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Riforma pensioni: il governo sta lavorando sulle novità

| 23 Ottobre 2021 | POLITICA

Il governo è al lavoro sulla riforma delle pensioni. Ottenute dopo il via libera del Cdm le macro-cifre della legge di Bilancio, i partiti studiano le tabelle per capire i margini disponibili.

Sul tavolo, ferme restando le risorse che non si sposteranno dal miliardo e mezzo totale scritto nel Dpb, rispunta una delle ipotesi tecniche della prima ora, quella di una transizione in 3 anni – più lunga di quella proposta dal Mef all’ultima cabina di regia.

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Ma il sistema delle quote non piace a tutti e penalizza le donne, come ricorda per Leu la sottosegretaria Maria Cecilia Guerra. “L’ipotesi prospettata – ha spiegato – è di un rientro graduale da Quota 100 alla situazione Fornero. Adottare dei sistemi di ‘quota’ anche io penso non sia una scelta giusta, perché le quote creano una deformità di genere molto forte, favoriscono gli uomini rispetto alle donne, richiedono una carriera contributiva lunga e costante, cosa che spesso le donne, dedicate al lavoro di cura e ai figli, non possono avere”.

Il sistema delle quote inoltre, secondo i critici, non tiene conto dei lavori gravosi o usuranti per i quali potrebbe però esserci una proroga con ampliamento di platea dell’Ape social, che potrebbe ‘pescare’ parte dei fondi dalla dote per gli ammortizzatori sociali, visto che è uno strumento utilizzabile anche dai disoccupati.

I sindacati chiedono una vera e propria riforma della Fornero. Sulla previdenza, “come contenuto nella piattaforma sindacale unitaria, ribadiamo l’esigenza di una riforma complessiva della legge Fornero, che affronti i bisogni di giovani, donne, lavoratori e pensionati”, dicono Cgil, Cisl e Uil evidenziando anche, per i pensionati, la necessità di misure che “tutelino in modo più efficace il potere d’acquisto”.

Nelle scorse ore il segretario generale Cgil, Maurizio Landini, aveva detto che sulle pensioni “noi abbiamo proposto una riforma vera del sistema e questa non lo è. La discussione non è passare da Quota 100 a Quota 102 che è un po’ una presa in giro. Non è quello che serve al nostro Paese. Stiamo dicendo al governo, che con noi non ha ancora discusso, che appena il tavolo ci sarà siamo pronti ad avanzare le proposte di riforma”, afferma, con la possibilità di uscita da 62 anni, una pensione di garanzia per i giovani e un riconoscimento contributivo per le donne.

Il leader della Lega Matteo Salvini dice: “Siamo al lavoro per trovare una soluzione equilibrata” e “difendere le pensioni” perché “la Fornero o scaloni dal primo gennaio dopo il Covid non sono la soluzione”. “Sulla riforma delle pensioni sto con i sindacati, con le piccole imprese perché non puoi da Quota 100 passare a Quota 103, 104 o chissà cos’altro. Anzi, in alcuni casi bisogna andare al contrario”, ha detto.

Peppe Provenzano, vicesegretario del Partito Democratico con delega al lavoro e al sociale, ha detto che “Quota 100 è stato un costosissimo fallimento, a danno dei giovani, delle donne e del Sud. A differenza di quello che va dicendo, Salvini non ha cancellato la legge Fornero. Sulle pensioni – ha proseguito – riteniamo essenziale che il governo incontri i sindacati. La nostra posizione è chiara, non tornare né a quota 100 né alla legge Fornero. Siamo per forme di flessibilità”.

Secondo Provenzano, il sistema delle quote “finirebbe per ricreare quegli squilibri insopportabili che vanno corretti in almeno due direzioni: da un lato, estendendo l’Ape sociale e la platea dei lavoratori gravosi e usuranti; dall’altro, prorogando Opzione donna. Infine, resta aperto il tema di una pensione di garanzia per le nuove generazioni e i precari”.

TAG: governo, riforma delle pensioni, sindacati
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