuisce di più. La flat tax sarebbe un regalo a chi sta meglio. Noi chiediamo un alleggerimento sui ceti medio-bassi”.

TAG: immigrati, Irene Tinagli, partiti, PD
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